Prevenzione, Cura e Riabilitazione delle persone affette da disabilità psichica. Modica 2-3 Dicembre 2022 Scuola per Assistenti Sociali “F. Stagno D’Alcontres

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Per potere parlare di un argomento così ampio è necessario fare dei cenni sulla storia della Psichiatria, sulla genesi dei disturbi psichiatrici, sul concetto di normalità e sulle patologie psichiatriche più comuni.

Cenni di storia della Psichiatria: dalla psichiatria custodialistica alla psichiatria di Comunità.

Fino al ‘700 visione demonologica dei disturbi psichiatrici, solo con l’Illuminismo e successivamente agli inizi dell’800 si comincia a parlare di Psichiatria e di scienza psichiatrica.

Nei secoli precedenti spesso le persone sofferenti venivano rinchiusi in luoghi di detenzione insieme agli autori di reato e sono pochi i tentativi di aiutarli in appositi luoghi di cura. Nell’872 fù costruito al Cairo un ospedale per malati di mente. In Europa invece dobbiamo aspettare il XV° secolo per vere i primi luoghi di cura in Spagna, a Valencia per la precisione.

Le cure, oltre la custodia in sé, fino ai primi decenni del 20° secolo consistevano o nelle terapie da schok come l’elettroschok o l’insulino schok terapia o nella psicochirurgia dagli effetti devastanti. Solo negli anni ’50 cominciano ad essere utilizzati gli psicofarmaci.

Nel frattempo ai primi del ‘900 con Freud inizia la psicanalisi e quindi si apre la possibilità di cominciare a comprendere le cause non solo biologiche del disagio psichico.

Queste ultime scoperte aprono finalmente la possibilità di trattamente più precisi e soprattutto umani ed in Italia l’esperienza di Franco Basaglia in particolare a Trieste permette al Parlamento di promulgare la famosa L. 180 del 1978 e con questa legge l’inizio della psichiatria di Comunità.

La psichiatria di Comunità teorizza che laddove nasce il disturbo, lì bisogna anche trovare la cura utilizzando tutti i presidi a disposizione di tipo biologico, psicologico e sociale ma all’interno della Comunità e non in luoghi appartati ed istituzionali.

Genesi e trattamento del disturbo

Oggi si parla di modello bio-psico-sociale nel senso che sia dal punto di vista della genesi che dal punto di vista della terapia, vanno presi in considerazione sia gli aspetti biologico-genetici, sia gli aspetti psicologici, sia gli aspetti sociali.

Gli aspetti biologico-genetici sottolineano il fatto che si è visto che alcune patologie psichiatriche gravi si presentano con maggiore frequenza in alcune famiglie ed oggi si parla di vulnerabilità alla patologia psichiatrica dato che non è detto che se nella mia famiglia c’è una persona che è affetta da patologia psichiatrica grave anche io debba soffrire della stessa patologia, ma è anche vero che può esserci in me una maggiore vulnerabilità che debbo tenere presente. L’importanza di tale fattore nella genesi della patologia non è quantificabile perché l’emergere della patologia dipende da tanti altri fattori come diremo di seguito.

In ogni caso è stato dimostrato che nelle patologie psichiatriche gravi si vengono a creare alterazioni nella presenza di alcuni neurotrasmettitori (dopamina, serotonina, noradrenalina e Gaba in particolare) che causano un mal funzionamento di alcune parti del SNC. Gli psicofarmaci che sono stati nel tempo scoperti cercano di riequilibrare questi sistemi.

Gli aspetti psicologici sottolineano l’importanza dei primi anni di vita e dell’educazione familiare, gli eventuali traumi, gli incontri significativi di vita (maestri, insegnanti, guide spirituali e religiose, i compagni che si incontrano etc.).

Le teorie e le terapie più rappresentative sono: la psicanalisi-psicodinamica, il comportamentismo-cognitivismo, il sistemico-relazionale, le psicologie umanistiche.

