La nostra missione per sviluppare il cammino di realizzazione e trasfigurazione è sapere Stare nell’Amore, esperienza di pace e completezza profonda di unione con il divino che si realizza nella preghiera, nella meditazione e nell’azione amorevole gratuita.

Stare nell’Amore vuol dire sapere vivere la situazione in cui siamo con uno Spirito Amorevole sviluppando, per quanto è possibile, le qualità dell’Assoluto (Armonia, Amore, Saggezza).

Siamo un corpo, una psiche ed uno spirito che in parte ci sono stati donati ma in parte sono frutto delle nostre scelte ( se nasco paraplegico è una cosa, se divento paraplegico per un incidente stradale che mi sono procurato correndo con la macchina a 200 Km. orari è un’altra cosa).

Inoltre scegliamo, se possibile, un lavoro, se vivere in coppia o da soli o nella famiglia originaria o facciamo scelte di vita religiosa etc.

Ad un certo punto sono in una data situazione che comunque si può sempre modificare con la mia o contro la mia volontà: decido di cambiare lavoro o mi licenziano, decido di separarmi o mia moglie mi lascia, entro in convento o mi dicono che non sono adatto al convento etc.

In quella situazione io cercherò di vivere stando nell’Amore, non è importante la situazione, è importante vivere stando nell’Amore.

In questo senso qualsiasi situazione di vita, stante che ci accompagna l’aspetto cognitivo, permette di vivere pienamente lo stare nell’Amore.

Ovviamente è basilare Accettare la situazione che vivo e non è sempre facile, non solo quando si subisce un cambiamento ma anche quando in un certo momento lo si è desiderato e poi ci si pente.

Non è facile infatti accettare separazioni, limiti, sofferenze, disabilità, anche se, in alcuni casi, sono proprie queste situazioni che ti aiutano a vivere stando nell’Amore.

In altri casi è decisamente difficile vivere stando nell’Amore e penso soprattutto il caso in cui la persona assume ruoli di potere o di prestigio e può perdere più facilmente alcune qualità fondamentali quali umiltà, pazienza, ordine, distacco, comprensione.

La preghiera e la meditazione ci fanno vivere l’esperienza di Stare nell’Amore, ma anche l’azione amorevole gratuita che non aspetta applausi ed è priva di aspettative ci fa vivere l’esperienza dello Stare nell’Amore.

Chi sceglie una vita ritirata, per es. monacale, privilegia l’aspetto della preghiera e della meditazione, ma ciò non toglie che dovrà curare anche il dominio degli istinti, delle emozioni, dei sentimenti e dei pensieri che favoriscono l’emergere di pensieri, parole, opere ed omissioni non armonici, amorevoli e saggi.

In ogni caso la preghiera e la meditazione svolgono un’azione spirituale che favorisce non solo la presenza dello Spirito l’Amore nel proprio essere ma anche nel cuore di tutti gli uomini.

Chi sceglie una vita attiva non dovrà lasciarsi ammaliare dall’iperattivismo, dal successo, dal potere che favoriscono azioni solo apparentemente amorevoli perché invece sono guidate dall’IO e dalle identificazioni negli istinti, nelle emozioni, nei sentimenti e nei pensieri. Dovrà quindi dedicare spazi specifici della propria vita alla centratura nella propria Coscienza e alla scoperta del Maestro interiore illuminato dallo Spirito d’Amore.

Ma il nostro non deve essere un cammino di perfezione doveroso, colpevolizzante, dettato da un SuperIo esigente e costrittivo, in questo caso si crea un alto ideale dell’Io che, andando incontro a sicuri fallimenti, porta a reazioni o di vittimismo o di scoraggiamento o di depressione vera e propria, ma deve essere un cammino di consapevolezza che deve portare a vederci per quello che siamo, integri, interi, con i nostri difetti e con i nostri pregi, capaci proprio per questo di accettarci.

Vedendo con sempre maggiore chiarezza quello che siamo, automaticamente ci sentiremo a disagio quando faremo emergere la nostra vanagloria o quando faremo azioni guidate dall’Io. Questo comporterà dei cambiamenti lentamente strutturali perché ognuno di noi vuole vivere stando nell’Amore e solo lo Stare nell’Amore dona pace e contentezza.

Voglio dire che io mi posso sentire bene anche dopo avere fatto uno sgarbo ad un collega perché penso che se lo meritava. Ma questo benessere è un benessere vuoto e passeggero perché è derivato da un istinto, mettiamo, di autoaffermazione che comporterà nella mia vita una spirale di sentimenti ed azioni negative. Se riuscirò a vedere questo, lentamente preferirò altre strade per raggiungere livelli di maggiore armonia con il collega. Gli esempi si potrebbero moltiplicare.

Penso che Gesù fosse una persona integra, intera e non perfetta perché sennò per es. non gli sarebbe sorto il dubbio sulla croce di essere stato abbandonato dal Padre.

Prendiamo esempio da Gesù nel nostro cammino, Gesù fece un cammino di coscientizzazione con la preghiera, la meditazione e la ricerca infaticabile del bene dell’uomo e disse Sì perchè ebbe fede nel Padre e nel Suo progetto d’Amore. Gesù riuscì nella sua missione ed è per questo che diventò Cristo.

Noi tutti siamo chiamati allo stesso cammino ed alla stessa missione di Gesù.

                       Tati

 

Ho spedito questa meditazione a Felice Scalia che nel ringraziarmi mi ha detto: “Il punto non è amare ma “stare nell’Amore”, perché da solo non ce la fa a resistere. Ci vuole armonia e saggezza per “stare””.

Non ci poteva essere completamento migliore.