Questa meditazione nasce da due interessi: vivere bene nel Bene e accettare la sofferenza e la perdita di persone care nel Bene.

Vivere bene nel Bene

Ad un certo punto del cammino incontriamo questo scritto di Laura tratto dal libretto “Pensieri dal silenzio”. E qui lo trascrivo:

“Il desiderio è una guida indispensabile nei sentieri dell’esistenza temporale. Esso spinge all’azione e prepara per la realizzazione dell’Io e per l’acquisizione di una posizione creativa nella società. Nella via del Ritorno all’Uno da cui proveniamo, il desiderio va abbandonato e sostituito con l’ardente volontà di Liberazione”.

La discussione che ne viene fuori nel gruppo di meditazione, mi fa scrivere l’indomani questa riflessione: “Mi sento sempre sulla soglia di questo passaggio e probabilmente non lo compirò mai totalmente, ma so che è l’unica strada che ci può aiutare a superare la paura delle separazioni, delle sofferenze e della morte”.

Allora cerchiamo di mettere insieme e dare un senso alle seguenti parole:

bisogno, desiderio, paura… liberazione.

La gestione dei bisogni, dei desideri e delle paure è pane quotidiano della nostra vita, ci siamo accorti che ogniqualvolta non siamo riusciti a gestirli bene siamo arrivati a situazioni di dolore e sofferenza.

I 3 passi fondamentali per affrontare questo obiettivo sono:

  1. La consapevolezza e l’accettazione dei nostri bisogni, desideri e paure sono condizioni indispensabili e propedeutiche per vivere in maniera equilibrata, equanime e contenta (cammino psicologico ).
  2. Ma per riuscire in ciò dobbiamo sempre coltivare i valori fondamentali della vita –armonia, amore e saggezza– , senza questa coltivazione arriva il dolore e la sofferenza (purificazione ).
  3. Svelare ed espandere la Coscienza: lo sviluppo del Piano intuitivo , la Buddi, ci permette di percepire la realtà spirituale e divina che unifica e sottende tutto e ci permette di rappresentarci come scintille di Dio. Così la Coscienza si svela (e si riconosce identica alla Coscienza universale ) e si espande trasformando così la realtà (cammino spirituale).

Quindi la liberazione dalla dipendenza e dall’attaccamento ai bisogni, ai desideri e alle paure ci aiuta a non fare scelte in contrasto con l’armonia, l’amore e la saggezza.

E già questo è tanto.

Accettare la sofferenza e la perdita di persone care nel Bene

Ma ci sono degli eventi che non dipendono da noi, per esempio malattie gravi che ci portano menomazioni e sofferenze o anche la morte di persone care.  Ci possiamo liberare dal dolore e dalla sofferenza anche in questo caso? Possiamo anche in questo caso vivere nell’Armonia, nell’Amore e nella Saggezza?

A)La capacità di vivere bene nel Bene quando incontriamo l’esperienza delle menomazioni e delle sofferenze nella nostra vita dipende dal concepire la vita come un dono, un’opportunità straordinaria e dalla conseguente accettazione di tutto quello che ci può capitare. La gratitudine sempre e comunque. Ma molto dipende anche da come si è aiutati e sostenuti in questi periodi o anni difficili.

B)Per quanto riguarda invece l’accettazione della perdita di persone care vorrei evitare intanto gli estremismi o, almeno, non fanno parte dei miei orizzonti.

Alcuni riescono a dire che quando muore una persona cara possiamo fare festa perché spiritualmente resta con noi e perché, liberata dal corpo che l’appesantiva, ora è trasformata in qualcosa di bello, puro, eterno.

Non penso di riuscire a fare festa anche se penso che, come dice Gibran, il fiume, che siamo noi, ha paura di finire nell’oceano perché lì si disperderà e perderà la propria identità, ma quando si accorgerà che è diventato Oceano, sarà felice.

Non riuscirei a fare festa perchè  vivo nell’Io e non penso che riuscirò mai a distaccarmi totalmente da questa dimensione a tal punto da non provare sofferenza e dolore davanti alla morte di una persona cara.

Allo stesso modo, all’altro estremo, c’è chi si lascia morire dopo la morte di una persona cara o perché si deprime, o perché si suicida, o perché, non vivendo più la propria parte vitale, arrivano malattie fisiche che portano alla sofferenza o alla morte. Ma, come al solito, ci sono mille sfumature tra questi 2 estremi e quindi varie possibilità di vivere la perdita di persone care.