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Category: Salute Mentale

I Valori del Volontariato

27° Corso di Formazione A.V.O. 22-10-12

I Valori del Volontariato. Relatore Tati Sgarlata

Grazie per la possibilità che mi date di contribuire al vostro cammino formativo, così come è successo svariate volte in tutti questi anni.

Ma oggi è necessario fare anche delle riflessioni propedeutiche all’argomento da voi proposto per comprendere meglio il percorso fatto, la realtà attuale e come dobbiamo prepararci per affrontare le sfide future.

La riflessione sul Volontariato non può prescindere dall’analisi di un contesto che cambia e nella fattispecie la grave crisi economica, sociale e culturale che viviamo.

Una crisi che parte da lontano e che si colloca all’interno di un tramonto dell’occidente, come ci ricorda Umberto Galimberti, che progressivamente pervade la nostra società.

Il tramonto dell’occidente trova le sue radici nell’avere assolutizzato sempre più gli aspetti materiali della vita ( consumismo, potere, competizione, arrivismo, massificazione del pensiero) e sempre meno gli aspetti spirituali e valoriali della vita ( aspirazione al Bene, al Bello, al Vero). Continue Reading

Dall’assistenza alla promozione

                                             AVULS 09-06-2013

                                    Dall’assistenza alla promozione

Grazie per il vostro invito che ho raccolto con piacere perché con l’AVULS ho un cammino in comune fatto di tanti incontri sul tema del volontariato nei servizi di salute mentale, del servizio che l’Associazione svolge da anni dove lavoravo o lavoro,  ma soprattutto ho in comune l’esperienza dell’apertura della prima comunità alloggio per dimessi dall’ONP nel 1992, esperienza simbolica che rappresentava l’avvio effettivo della legge di riforma psichiatrica a Siracusa perché dimostravamo che anche a Siracusa era possibile superare l’internamento.

Quella è stata un’esperienza di promozione e non di assistenza.

Ma andiamo per ordine.

L’assistenza sa di pietismo, di distacco, di asimmetria, di differenza, di rapporto verticale. E’ sicuramente un’arte nobile ma che difficilmente modifica nel profondo sia l’assistente che l’assistito ed alla fine il secondo ha sempre bisogno del primo. Per tornare alla esperienza dell’ONP, un buon progetto di assistenza sarebbe stato quello di migliorare le condizioni di vita degli internati dal punto di vista igienico, sanitario, ludico etc.

La promozione invece vuol dire tirare fuori il massimo ed il meglio dagli altri mettendoli nelle condizioni di migliorare il proprio stato di salute fisica, psichica ( vita relazionale, affettiva, sociale, autonomia ) e la propria vita spirituale. Ovviamente questo percorso necessitava di alcune scelte forti quali quella di andare a vivere in un condominio normale, lavorare, vivere la città etc. e così è stato.

Promuovere è sicuramente meglio, ma è molto più difficile. Ricordo che in quella occasione un collega il giorno prima della dimissione dei 10 internati divenuti oramai cittadini, ebbe a dire in riunione: “ma se esplode la bombola di gas e crolla il palazzo, di chi sarà la colpa?” Non è esplosa nessuna bombola, è invece esploso l’ONP che dopo cominciò seriamente e definitivamente ad essere dismesso e, se ancora oggi c’è tanto da fare, possiamo dire che quel nefasto capitolo è chiuso. Continue Reading

Una proposta “amica”

Da 20 anni faccio lo psichiatra e combatto con la psiche più o meno sana delle persone che volenti o nolenti ho in cura, ma lotto anche con la mia psiche che nel merito non scherza.

Non mi sorprendono quindi le bizzarrie dei miei pazienti perché in qualche modo conosco su mia esperienza o capisco tramite intuizione i passaggi psichici che portano le persone a comportarsi in maniera così inutile e dannosa per loro stessi e per coloro che li circondano.

A questo bisogna aggiungere la mia fede in Cristo che, essendo il Sé e l’Assoluto fatto carne che si fa proposta di vita per noi, crea, al di là della dimensione di salvezza che ti fa vivere, non pochi problemi di coerenza e di armonia tra la complessità della vita umana ed appunto la Sua sequela. Continue Reading

Servire o Servito? Assemblea di Zona Capi Agesci 30 nov. 2019

Chi di voi fa il Capo Agesci per essere servito e non per servire?

E’ una domanda apparentemente provocatoria, ma in effetti non tanto.

Su una cosa penso che possiamo essere d’accordo tutti facilmente: Servire è il fine ed il senso della vita come ci ha testimoniato Gesù.

Non a caso Gesù lavò i piedi agli apostoli nell’ultima cena e ci invitò a fare lo stesso con gli altri.

Il servizio è anche parte integrante della promessa scout e della sua legge e tutti noi da cristiani e da capi scout in particolare aderiamo a questa scelta.

Se questo è l’evidente conseguenza dell’essere cristiani e scout dovrebbe tutto funzionare per il meglio, ma c’è qualcosa che ostacola tutto ciò ed è il nostro IO, cioè quella propensione a mettere al primo posto consapevolmente o inconsapevolmente i nostri bisogni, i nostri desideri, le nostre aspettative.

Ed è così che privilegiamo

-la nostra importanza personale ed il nostro ruolo che rischia di diventare un potere,

la ricerca soprattutto di gratificazione quando realizziamo un progetto,

-un obiettivo personale piuttosto che un bene comune per il gruppo o il reparto,

-l’aspettativa che tutto vada secondo il programma fatto e se non avviene reagiamo in maniera inadeguata per es.: abbiamo predisposto un’attività e qualcuno della squadriglia non si è impegnato adeguatamente a tal punto che l’attività non è riuscita. Piuttosto che impegnarci a capire il perché quei ragazzi hanno boicottato l’attività, emarginiamo quei ragazzi dalle attività successive per difendere il valore dell’unità.

il riconoscimento da parte degli altri dello sforzo che abbiamo compiuto, per es: ci aspettiamo un riconoscimento per la bella attività che abbiamo organizzato con i ragazzi, questo riconoscimento non arriva da parte del Capo gruppo, inconsapevolmente da allora cominciamo ad essere in conflitto con il Capo gruppo e gli smontiamo le proposte che fa.

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