Compagno Cesare Salvi e compagni tutti presenti,

cercherò di sintetizzare in poche battute il significato del mio intervento.
Reputo indispensabile riaffermare la necessità del mio impegno in politica e nei DS in particolare, questa non è un’affermazione scontata perché penso che molti di noi si sentono di fare politica anche senza un impegno diretto nel partito.
Anzi molti decidono non solo di non fare più politica, ma ritengono opportuno manifestare il loro dissenso con l’astensione.
Perché? Ci dobbiamo porre in maniera pressante questo interrogativo sennò spianeremo, se non l’abbiamo già fatto, la strada alla destra demagogica e populista di Berlusconi.
Una prima ragione è che la sinistra ha perso di identità, la gente stenta a riconoscere i tratti distintivi della nostra politica e noi da parte nostra non riusciamo a comunicare efficacemente le cose di sinistra che riusciamo a fare come per esempio la riforma sanitaria, il Progetto Obiettivo per la salute mentale o la riforma sulle politiche sociali.
Sembra invece debole ed indistinto il nostro impegno in favore della giustizia sociale, la nostra lotta contro la disoccupazione, la nostra attività per la salvaguardia dell’ambiente e per un nuovo modello di sviluppo non fondato più sul consumo o meglio sulla distruzione delle risorse.
In altre parole, il liberismo economico imperante pare proprio che non trovi un argine ragionevole e propositivo nella sinistra. Non si è fatto secondo me uno sforzo sufficiente per trovare una vera alternativa ad una globalizzazione senza regole che si va sempre più affermando, non ci si ferma a pensare insieme ai nostri alleati più autentici, che sono le forze sane del cattolicesimo democratico e il mondo ambientalista a vere, nuove strategie per affrontare le pesantissime sfide del nostro tempo che sono tutte collegate con il nostro modello di sviluppo: distruzione ambientale, consumo indiscriminato delle risorse, commercio delle armi e guerre sparse in tutto il mondo, sottosviluppo e morte di milioni di persone ogni anno nel mondo.
Cosa ha fatto la sinistra al governo in Italia ed in Europa per la cancellazione del Debito estero dei paesi in via di continuo sottosviluppo? E’ vero, in Italia è stata fatta una legge ma ancora deve essere fatto il regolamento attuativo, mentre l’Europa su tutto ciò dorme.
Cosa ha fatto la sinistra al governo per limitare le guerre? Ha partecipato attivamente alla guerra in Kossovo.
Cosa ha fatto la sinistra al governo per favorire la modifica dell’Organizzazione del commercio mondiale, organizzazione impegnata a portare il verbo del Pensiero unico del liberismo selvaggio in tutto il mondo?
Cosa ha fatto la sinistra al governo per promuovere l’introduzione della tobin tax contro le speculazioni finanziarie, proposta che finalmente vediamo spuntare nel documento di Socialismo 2000?
Su tutto ciò io penso che si misuri l’identità della sinistra che si è andata affievolendo sempre più in questi ultimi anni.
Ma la gente si astiene anche per altri motivi.
Innanzitutto lo spettacolo indecoroso che si da della politica dove esistono sempre meno coerenza e lealtà, dove il tatticismo e lo sgambetto vengono perseguiti con accanimento pur di raggiungere la posizione desiderata.
Non dimentichiamoci il prezzo pagato per l’arrivo al governo di D’Alema, non dimentichiamoci la logica con cui sottostiamo, fin troppo naturalmente, ai metodi per spartire le poltrone del potere, non dimentichiamo le spinte e le gomitate per arrivare ad incarichi o a candidature prestigiose anche da noi.
Tutto questo la gente lo vede e lo giudica, ma ahimè vi si adatta, diventa acquiescente e vediamo così cadere tutte le illusioni del dopo tangentopoli quando pensavamo che avrebbe finalmente prevalso la cultura della legalità e di una politica veramente volta alla costruzione del bene comune.
Ma la gente si astiene anche perché la politica è sempre più chiusa nei palazzi, dove nelle segrete stanze si decide per il futuro di tutti. Diventa sempre più lontana la politica fatta di processi democratici e di partecipazione anche dentro il nostro partito.
Inoltre il maggioritario, che stiamo riuscendo a mantenere incompiuto per anni, ha amplificato questi problemi non risolvendo il nodo della governabilità.
Ed infine compagno Salvi e compagni qui presenti, a Siracusa in particolare ci si astiene, perché siamo stati costretti in questi anni ad ingoiare no bocconi amari, ma bocconi fetidi, siamo stati costretti a votare personaggi della vecchia Democrazia Cristiana che fino a qualche anno prima avevamo combattuto come simbolo di clientelismo, di politica finalizzata solo al potere ed al controllo dello sviluppo per il tornaconto di pochi. Cari compagni ricordiamoci che molti si sono astenuti perché siamo stati costretti a votare personaggi come Pippo Lo Curzio che ha elegantemente abbandonato il centro-sinistra per passare col CCD appena ha visto spirare il vento da altre parti, o personaggi come Fausto Spagna, artefice della caduta del governo Capodicasa in Sicilia e socio fondatore di Democrazia Europea.
Siamo alla vigilia di un nuovo appuntamento elettorale di importanza epocale, compagni, se non cambieremo livello, non lamentiamoci poi dell’astensionismo!
Per concludere facciamo allora un grosso sforzo di coerenza e di rinnovamento anche del nostro linguaggio: facciamo in modo che la gente innanzitutto ci capisca, parlando in maniera chiara e precisa, portando valori e contenuti che siano riconoscibili e che trovino applicazione nella vita di tutti i giorni. Evitiamo che le nostre azioni rimandino a dietrologie, a secondi fini o peggio nascondino vantaggi personali in termini di carrierismo o di ricerca del potere.
La politica che conosco e che voglio praticare è questa, è una politica con un’anima che sappia parlare al cuore e sappia parlare chiaro e se questo accadrà sarà anche più facile l’incontro con le idee diverse perché il campo di discussione sarà ben definito.
Allora compagni usciamo dalla palude del tentennamento, del potere, del tornaconto personale ed entriamo invece nel campo della speranza, della chiarezza e delle proposte politiche vere e profonde. Così forse usciremo da questa crisi e potremo proporre una sinistra con una forte e sicura identità.

Siracusa 9-2-01

Tati Sgarlata