Gli aspetti sociali sottolineano gli usi e costumi di una cultura e di una società. Di conseguenza vanno attenzionati alcuni aspetti: il rispetto delle diversità e non discriminazione (orientamento sessuale, religioso, etnico per es.); le diseguaglianze sociali: povertà, condizioni di lavoro, dare a tutti pari opportunità per es.; servizi essenziali per tutti: casa, scuola, sanità etc.

Ma anche eventi collettivi: il Covid, la guerra, i cambiamenti climatici con tutto il carico di chiusura, isolamento ed insicurezza che stanno portando.

La normalità

Non esiste un concetto univoco di normalità, ma io penso che non c’è normalità psichica quando la sofferenza psichica di una persona diventa importante o quando una persona produce sofferenza negli altri.

Comunque non sempre c’è coscienza di questa sofferenza soprattutto quando la si causa agli altri. Lo vedremo meglio nelle patologie.

Ma quando è che una persona è normale?

Quando la persona è consapevole dei propri limiti e dei propri pregi ispirandosi ai valori fondanti della vita: Armonia, Amore e Saggezza. In tal modo vive in maniera rispettosa di se stesso e degli altri e vive la cosiddetta dignità spirituale.

Questo non vuol dire che questa persona non conosce l’ansia o la tristezza anche immotivata o che non ha conflitti interiori generati da desideri e bisogni o non vive un proficuo ed inevitabile combattimento spirituale, ma trova un equilibrio interiore con sé e con gli altri.

Oggi invece comunemente per persona normale si intende chi non manifesta o dichiara sintomi, ma si fa i fatti propri, se ne frega degli altri e cerca di vivere nel benessere con una vita improntata al raggiungimento di obiettivi individualistici sia dentro che fuori la famiglia. Questa modalità lascia l’individuo condizionato dal dualismo piacere-dolore e attrazione-repulsione, cosa che porta prima o dopo alla solitudine e quindi alla sofferenza. Questa condizione in psicologia transpersonale si chiama Psicopatologia della normalità.

Le patologie psichiatriche più comuni

  • Schizofrenia: allucinazioni, pensiero ed eloquio disorganizzato fino al delirio (di riferimento, di persecuzione, di nocumento, erotomanico, di grandezza, di gelosia, tipo somatico), comportamento motorio disorganizzato fino alla catatonia, diminuzione dell’espressione delle emozioni, abulia, apatia, alogia, anedonia, asocialità.
  • Depressione: umore depresso, diminuzione di interesse e piacere per quasi tutte le attività, insonnia o ipersonnia, agitazione o rallentamento psicomotorio, sentimenti di autosvalutazione e sensi di colpa, ridotta capacità di concentrarsi, pensare, decidere, idee di farsi del male
  • Disturbo bipolare: si alternano periodi maniacali o ipomaniacali con esaltazione del tono dell’umore, irritabilità, iperattività, pensiero e linguaggio veloce, idee di grandiosità, facile distraibilità, aumento delle attività motorie, lavorative, sessuali, sociali, acquisti incontrollati, con periodi di depressione. Certe volte si crea anche uno stato misto nel quale sono contemporaneamente presenti alcuni sintomi maniacali e alcuni sintomi depressivi.
  • Disturbi di personalità: paranoide, schizoide, schizotipico, antisociale, borderline, istrionico, narcisistico, evitante, dipendente, ossessivo compulsivo.
  • Nevrosi: disturbo d’ansia generalizzato, fobie, attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo, isteria, fobia sociale, ipocondria.
  • Disturbi alimentari: anoressia nervosa, bulimia.
  • Doppia diagnosi: dipendenza patologica da sostanze e patologia psichiatrica contemporaneamente, in particolare disturbi di personalità e disturbo bipolare.

 

Video La storia siamo noi

1986: ONP (ospedale neuropsichiatrico), volontariato, scout, obiettori di coscienza. Documenti politici e gruppo pre-dimissioni verso la Casa famiglia.

