Uno dei temi su cui la sinistra è stata sempre attenta e coerente con i suoi principi di giustizia e di lotta contro l’esclusione sociale, è sicuramente il modo nel quale veniva e viene fatta l’assistenza psichiatrica in Italia.
La legge 180 fu fatta e poi fu inserita nel quadro più generale della creazione del Servizio Sanitario Nazionale grazie ad una grande volontà politica del Partito Comunista Italiano.
Di seguito le esperienze più avanzate di assistenza psichiatrica e le innovazioni più significative sono state portate avanti da amministrazioni di sinistra o comunque da operatori di sinistra che hanno sempre creduto che le intuizioni di Basaglia non fossero utopie, ma concrete e possibili realizzazioni.
Venendo ai giorni nostri la chiusura definitiva degli Ospedali Psichiatrici è stata dovuta alla pervicace azione di parlamentari di sinistra, come l’attuale Presidente della Commissione Nazionale Antimafia il compagno Peppe Lumia, che sono riusciti a fare inserire in alcune finanziarie degli anni scorsi delle norme così chiare e precise che le Regioni e le Unità Sanitarie Locali non potevano che avallare ciò che per 20 anni non avevano voluto fare.
Ma la legge 180 è potuta diventare oramai prassi normale per tutti i Dipartimenti di Salute Mentale d’Italia anche perché sono stati emanati Progetti Obiettivi Nazionali che in maniera molto dettagliata hanno in qualche modo creato finalmente una cultura comune che privilegia l’intervento territoriale, la prevenzione, la presa in carico totale dei pazienti più gravi e via di seguito.
Anche a Siracusa il cammino è stato lungo e difficile e non è certo terminato come cercherò di spiegare.
Da noi dopo una prima grande fiammata di interesse all’uscita della legge nel ’78, fiammata che determinò molte dimissioni, o più frequentemente trasferimenti in strutture un po’ più razionali, e soprattutto la creazione della cooperativa di lavoro Tempi Nuovi che ha assicurato in questi 23 anni l’integrazione di molti utenti, c’è stato un grande periodo di oblio durante il quale è caduto un grosso disinteresse per la tematica.
Si è dovuta aspettare la fine degli anni ’80 e l’avvento di un gruppo di giovani operatori e di volontari per ricominciare a dare speranza ad un modo diverso di fare psichiatria in coerenza con i principi della legge 180.
Fu così che nacque la Cooperativa “Il Delfino” e la prima Comunità Alloggio in Sicilia per dimessi dagli Ospedali Psichiatrici, con l’abbattimento di una serie di difficoltà enormi dal punto di vista culturale, istituzionale e di parte degli stessi operatori dei servizi.
Successivamente per difendere le conquiste fatte e per migliorare sempre di più i risultati assistenziali raggiunti sono nate negli anni altre due associazioni: l’A.fa.di.psi.(Associazione familiari di soggetti con disagio psichico) e l’As.p.o.(Associazione operatori psichiatrici).
In questa lunga battaglia ci siamo anche trovati accanto il Coordinamento delle Associazioni di volontariato per la difesa anche di altri tipi di disabilità che per due anni hanno dato luogo alla creazione dell’Osservatorio per la chiusura dell’Ospedale Psichiatrico e per l’attuazione della legge 180, Osservatorio che si è sciolto dopo aver raggiunto il risultato della chiusura dell’ONP, e la CGIL che in questi anni ha dato un grosso contributo in questa direzione.
Continuiamo quindi a portare avanti la nostra battaglia su due livelli: il primo più interno ai servizi ed agli enti interessati, il secondo più a carattere generale ed istituzionale.
Sul primo livello più interno, in questi anni ci sono stati e continuano ad esserci molti tentativi ideologici e preconcetti, tesi a tutelare la psichiatria medico-centrata e privatistica e che vedono come fumo negli occhi il tentativo di creare un servizio efficace che risponda veramente ai bisogni della gente. La gestione della nostra Azienda USL da parte di vertici di destra ha favorito il carrierismo di operatori che hanno cercato di ostacolare i nuovi modelli di assistenza psichiatrica.
Sul livello invece più istituzionale, è stata messa a punto una piattaforma rivendicativa di tutti gli aspetti di mancanza di applicazione della normativa vigente.
La piattaforma riguarda i vari Enti interessati:
1) La Azienda USL: mancanza di strutture previste e non attivate(comunità terapeutiche assistite e centri diurni); esistenza di strutture che non corrispondono ai requisiti previsti per legge(caso eclatante il Servizio Psichiatrico di diagnosi e cura presso i locali distaccati dell’Ospedale Rizza e non presso l’Ospedale Umberto 1°); continuo depauperamento delle risorse umane effettivamente impegnate nei Dipartimenti di salute mentale; non riutilizzo dei fondi derivati dalla chiusura dell’Ospedale Psichiatrico per iniziative in favore dell’assistenza psichiatrica; intervento sulla emergenza lento, complesso e farraginoso; scarsa integrazione socio-sanitaria dei servizi.
2) Comune di Siracusa: scarsa integrazione socio-sanitaria dei servizi; progressiva scarsa attenzione a servizi quale il trasporto dei disabili; chiara volontà politica di creare difficoltà alle iniziative di inserimento lavorativo; nessuna volontà di risolvere la problematica della compartecipazione alle spese degli utenti inseriti in Comunità alloggio; mantenimento non più giustificato di posti in convenzione per comunità alloggio di Caltagirone.
3) Provincia Regionale di Siracusa: problemi burocratici hanno inficiato il progetto sperimentale e meritoriamente innovativo di Gruppo appartamento; blocco delle iniziative che aveva promosso e deliberato di borse lavoro; possibile ruolo nel campo del coordinamento delle politiche di integrazione socio-sanitaria e nelle iniziative per lottare lo stigma nei confronti della persona che soffre di disturbi mentali.
Questo è un quadro generale della situazione, situazione che presenta dei chiaro-scuro notevoli. Da parte nostra una volontà ferrea di non mollare, nella speranza che tutta la sinistra ai vari livelli sappia tener fede alla sua battaglia contro l’esclusione sociale, in questo caso in favore di soggetti senza voce che senza il nostro intervento potrebbero essere ricacciati nell’oblio e nei lagher di questa società che vede sempre più tutto in termini di sfruttamerto, di profitto e di produttività.

Siracusa 12-2-01

Tati Sgarlata