Mi sono spesso interrogato sulla differenza tra credenti e non credenti fin da quando alcuni amici cari dopo i 20 anni dissero di non credere più a Dio.
Capii subito che questa definizione mi lasciava insoddisfatto e mi venne da pensare che il tutto non poteva semplicemente essere legato ad un atto psichico, ad una scelta teorica razionale o sentimentale che fosse.
Ho pensato allora che quello che contava maggiormente non era l atto psichico di dire di avere Fede o meno, ma era la capacità realizzativa nella vita concreta e quotidiana di essere legati sempre meno alle cose materiali ed invece sempre più alle realtà spirituali.
Mi capita anche con i pazienti ed anche con i miei figli di tenere presente ciò, perché molto spesso, sempre più spesso, incontro agnostici, non praticanti, persone che hanno messo da parte l aspetto religioso che vivono come irrilevante per dare senso alla vita.
Negli ultimi anni ho percepito sempre più che l aspetto unificante di queste esperienze poteva essere il cammino meditativo. Infatti questo non presuppone una credenza ma un lavoro interiore per scoprire le parti più profonde e preziose della nostra anima, quindi psiche e spirito, e cercare di vivere in conformità ad esse.
Le tre parole chiave sono: conosci te stesso, possiedi te stesso, trasforma te stesso.
Questo comporta un lavoro di consapevolezza, di purificazione e di coltivazione delle qualità più autentiche dell uomo che sono anche qualità del Se’ e quindi qualità divine.
Questo cammino aiuta a vivere sempre più, a piccoli passi, accogliendo anche le inevitabili cadute, la pace interiore, l armonia, l eternità e la consapevolezza di stare facendo e vivendo le cose giuste nel Bene e con saggezza.
A questo punto le nuvole che coprono i raggi di luce dello Spirito d Amore si diradano e può nascere l esperienza del trascendente, di Dio.
Può nascere, ma non è detto. Ha importanza ciò? Nell ordine eterno delle cose no, nella esperienza personale forse sì perché ciò apre ad una maggiore fiducia nella vita e nel futuro.
Ma in questo caso l influsso benefico divino irradia il cuore dei credenti consapevoli che lo invocano allo stesso modo dei credenti inconsapevoli che non lo invocano?
Questo è un qualcosa che vorrei capire meglio.