Ho letto con molta amarezza il 28 u.s. sul quotidiano “La Sicilia” un articolo tratto da una lettera che il dr. Michele Lo Magro responsabile sanità di A.N., nonché responsabile del Dipartimento Salute Mentale di Siracusa, ha inviato per sottolineare la sua contrarietà alla legge 180 sulla chiusura dei Manicomi e sull’integrazione dei malati di mente nella società.
Cercherò di rispondere con argomentazioni pacate e razionali perché penso che la migliore risposta alle distorsioni ideologiche del dr. Lo Magro sia la dimostrazione della sua estraneità a quello che in effetti avviene nella realtà.
Innanzitutto c’è da dire che la 180 non è assolutamente fallita né a Siracusa, né altrove e che se difficoltà ci sono state nella sua applicazione, lo si deve ai ritardi politici ed amministrativi che hanno messo nel suo percorso o chi aveva dei vantaggi economici al permanere del manicomio o chi aveva paura di confrontarsi con una “diversità” che disturba la manichea distinzione tra malati e sani.
Ancora oggi le strutture previste dai vari piani della regione Sicilia non sono state completate anche se fin dal 1981 la nostra regione si è dotata di un valido piano sanitario per la salute mentale. Questi ritardi sono o non sono un ostacolo per la buona e piena applicazione della legge 180?
Si badi bene che le risorse sono state date e che sono state le amministrazioni incapaci di spendere le somme.
Su tutti i ritardi c’è d’altronde un documento dettagliato dell’Associazione dei Familiari dei pazienti che con fermezza denuncia il tutto. Ma il dr. Lo Magro che ha avuto, ha ed avrà (ahimè!) delle grandi responsabilità nel Settore Salute Mentale dell’AUSL 8 le conosce queste cose, le ha lette? Oppure offuscato dal dover dimostrare a tutti i costi che la 180 è un fallimento non riesce a capire che proprio questo suo atteggiamento di non applicazione della legge, ne pregiudica la sua realizzazione?
Ma se i nostri figli frequentassero una scuola nella quale il dirigente non crede alla nuova legge di riforma ed in tutti i modi ne ostacola l’applicazione, noi che cosa faremmo?
Bisogna tra l’altro dire che tutte le società scientifiche nazionali, anche la SIP (Società Italiana di Psichiatria) che è la Società che riunisce il maggior numero di psichiatri, dopo i primi anni di diffidenza sulla legge, ha capito l’importanza e la possibilità che la legge funzioni e si è fatta promotrice negli ultimi anni di grandi iniziative contro lo “stigma” nei confronti del malato di mente e per la piena applicazione della legge 180. Abbiamo infatti celebrato il 7 Aprile la giornata internazionale per la salute mentale organizzata dell’OMS(Organizzazione Mondiale della sanità) dove i principi della legge 180 sono stati sottolineati e si stanno sempre più diffondendo nel mondo. Questa giornata in Italia è stata organizzata con la SIP, i familiari, i movimenti in difesa dei diritti del malato, tutte le organizzazioni che hanno a cuore non la ghettizzazione del malato (io che ho lavorato dentro l’Ospedale Psichiatrico so cosa vuol dire) ma la sua integrazione.
Oramai la 180 ed i suoi principi ispiratori, scevri da ogni forma ideologica che ripropone solo chi è fuori dalla storia come il dr. Lo Magro ma che sicuramente non riproporrebbero molti suoi amici di partito e di schieramento, sono un patrimonio comune della società italiana. Ricordo tra l’altro che la definitiva chiusura dei Manicomi fu decretata da una finanziaria varata dal “governo di sinistra” del cavaliere Berlusconi(sic!)
La verità è che la legge se gli operatori sono adeguatamente formati e se ci sono le strutture previste per legge, è una legge che funziona, che ridà dignità ai pazienti e alle famiglie e che fa crescere la società civile nei valori dell’accoglienza e della solidarietà.
Oggi i pazienti cronici gravi sono nella possibilità, come già avviene nella stragrande maggioranza dei casi, di essere adeguatamente curati senza bisogno di nostalgie manicomiali.
Andate a visitare la prima comunità alloggio per dimessi dal Manicomio sita in Viale Scala Greca a Siracusa, comunità dove ci sono state nuove ammissioni e dimissioni ed una reale integrazione nel territorio, parlate con i pazienti e con i condomini, prima restii ed ora vicini di casa solleciti e sereni, e vi renderete conto del salto di qualità inimmaginabile che la legge ha permesso.
E’ chiaro che non tutto va bene, è chiaro che bisogna fare degli sforzi per raggiungere tutti gli obiettivi della legge e necessita una concertazione forte tra gli enti interessati, soprattutto AUSL e comuni, per risolvere tutte le situazioni che ancora non hanno una risposta adeguata. Ma per fare questo bisogna crederci e non solo non avere un pregiudizio ideologico contro la legge, ma mobilitarsi attivamente per la sua realizzazione.
Quello che emerge invece dall’articolo del dr. Lo Magro è una sottile ironia per quelli che alla legge credono e che vogliono applicarla, ed un’attesa impaziente per il giorno nella quale sarà finalmente riconosciuto il suo fallimento.
Ma come è compatibile ciò con il ruolo che ricopre il dr Lo Magro nella AUSL?

Siracusa 1-5-01

Responsabile Psichiatria D.S.

Dr. Gaetano Sgarlata