Trenta anni fa la famiglia era o la vittima o la causa della malattia mentale.
Chi pensava che era una vittima voleva i manicomi, chi pensava che era la causa si batteva per la libertà delle cure.
Questi movimenti culturali ancora esistono, ma con fatica si afferma un nuovo modello nel quale operatori, famiglie e utenti insieme ci impegniamo per far sì che la persona affetta da disagio psichico grave sia messo nelle condizioni di raggiungere tappe evolutive, di autonomia e di integrazione sempre maggiori.
La Società, ossia la Comunità nella quale vive questo sistema, fatto appunto da familiari, pazienti ed operatori, può anche prendersi la responsabilità o avere cura di questo sistema ed è per questo che, fin da quando ho scelto di fare lo psichiatra, ho capito che, inevitabilmente, dovevo fare Politica, nel senso che dovevo interessarmi non solo dell’individuo sofferente ma di tutto il contesto nel quale lui, la famiglia e gli stessi operatori vivono. Continue Reading