Cari compagni di Agire Solidale,
le ultime riunioni di Agire Solidale ed i contatti informali che ho avuto in queste settimane con alcuni di voi, mi hanno convinto che non ci possiamo permettere il lusso di bruciare due anni di lavoro rimpallandoci la patata bollente da una mano all’altra.
Siamo tutti d’accordo nel dire che Agire Solidale non deve morire, che Agire Solidale è un luogo unico dove si può tentare di vivere la politica in un modo alternativo con quella coerenza e trasparenza con la quale cerchiamo di vivere la nostra vita quotidiana, che in un momento così delicato dove si sta giocando il nostro futuro non ci possiamo permettere di depotenziare questo strumento ed infine che abbiamo bisogno oggi più di ieri che la politica ascolti le nostre istanze di lotta contro l’esclusione sociale e di lavoro su un modello di sviluppo che non pensi solo a cementificare e a consumare.
Non troviamo invece chi se la senta di rappresentare tutto ciò!
Quando vi ho spedito un mese fa la bozza di progetto dell’AMACA- su cui sto lavorando con un gruppo di persone e di cui prossimamente vi farò sapere- avevo chiaro e lo ribadisco che il lavoro interiore senza un’apertura all’ascolto ed al confronto sincero e senza una conseguente azione politica in senso lato non ha molto significato, anzi il lavoro interiore sboccia automaticamente in azione politica. Continue Reading