Cari compagni di Agire Solidale,
le ultime riunioni di Agire Solidale ed i contatti informali che ho avuto in queste settimane con alcuni di voi, mi hanno convinto che non ci possiamo permettere il lusso di bruciare due anni di lavoro rimpallandoci la patata bollente da una mano all’altra.
Siamo tutti d’accordo nel dire che Agire Solidale non deve morire, che Agire Solidale è un luogo unico dove si può tentare di vivere la politica in un modo alternativo con quella coerenza e trasparenza con la quale cerchiamo di vivere la nostra vita quotidiana, che in un momento così delicato dove si sta giocando il nostro futuro non ci possiamo permettere di depotenziare questo strumento ed infine che abbiamo bisogno oggi più di ieri che la politica ascolti le nostre istanze di lotta contro l’esclusione sociale e di lavoro su un modello di sviluppo che non pensi solo a cementificare e a consumare.
Non troviamo invece chi se la senta di rappresentare tutto ciò!
Quando vi ho spedito un mese fa la bozza di progetto dell’AMACA- su cui sto lavorando con un gruppo di persone e di cui prossimamente vi farò sapere- avevo chiaro e lo ribadisco che il lavoro interiore senza un’apertura all’ascolto ed al confronto sincero e senza una conseguente azione politica in senso lato non ha molto significato, anzi il lavoro interiore sboccia automaticamente in azione politica.
Il problema è che la politica non in senso lato è una macchina molto complessa che io ho difficoltà a governare con le mie energie ed ho detto e ribadisco che solo un gruppo forte può sostenere e portare avanti un’azione politica complessa.
Ma su questo ho sentito che il gruppo era in difficoltà, come se ci fossero dei livelli inespressi di sfiducia e debolezza, come se, il solito malcapitato dovesse poi sbattersi la testa da solo da un problema e l’altro e, cosa più brutta, come se il malcapitato dovesse contare solo sulle sue energie psicologiche e spirituali.
Infatti compagni, il problema non è che mancano le idee e le intelligenze, il problema è che è carente “l’anima” che le rende vive e feconde. Faccio un esempio tanto per non essere fumoso e lo faccio con affetto ed amore credetemi.
L’anno scorso la questione che ci ha portato maggiore difficoltà è stata la famosa questione dei Proust e del Parco Epipoli in particolare: riunioni, documenti, approfondimenti etc., alla fine prese di posizione chiare e precise, ma vissute all’interno dell’Associazione in maniera sgonfia, assolutamente non entusiastica.
Cosa è successo? E’ successo che i tempi di maturazione di tale scelta non potevano probabilmente essere diversi a causa di tutto quello che si portavano dietro queste problematiche -alcune fasi di questi progetti erano iniziate ai tempi di Fatuzzo- e a causa di tutte le aspettative di realizzazione personale di alcune idee forti che ognuno di noi sente su di un argomento maggiormente che su un altro.
Se non calcoliamo tutto il tempo necessario per favorire l’avvicinarsi di queste posizioni, il tempo necessario per maturare una sintesi e per capirsi ed accettarci nella diversità della posizione iniziale, se non accettiamo lo sforzo di vincere resistenze a volte inconsce che ci fanno arroccare su certe posizioni, se non abbiamo alla fine fiducia sufficiente nel cambiamento nostro e dei nostri compagni, non potremo essere che delusi da queste vicende.
Ma il gruppo è questo, e funziona solo così e se vogliamo fare politica in maniera diversa e senza fare “vittime” in continuazione dobbiamo attrezzarci per questo.
Basta, penso di averla fatta lunga!
Alla luce di tutto ciò ho pensato che non avevamo bisogno di triunvirati o peggio di sorteggi, ma avevamo bisogno di tenere in maniera forte e decisa la trincea perlomeno fino a queste due scadenze elettorali. E’ per questo che ho maturato l’idea di dare la mia disponibilità se l’Assemblea vorrà e vorrei di seguito delineare anche alcuni punti pratici su come lavorare.
-Sfruttare al massimo il convegno di Bifo: quindi articolo sul giornale DS che potrebbe fare Nello e pubblicare il testo quando Noemi finirà di sbobbinare le cassette.
-Indirizzario: invitare per l’Assemblea 300 persone e computerizzare l’indirizzario. Venerdì urge portare gli indirizzi che ognuno di noi vuole. Questo potrebbero curarlo Pino, Antonello e Luce che lo hanno fatto in questi due anni.
-Un convegno entro 40 giorni: propongo di invitare Gianfranco Bologna che insieme alla Rete Lilliput ha scritto un interessantissimo libro che si intitola “Italia capace di futuro”, che potrebbe essere una buona base di programma elettorale, invitando quindi i 5 candidati del centro sinistra al dibattito pubblico. Potremmo organizzare la cosa con il WWF e Pucci Piccione dato che Gianfranco Bologna è segretario generale del WWF Italia. Il convegno dal punto di vista contenutistico potrebbe essere seguito da Francesco e da Enzo Parisi.
-Idea Solidale: lavorare su tre numeri, uno preelettorale e gli altri due elettorali prima delle politiche e prima delle regionali. Michele e Adriana potrebbero curare la cosa.
-Rassegna stampa e presenza sulla stampa: dovremmo essere ogni giorno in grado di sapere quello che le tre testate giornalistiche più quotate riportano, per potere rapidamente essere presenti con nostri interventi. Di questo potrebbero occuparsi Riccardo, Franco e Paolo creando un gruppo di lavoro efficace e coordinato.
-Il Partito: seguiremo con attenzione, ma anche con sufficiente disincanto la fase della scelta delle candidature alle nazionali, mentre dovremmo chiarirci in tempo per una candidatura spendibile alle regionali. Le persone impegnate nel comitato e nella direzione si debbono impegnare a tenere l’Associazione aggiornata su tutto ciò che avviene. Chiedo in particolare a Salvo un incontro già tra pochi giorni sulla situazione del partito.
Chiaramente per tutti i gruppi di lavoro ho indicato solo delle proposte, sono bene accetti i contributi di tutti.
Il coordinamento si riunirà ogni 14 giorni e tenteremo di avviare anche mezzi più efficaci di comunicazione come le videoconferenze serali che ha proposto Michele.
Vi abbraccio Tati