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Category: Salute Mentale

OTTAVIO 29-11-02

Carissimi,
il gruppo di novembre è stato molto importante per me, mi si è aperto un nuovo spazio di coscienza che, spero, faccia aumentare la mia autonomia e responsabilità e faccia diminuire la mia parte paurosa e furtiva.
Se dovessi riassumere ciò che penso di avere introiettato direi:” Prima pensavo che dovevo avere consapevolezza dei miei limiti per superarli, ora invece penso che debbo avere consapevolezza dei miei limiti per accettarli”.
Prendere consapevolezza della propria Ombra è duro, ma utilissimo per non fare delle grosse “cazzate”. Qualche settimana fa Michele Serra nella sua deliziosa rubrica “L’Amaca” (guarda caso proprio il nome dell’Associazione che stiamo facendo a Siracusa) ricordava una massima del maestro Altan (il vignettista) : “Ogni sera quando andiamo a letto dovremmo chiederci chi è il mandante delle cazzate che facciamo”.
Noi lo sappiamo chi è il mandante ed è per questo che facciamo con Ottavio lo psicodramma psicoanalitico.
La settimana successiva allo psicodramma, abbiamo fatto un ritiro con il gruppo di cui faccio parte a Siracusa, nel quale cerchiamo di applicare la Parola di Dio nella nostra vita e nel nostro vissuto quotidiano. Quest’anno ci stiamo facendo aiutare da un libro di Eugen Drewermann, psicologo analista e teologo, dal titolo “Quando il cielo tocca la terra”(ve lo consiglio). In particolare in questo ritiro abbiamo letto il commento alla Parabola di Gesù: Gli operai mandati nella vigna(Matteo 20, 1-16).
Nella dinamica di gruppo successiva, il conduttore ci ha detto di scrivere una lettera a noi stessi alla luce del commento emerso e condiviso. Continue Reading

Mio Figlio

 Mio Figlio

Mio figlio mi piace vederlo proiettato verso il futuro;
mi piace pensarlo sicuro, protetto, rassicurato
dal nostro ricordo;
mi piace saperlo capace di stare con gli altri,
abbracciandone le differenze;
mi piace che abbia il sorriso che riesce a dare fiducia.

Mi penso e mi accorgo che questo è un figlio del mondo,
che poco è legato al mio cuore e ai miei pensieri,
che perderlo è probabile.

Lo vorrei afferrare e possedere
Lo vorrei tutto mio
Lo vorrei attento alle mie difficoltà.

Ma se lo lego scappa, muore, non esiste…
perderei il piacere di vederlo proiettato verso il futuro, di pensarlo
sicuro, protetto e rassicurato dal nostro ricordo, di saperlo capace
di stare con gli altri e di possedere un sorriso sprizzante fiducia.

Se lui sarà, lo avrò
Se lui vivrà liberò sarà in me
Se lui amerà, la mia vita sarà l’Eternità.

1997

Il complesso di Elettra e l’archetipo della madre

Sono uno psichiatra e psicoterapeuta e per me è un piacere ed un onore fare una conversazione su questo argomento dato che è un tema che si ritrova inevitabilmente in ogni analisi ed in ogni processo psicoterapeutico che giornalmente portiamo avanti: l’emancipazione ed il superamento del rapporto genitori-figli da forme simbiotiche e di dipendenza a forme evolutive e di autonomia è infatti il problema centrale di ogni analisi, perché comunque ogni altra relazione che viviamo nella vita ritrova nelle sue modalità di fondo proprio il modo con il quale abbiamo vissuto e/o viviamo il rapporto con i genitori.

Mi invita tra l’altro a parlare di questo argomento un’associazione che si ispira a Demetra che, nei miti, rappresenta proprio l’archetipo della madre: direbbe Jung una sincronia che di certo casuale non è ed il cui significato lascio alle vostre considerazioni.

Oggi possiamo parlare di tutto ciò e possiamo gustare i meravigliosi spettacoli nel nostro teatro antico, solo perché i greci ebbero intuizioni straordinarie riguardo dinamiche psicologiche attualissime e queste intuizioni le riuscirono a rappresentare ed a mettere in scena.
Solo dopo più di due millenni queste intuizioni sono state chiarificate, spiegate ed elaborate da Freud e da Jung. Continue Reading

Responsabilità penale del minore: quel complesso mondo psichico da scoprire

Penso che il compito che mi è stato assegnato stasera è di cercare di delineare quale deve essere il contributo che lo psicologo e lo psichiatra possono dare davanti ad un minore che ha commesso un reato.
La società tutela il minore considerandolo sempre non imputabile sotto i 14 anni e da valutare caso per caso tra i 14 e i 18 anni, perché risulta evidente dallo studio della psicologia dell’età evolutiva, che fino ai 14 anni manca sicuramente una sufficiente capacità di intendere e di volere, mentre tra i 14 e i 18 questa capacità deve essere valutata.
Dove capacità di intendere e di volere vuol dire essere consapevoli delle conseguenze che l’atto può produrre.
Quello che viene valutato è quindi il livello di maturità affettiva che è insufficiente quando continua a prevalere il principio del piacere su quello di realtà e quando l’individuo non è riuscito ad introiettare un vero codice morale.
Questo vuol dire che il minore ha un’affettività ancora fortemente egocentrica, che è indifferente a quanto non lo riguarda direttamente, che presenta una profonda insicurezza e dipendenza in maniera inconsapevole, che è incapace di posporre la gratificazione di un bisogno o di una pulsione con azioni a corto circuito, che vive alla giornata e che presenta un grave ritardo nella formazione di validi parametri etico-sociali di riferimento. Continue Reading