La vicenda Ocalan, cioè del leader storico del Pkk che è l’organizzazione più rappresentativa e forte del popolo curdo nel mondo, ha avuto il grandissimo merito di riportare alla ribalta dell’agenda politica del sonnacchioso mondo occidentale la vicenda della possibilità per il popolo curdo di avere riconosciuta una autonomia sufficiente per potere preservare la propria cultura e la propria tradizione senza essere considerati cittadini di serie B e con forme di autogestione simili a quelle che si stanno studiando per gli Albanesi del Kossovo.
Non entriamo quindi in questo articolo nel merito delle forme di lotta che si è dato il Pkk ed in particolare Apo (che vuol dire zio e che è il nome confidenziale con il quale i curdi chiamano Ocalan) dato che non è certo facile, anzi è ingiusto, giudicare con il nostro metro vicende lontane di sofferenza e di sopraffazione nelle quali è molto difficile mantenersi immacolati e integerrimi.
Lo scopo dell’articolo è invece quello di sensibilizzarci a non abbassare la guardia su una vicenda che necessita della mobilitazione di tutti noi nella speranza che si avvii un processo di pacificazione e di giustizia. Continue Reading