Ricordo del nostro papà
“…e morì
sazio di giorni”, così nella Genesi si descrive la morte di Abramo.
Ma che vuol dire sazio di giorni? Vuol dire che Abramo visse pienamente la sua vita
portando a termine il compito che nel misterioso disegno di Dio ognuno di noi
ha.
Così il nostro papà Matteo, medico, politico, sportivo, punto di riferimento nei
momenti difficili per tanti, è “morto sazio di giorni” perché ha messo a
disposizione della vita la sua sensibilità, la sua professionalità, la sua
umanità.
Papà, oltre ad essere un uomo di cultura, a quei tempi la Divina Commedia si imparava a
memoria, è stato un uomo di azione, pratico, attivo, non si perdeva in
chiacchere.
“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, ma questo proverbio non si adattava certo a
lui.
Per papà immaginare un’idea o un progetto voleva significare tentare di tutto per
realizzarlo.
Così è stato in famiglia per la quale ha lavorato sempre a ritmi irraggiungibili per portare
onestamente il necessario a casa. Non si è mai preoccupato del superfluo o di
utilizzare le sua competenze per fare soldi.
La famiglia per lui è stato nutrimento profondo e la sua unità e pace un valore da
difendere con ogni mezzo. E’ stato quindi figlio, fratello, marito, padre,
suocero, nonno, zio, cognato, amico, ma è stato soprattutto per tutti un Padre
con la P maiuscola.
La professione di medico l’ha vissuta sempre come missione, grande osservatore
clinico dei segni che fanno individuare una malattia per poterla affrontare al
più presto. Ma soprattutto è stato amico e sostegno per la sofferenza fisica,
psicologica ed inevitabilmente spirituale dei suoi pazienti e di tutti coloro
che continuamente ogni giorno gli chiedevano un consiglio anche fino a due, tre
giorni prima di essere abbracciato totalmente dal Padre.
La politica l’ha fatta nella maniera più ovvia e naturale, l’ha fatta pensando solo al Bene
comune ed è per questo che ha preferito dopo alcuni anni allontanarsene perché
si sentiva un corpo estraneo. Si è limitato così a sostenere l’impegno politico
del fratello Marcello, ma con un entusiasmo, uno slancio ed una forza assoluti.
Per ultimo, ma non per importanza, la passione sportiva per il Siracusa calcio di cui è
stato Presidente per 10 anni e per l’Inter. La sua esperienza da Presidente
l’ha vissuta come un’avventura emozionante e con una dedizione completa
coinvolgendo un pugno di amici che avevano in comune il desiderio di fare
vivere l’idea dello sport come sana competizione onesta, semplice e pulita.
Il 18 giugno del 2011 papà ha cambiato la sede dove vivere, si dice che sia un posto
affascinante e noi ci crediamo.
Francesco e Tati
20 giugno 2011