Ispirato da un racconto di Jung letto stamani, mentre mi facevo la doccia, ho pensato di scrivere queste poche riga e di inviarvele.
Ho visto scorrere davanti ai miei occhi i vostri volti e mi sono affiorati tanti ricordi.
Paolo, il mio primo amico fin dalle scuole elementari. Oltre che un amico era anche un figlio adottivo per la mia famiglia. Stava sempre a casa mia. Indimenticabili erano i suoi panini enormi con formaggino e prosciutto cotto che guardavo con enorme invidia. Infatti ero faticosamente uscito dallo stato di obesità a 14 anni, quando, entrato al liceo e cominciato a sentire prepotente l’istinto sessuale, mi resi conto che, se non fossi dimagrito, sarei andato a buca. Quindi niente panino.
Toi, il grande amico del Liceo con te abbiamo condiviso le confessioni dei nostri amori, le interminabili partire a ping pong nel salone di via Filisto, le idee rivoluzionarie dei Cristiani per il socialismo ed infine mi hai regalato la più bella pagina che sia stata scritta su mio padre, grato per sempre. Hai un dono dello scrivere che mi ha sempre ispirato.
Dopo Paolo e Toi i miei grandi amici sono stati prima Pino Pennisi che già si è trasferito in altra sede, ciao Pino, e Francesco Ortisi. Ma da anni oramai non ho nessun amico del cuore, ma tanti amici e tanti belle storie di condivisione.
All’interno della classe però, c’era un piccolo gruppo di 6 maschiacci: io, Toi, Paolo, Luigi, Gianni ed Enrico. Si, spesso c’erano anche altri, penso a Giorgio, ma tra noi 6 c’era qualcosa di diverso. Indimenticabili le violenze che ci provocavamo a turno, come quando facemmo ingurgitare a Mario non so quanta pasta alla carbonara che, forse, non era venuta buona per colpa sua. Di questi tempi saremmo stati accusati di bullismo, ma in effetti a turno eravamo tutti succubi.
E come non ricordare i pomeriggi della Domenica a casa di Maria Lucia o di Cristina, quei balli sensuali che tutti aspettavamo per potere “stricare” un po’ con le prosperose compagne di classe. Penso che a qualcuna di loro sia rimasto un po’ una postura con il sedere in fuori per svincolarsi dai nostri abbracci sensuali e desiderosi…o probabilmente piaceva anche a loro.
Al liceo sono stato innamorato di Giovanna, si, certo, la più bona era Patrizia, ma Giovanna mi piaceva, non so se l’ho mai confessato a qualcuno. Anche ora mi piacciono i suoi interventi in chat, sono sempre carini, delicati.
Con Eletta, invece, facemmo un viaggio in Svizzera con le famiglie….è vero o è un sogno? Comunque fu bellissimo!
Avevo timore invece di Diego, una volta appese un compagno al muro, quando si seccava era terribile, infatti io gli ero sempre amico, non si sa mai.
Mario e le estati alla Bussola con la sua mamma che, ad un certo punto non ci sopportava più. Siamo nati lo stesso giorno, lo stesso mese e lo stesso anno. Compagno di banco al Liceo e quante risate.
Con Roberto ricordo già alle medie le partite di pallone ai giardinetti vicino casa sua, a quei tempi ero Ciccio bomba!
Pietro era la mia invidia, lui faceva parte della elite della Piscina, spalle larghe, capelli biondi ed occhi chiari. Io ero tagliato fuori da quel mondo, mi mancava il fisico.
Luigi mi ricorda Bibbia, la caccia, il suo amore per la campagna. Ha acquistato poi la casa a Cugni dei miei suoceri e sono contento che sia andata nelle sue mani.
Gianni con le famose stampe cinesi da fare vedere alle donne invitate con l’inganno per tentare il colpaccio. Dopo anni una mia collega mi raccontò che era stata attirata da un infermiere a casa sua con la scusa di farle vedere delle cose, tipo stampe cinesi, e ci tentò. Pensai subito a lui.
Ed infine Enrico il bonaccione, Cristina, Elisa e gli altri, bhè, stamani mi sono divertito un po’ con questi ricordi.
Buona quarantena, il vostro compagno Tati.
Marzo 2020