1991: Servizio territoriale tutela della salute mentale: superamento assistenzialismo e custodialismo. Comincia la Psichiatria di Comunità: gite, condivisione, gruppo teatro, psicoterapia. Si apre la prima Casa famiglia.

1994: chiude l’ONP e nasce l’Afadipsi( associazione familiari per il disagio psichico).

1995-2004: Terzo settore. Coop. San martino e Consolidas fanno partire progetti importanti che non trovano continuità: lavoro al Ciane sul papiro, cura del verde ex ONP, accoglienza al Teatro Greco, Compagno adulto, Dolce verde, progetto IPS etc. Cooperativa Tempi Nuovi nasce nel 1979, nel 2005 ha 25 soci lavoratori, nel tempo diminuiscono sempre di più. Il servizio comincia a svuotarsi. Resistiamo grazie ad Agire Solidale, Roberto D.B., la CGIL.

2009: il rilancio, Convegno Per una Psichiatria del territorio.

2010: Prima conferenza UNASAM. Inizia il Centro diurni con gli utenti protagonisti.

2012: Piano strategico con budget di salute e PTI

2013-2019: i servizi continuano a svuotarsi di operatori, le CTA rappresentano sempre di più una risposta prioritaria, nasce il Coordinamento “Si può fare, per il lavoro di Comunità. Nasce l’Associazione Chiaramente degli utenti. Inizia l’esperienza dei Facilitatori Sociali, dei gruppi Multifamiliari e dell’Autismo adulti.

Nel 2019 vado in pensione e divento presidente dell’ETS “Si può fare, per il lavoro di Comunità”.

Approfondire i seguenti punti: l’ONP ed il gruppo pre-dimissione, la chiusura dell’ONP Finanziaria 1994, la Casa Famiglia L.R. 22/86, STTSM L.R. 215/79 equipe multiprofessionali, l’Afadipsi e Chiaramente, il terzo settore, la Cooperativa Tempi Nuovi – la L. 381/91 -, metodo IPS (supporto all’impiego), la Politica ed il Sindacato, L’Unasam ed il Coordinamento diventato nel 2019 un ETS “Si può fare per il lavoro di Comunità”, Piano Strategico per la Salute mentale 2012 R., le CTA e le Case Famiglia, dal 2015 in poi i CSM diventano sempre più Ambulatori di Psichiatria, Decreto R. assessoriale del 31.07.2017 sulla integrazione socio-sanitaria, la L. 328/2000 ed i distretti socio-sanitari, chiusura degli OPG L.81/2014 e le REMS (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), Budget di salute art. 24 L.R. 17/ott. 2019 e linee guida decreto 662/luglio 2021, i Facilitatori Sociali (storia di un facilitatore sociale) ed i Gruppi multifamiliari.

                                             La Prevenzione

L’approfondimento dei vari aspetti ci ha già permesso di capire le linee fondamentali che bisogna seguire per cercare di ridurre l’incidenza dei disturbi psichici nella popolazione.

  • Famiglie supportate nel loro ciclo di vita: il rapporto con le famiglie di origine, la dimensione di coppia, l’arrivo dei figli e la loro crescita, la gestione di una eventuale separazione, eventuali lutti.
  • Il corpo docente: offrire occasioni di formazione per migliorare la comunicazione con gli alunni, la gestione di alunni difficili, il confronto nel gruppo docente. (Racconto delle mie esperienze nelle scuole superiori).
  • Sollecitare le istituzioni per la creazione di spazi per i giovani dove potere riunirsi e vivere le loro passioni ed hobby, per assicurare i servizi adeguati all’intervento precoce per i disturbi psichici, per combattere la dispersione scolastica, per superare le condizioni di povertà ed esclusione sociale, per creare le condizioni per una società accogliente ed inclusiva, per rendere concreto il diritto alla casa ed al lavoro, per creare città e territori vivibili.
  • Offrire con iniziative private e gratuite da parte di associazioni, parrocchie o professionisti disponibili spazi di gruppo per l’individuo dove potere confrontarsi con la sua crescita e con la riscoperta quotidiana di dare un senso alla vita: gruppo di Meditazione che io guido oppure il gruppo Darsi Pace di Marco Guzzi per es.

