In questa meditazione personale cercherò di calare il mio percorso alla luce della relazione che ho presentato il 1° febbraio: Il ruolo della meditazione nella psicoterapia.
A me piace la vita che faccio, questo non vuol dire che sono sempre contento e soddisfatto oppure sempre sereno, ma mi piace come ho impostato la mia vita.
Non mancano i momenti di vuoto, di indecisione e di sovraffollamento di preoccupazioni ed impegni. Non mancano i momenti nei quali emerge un po’ di tristezza e i momenti nei quali mi sento molto emotivo e piango. Non mancano i momenti nei quali il mio sonno non è sereno, mi sveglio presto e la testa comincia a viaggiare. Infine sono molto preoccupato per il mondo come va e come lo stiamo lasciando ai nostri figli, non sono distaccato da questi eventi e non penso che tutto è al suo giusto posto.
Ci vuole adrenalina e passione per stare in questa storia piena di soprusi ed ingiustizie. Certo devo restare sereno interiormente ed avere chiaro la misura di ciò che può fare un singolo, anche organizzato in gruppi, come me. Ma penso che Dio ci abbia dato la responsabilità di questo mondo e ci abbia assegnato il compito di costruire il Regno di Dio. So che è molto da cristiano ragionare così e poco da induista, ma io sono fondamentalmente un seguace di Gesù Cristo.
E sono fondamentalmente contento perché mi sento sulla strada dell’autenticità e dell’integrità, ho chiaro il cammino e la meta.
Credo che curare la mia dimensione spirituale e coltivare i valori che sono la luce e la guida di questa dimensione con la meditazione e la preghiera sia la salvezza della mia vita, al di là di cosa ci aspetta dopo la morte, ho fiducia e basta, questa è la Fede.