                                                         La cura

Nella introduzione abbiamo già accennato agli psicofarmaci ed alle psicoterapie.

Non parlerò nello specifico dei farmaci e delle psicoterapie perché avrebbero bisogno di incontri specifici. Solo qualche cenno.

Gli psicofarmaci si suddividono principalmente in 4 categorie:

  • i neurolettici per la cura della Schizofrenia, delle psicosi in genere e dei disturbi bipolari quando presenti aspetti psicotici;
  • gli antidepressivi per le depressioni;
  • gli stabilizzatori del tono dell’umore per le forme ipomaniacali o maniacali e per i disturbi di personalità borderline ed antisociale;
  • gli ansiolitici per i disturbi d’ansia
  • gli integratori

Le psicoterapie : con Freud inizia la Psicoanalisi e si inaugura nel secolo scorso la possibilità di curare le patologie psichiatriche anche con il colloquio: la parola che cura. Le caratteristiche fondamentali sono: il setting particolare (lettino e psicoanalista alle spalle), la centralità della vita inconscia, il transfert ed il contro transfert, la struttura tripartita, i conflitti, i traumi, i sogni, le interpretazioni, i meccanismi di difesa. Ma la Psicoanalisi ortodossa freudiana oggi non si pratica molto e si parla maggiormente di psicodinamica cioè di un lavoro sulla psiche che considera sempre centrale la nostra parte inconscia che determina la creazione di emozioni, pensieri e comportamenti che la volontà spesso non controlla, ma c’è una maggiore flessibilità sugli aspetti ortodossi della psicanalisi enunciati prima. Gli allievi di Freud che si sono differenziati hanno quindi approfondito e sviluppato aspetti specifici e particolari, ricordiamo tra i più importanti allievi: Jung, Klein, Adler, Lacan. Jung in particolare è ricordato per l’individuazione dell’inconscio collettivo e per avere cominciato a considerare la parte spirituale dell’uomo: il Sé. Sempre di psicodinamica si parla quando ricordiamo Moreno con lo psicodramma che in Italia è stato introdotto da Ottavio Rosati.

Poi vennero le Psicoterapie cognitivo-comportamentali che si orientano sulle soluzioni dei problemi attuali ed i pazienti apprendono delle abilità (coping  ) attraverso le quali si adattano all’ambiente modificando pensieri, emozioni e comportamenti. Il terapeuta ha un ruolo più direttivo. I fondatori Beck ed Ellis, in Sicilia Tullio Scrimali. I primi studi di psicologia comportamentale risalgono agli esperimenti di Pavlov.

Poi si svilupparono le Psicoterapie sistemico-relazionali ha come focus di osservazione l’individuo inserito all’interno di vari sistemi, primo tra tutti la famiglia. La teoria ipotizza che la persona che presenta i sintomi sia un paziente designato ma che in effetti esprime la sofferenza del sistema (racconto di qualche esempio). Si lavora quindi sui modelli relazionali della famiglia anche a livello trigenerazionale, sui ruoli che ognuno ha assunto negli anni, sul ciclo vitale della famiglia, sulle dinamiche che tendono a proporre una omeostasi del sistema cercando di attivare le dinamiche che rappresentano una evoluzione del sistema. Con gli stessi principi si lavora con l’individuo, la coppia e la famiglia. I fondatori: Bateson, Haley, Withaker, in Italia Mara Selvini Palazzoli e Maurizio Andolfi.

Infine accenniamo alle Psicoterapie umanistiche che centrano l’attenzione  sulla capacità di scelta, di creatività e di autorealizzazione di ogni individuo. I fondatori sono Maslow e Rogers che creò la terapia centrata sul cliente di cui l’ascolto empatico attivo è uno dei concetti fondamentali. In questo gruppo possono essere considerate l’analisi transazionale, la gestalt, la psicosintesi ed anche la psicologia transpersonale che da grande importanza agli aspetti spirituali dell’individuo.

Alla fine ogni terapeuta crea un proprio stile terapeutico e pochi sono gli ortodossi di un metodo. Io personalmente ho seguito delle formazioni sia in psicoterapia sistemico relazionale proprio con Maurizio Andolfi, sia in Psicodramma psicodinamico con Ottavio Rosati ed infine in Psicoterapia transpersonale con Laura Boggio Gilot.

                             Luoghi ed opportunità di cura e di riabilitazione

La salute mentale è affidata ai Dipartimenti di Salute mentale (DSM) all’interno delle Aziende sanitarie provinciali (ASP ).

Già termine Azienda la dice lunga sulla virata economicistica della gestione della salute. Infatti 14 anni dopo dalla creazione del SSN (servizio sanitario nazionale ) L.833/78, non riuscendo a controllare la spesa degli allora Comitati di gestione, si pensò a questa soluzione con la legge 502/92 che definì l’aziendalizzazione della sanità sia ospedaliera che territoriale, l’orientamento al mercato, la creazione dei dipartimenti, la responsabilità alle Regioni.

Così da 30 anni la sanità è guidata dai Direttori generali che in molti casi fanno il buono e cattivo tempo a seconda dei loro desiderata, dei gruppi di pressione, dei politici a cui debbono dare conto. Gestiscono somme molto ingenti, l’Asp si Siracusa per es. 600 milioni di euro l’anno, ed hanno un potere enorme con un controllo sociale limitato, per es. non esistono come nei Comuni i Consigli Comunali che in qualche modo hanno tanta possibilità di controllo. Con la scarsità dei soldi a disposizione, a loro dire, giustificano qualsiasi cosa: per es. a Siracusa la legge sul budget di salute non viene applicata ed i circa 4 milioni di euro che dovrebbe avere a disposizione il DSM per i PTI, non sono stati erogati. Abbiamo un ricorso al TAR in merito in corso.

Inoltre il DSM è un dipartimento strutturale e dovrebbe gestire con ampi spazi di autonomia il proprio budget economico, ma questo non è mai avvenuto.

Infine la regionalizzazione ha fatto sì che alcune regioni, come la Lombardia, hanno puntato tutto sulle strutture di eccellenza, come la Lombardia, tralasciando la sanità territoriale e facendo soldi con l’emigrazione sanitaria, mentre altre scadenti, come la nostra, risultano sempre più incapaci di affrontare in maniera adeguata la risposta ai bisogni dei cittadini: quindi grandi disparità.

Ma veniamo nello specifico all’organizzazione dei DSM.

Innanzitutto i costi, la Sicilia pur spendendo di più che in Italia presenta risultati inferiori in termini di TSO effettuati e di prestazioni erogate. La spesa maggiore è imputabile alla grande concentrazione di strutture residenziali per lungodegenti.

Afferiscono al DSM i moduli dipartimentali per la salute mentale degli adulti (SMA), la NPI (neuropsichiatria infantile ), i Sert (servizio per le tossicodipendenze ).

La NPI ricopre un compito delicatissimo nella diagnosi precoce e nell’intervento rapido per i minori. Inoltre ricopre una serie di compiti nell’ambito del riconoscimento delle competenze genitoriali, nei rapporti con il Tribunale dei minori, con le scuole per il riconoscimento delle disabilità. Di fronte a tale importanza, è fortemente trascurato dai Direttori generali e gli operatori vivono grandi difficoltà. C’è anche una carenza di servizi ospedalieri per le acuzie, infatti secondo i parametri nazionali in Sicilia dovremmo avere 63 posti, ne sono stati invece previsti 41 ed attualmente ne sono attivati 34. Noi a Siracusa per es. facciamo riferimento ad Acireale. Inoltre allo stato attuale non esistono Comunità terapeutiche per i più gravi come recita il piano strategico. Ora cominciano a fare dei bandi per le CTA anche grazie alle nostre pressioni come Associazione.

I Sert assicurano le cure per i tossicodipendenti non solo rispetto alle droghe illegali, ma anche per quelle legali come l’alcool o per le dipendenze patologiche come il gioco d’azzardo. Nei Sert non ci sono più psichiatri che vi lavorano ed i medici lì impegnati sono soprattutto tossicologi. Le equipe sono multiprofessionali ma anche qui con svariate carenze di personale (psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri, sociologi). Inoltre è un servizio che non svolge attività domiciliare, né intervento sulle urgenze e dato che le persone affette da dipendenza patologica sono in un’alta percentuale affetti da impegnativi disturbi di personalità, si evince che il servizio offerto non può che essere non soddisfacente. Bisognerebbe lavorare di concerto con il CSM (centro di salute mentale), ma nella mia esperienza ho visto che la cosa non capita facilmente se non in presenza di grande spirito di collaborazione.

Gli SMA sono organizzati in 4 tipi di strutture: gli SPDC (servizio psichiatrico di diagnosi e cura ), i CSM (centro di salute mentale ), i CD (Centri Diurni ), le CTA (comunità terapeutiche assistite ) sia pubbliche che convenzionate.

  • Gli SPDC sono le strutture ospedaliere nelle quali viene ricoverato il paziente nella fase acuta in regime di volontariato o di TSO (trattamento sanitario obbligatorio ). Dei posti previsti in Sicilia ne sono attivati circa la metà. Inoltre il numero dei TSO è il doppio rispetto alla media italiana. Ed ancora con una circolare del 2015 gli SPDC passarono da strutture ad alta assistenza a strutture a media assistenza (con un aumento del fenomeno della contenzione), questo ha comportato che venisse ridotto il numero dei medici e degli infermieri, con discrezionalità del Direttore generale di inserire uno psicologo ed un assistente sociale. L’SPDC è diventato un luogo dove i pazienti ricevono cure per rimettersi dalla fase acuta ma con scarse possibilità di punto di una nuova progettualità terapeutico-riabilitativa che è invece l’unica modalità per evitare ulteriori ricoveri e la cronicizzazione.
  • I CSM dovrebbero essere il luogo della regia degli interventi. Tutti i pazienti gravi dovrebbero avere un PTI piano terapeutico individualizzato di cui il paziente stesso è consapevole. Per ogni paziente vanno definiti i bisogni e vanno cercate le soluzioni. Le piante organiche sono scarne perché 1) con un’altra circolare del 2015 l’Assessorato alla salute definì le percentuali obbligatorie solo per i medici e gli infermieri, mentre per le altre figure a facoltà dei Direttori generali. Se a questo si aggiunge che ci sono sempre meno psichiatri e di questi molti preferiscono lavorare nel privato dato che è redditizio e non coinvolto nella rete delle emergenze che prevedono interventi h24 si può capire come si è complicata la situazione; 2) si è persa quindi la dimensione multiprofessionale che aveva caratterizzato l’entusiasmante fase post riforma 180 e i Direttori generali hanno progressivamente redatto piante organiche con un sempre minor numero di psicologi ed assistenti sociali e gli stessi posti vacanti spesso non vengono riempiti; inoltre non vengono inseriti in maniera adeguata i terapisti della riabilitazione e non vengono più inseriti educatori, pedagogisti e sociologi. Ho diretto il CSM di Siracusa per svariati anni ma oggi vedo una situazione molto difficile ma non certo per la responsabilità dei pochi operatori rimasti. Della nuova normativa del budget di salute parlerò a parte.
  • I CD sono strutture semi residenziali che sono decollate con difficoltà in Sicilia. A Siracusa ho avuto il piacere di dirigerlo per 7 anni e grazie anche a dei locali abbastanza adeguati che ci sono stati affidati, siamo riusciti ad assistere circa 30 utenti al giorno cercando di seguirli in tutte le loro esigenze. (racconto di esperienze positive di evoluzione). La giornata era scandita da svariate attività riabilitative come il gruppo “Come stai”, il canto, il teatro, il cruciverba, attività ludiche etc., ma quello che era più importante era riuscire a creare un clima di fiducia e di evoluzione che aiutasse l’utente ad affrontare in maniera maggiormente evolutiva il proprio cammino. Oggi è praticamente chiuso. L’Associazione dei familiari di Siracusa ha avviato da quasi 2 anni una serie di attività grazie a donazioni liberali e a contributi di Fondazioni (gruppo artistico, sportivo, teatrale, ortocultura, costruzione sedie).
  • Le CTA sono strutture indispensabili che sono però, in alcuni territori, diventati quasi l’unica risposta ai bisogni riabilitativi degli utenti. In questo momento in Sicilia ci sono circa 3.000 posti disponibili nelle CTA. Sono strutture con un massimo di 20 posti letto dove l’utente per un massimo di 6 anni in toto, normativa fortunatamente inserita dall’Assessore Borsellino nel 2014, può svolgere un progetto di recovery per prepararsi alla vita più autonoma alla dimissione. Spesso questi pazienti vengono poi inseriti nelle CA (Comunità alloggio) che sono strutture con un massimo di 10 posti le cui rette sono pagate dai Comuni (circa 2300 posti in convenzione). Siccome c’è stata una esplosione di queste strutture è successo che i Comuni non hanno più le risorse e l’utenza è costretta a pagare la retta privatamente. Ovviamente il prezzo che chiedono queste strutture è molto più basso delle rette del Comune sennò quasi nessuno se lo potrebbe permettere, questo ha abbassato di molto la qualità dell’intervento e le Comunità alloggio rischiano sempre di più di diventare gli ospizi a vita del paziente psichiatrico cronico.

Il Piano strategico definiva svariate tipologie di CTA, ma allo stato attuale esistono solo le CTA per i pazienti affetti da patologia psichiatrica.

                                         Finiamo con il Badget di salute

Il Budget di salute è stato inserito nella legislazione regionale nel 2012 con il Piano strategico. Il budget di salute prevede che sia redatto dal CSM insieme al paziente stesso, ai familiari ma anche ad altri attori importanti della vita del paziente, un PTI (piano terapeutico individualizzato) che risponda ai bisogni di recovery del paziente. Per recovery si intende un percorso che metta il paziente nelle condizioni di vivere al meglio delle proprie potenzialità evitando la deriva sociale.

I 3 assi su cui interviene il PTI sono: lavoro, casa, socialità.

Nel 2019 l’ARS legifera che deve essere affidato ad ogni DSM lo 0,2% del bilancio dell’ASP per portare avanti questi progetti sulla scia di quello già legiferato qualche anno prima per l’autismo. Nel 2021 in seguito anche ad una manifestazione dell’ETS Si può fare per il lavoro di Comunità e grazie alla pressione di qualche parlamentare, vengono approvate dall’Assessore anche le Linee guida per l’applicazione del budget di salute, Linee guida scritte da alcuni di noi.

La grande novità del budget di salute è che non è più il paziente a doversi adattare alle strutture che il SSN o i servizi assistenziali propongono, quindi CD, CTA o CA, ma è il paziente che sceglie insieme agli operatori le attività che maggiormente lo possono aiutare a recuperare la sua vita.

Ed è così che può accadere che un paziente che è ricoverato in una CTA con una spesa annua di circa 70.000 euro, può essere aiutato a vivere in un appartamento affittato con una assistenza domiciliare di un paio di ore al giorno spendendo 20.000 euro l’anno. E gli esempi di migliori risultati con ottimizzazione delle risorse si possono moltiplicare.

Il budget di salute però ancora non viene applicato in Sicilia ed i Direttori generali trovano tutte le scuse possibili per non farlo perché comporta una spesa che loro vogliono indirizzare in altre direzioni. Catania ed Enna sono le 2 ASP che stanno procedendo meglio.

 

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