La responsabilità della famiglia nell’educazione dei figli
Grazie per la vostra disponibilità al confronto
Responsabilità vuol dire avere una grande importanza nella crescita dei figli e questo avviene perché i figli vedono nei nostri occhi il modo come noi li consideriamo, li giudichiamo, li vediamo, si rispecchiano in noi…e questo è per i figli importante certe volte in maniera esagerata fino ed oltre la morte del genitore
Famiglia di oggi in grande difficoltà in quella che oggi i sociologi chiamano “società liquida”, cioè una società senza punti di riferimento stabili nel tempo: aumento delle separazioni non solo coniugali, trasformazione del concetto di amicizia, vedi face book, istituzioni sempre più in crisi, dalle chiese alle istituzioni civili ed ai partiti, mancanza di ideologie, trasformazione del concetto di lavoro e di pensione. In particolare all’interno della famiglia ruolo più periferico degli anziani che ne vengono spesso estromessi, emancipazione della donna e rivoluzione sessuale, il dominio della televisione che favorisce la passività ed il consumismo e del computer che favorisce l’individualità.
La famiglia culla dei valori coniugati al femminile ( ascolto, accoglienza, sollecitudine, amore, gratuità ) viene schiacciata e condizionata da una società sempre più coniugata al maschile ( potere, arrivismo, competizione, razionalità, penetrazione, tecnica ). Viene spesso fuori una famiglia dove prevale l’individualismo ed una scarsa apertura alla dimensione spirituale della vita.
Compiti della famiglia:
- Offrire anche ai coniugi-genitori uno spazio di sviluppo di una vita affettiva equilibrata ed una possibilità di crescita e realizzazione a seconda delle singole attitudini e predisposizioni
- Assicurare la possibilità ai figli di portare avanti il processo di individuazione-differenziazione, cioè aiutare i figli a crearsi una personalità specifica differenziandosi dai genitori. In pratica ciò vuol dire:
- Stare attenti alla dinamica autonomia-dipendenza
- Aiutare i figli ad avere consapevolezza del proprio essere: corpo, psiche ( istinti, emozioni, sentimenti, pensieri ) e spirito
Per sviluppare il punto (1) dobbiamo innanzitutto parlare di noi stessi, adulti-genitori e dovremmo porci delle domande: come viviamo? Che consapevolezza abbiamo del nostro progetto di vita? Su cosa si fonda la nostra vita? Conosciamo noi stessi nella nostra dimensione corporea, psichica e spirituale? Gli istinti e le emozioni governano la nostra vita o siamo noi che li governiamo? Abbiamo cura di noi stessi?
Ma per sviluppare ancora il punto (1) dovremmo chiederci: come abbiamo impostato la nostra vita di coppia? Investiamo sulla coppia o investiamo la coppia con il nostro egoismo? Riflettiamo come coppia sui momenti evolutivi cardine dei nostri figli? Sappiamo che una cosa è un figlio di 3 mesi ed un’altra cosa è uno di 3 anni, uno di 13 o uno di 23?
Domande a cui speriamo di potere dare una risposta affermativa, la qualcosa comunque non esaurisce il problema perché la crescita ed il benessere di un figlio restano sempre un’ incognita, ma noi dobbiamo cercare di fare la nostra parte fino in fondo.
Veniamo ora al punto (2): cosa fare per assicurare ai figli il processo di individuazione-differenziazione?
- Accettare la loro ambivalenza che è dovuta alla dinamica autonomia-dipendenza
- Offrire loro un “porto sicuro”
- Stare attenti alle comunicazioni non verbali e ai nostri vissuti che vengono percepiti più delle parole
- Entrare con i figli in rapporto avendo la pazienza di aspettare i loro momenti “si” e quindi riuscire con loro a giocare, ridere, dialogare e scambiare le coccole
- Aiutarli a crearsi un progetto di vita che non sia specchio delle nostre aspettative
- Rispettare i loro linguaggi e le loro forme di comunicazione, tipo face book, dando loro dei limiti
- Non entrare in competizioni infantili con i figli, negli acquisti per es.
- Se è proprio il caso di dare delle punizioni, darle sempre in modo proporzionale
- Aiutare i figli a scoprire i propri talenti e la propria strada che non può e non deve essere quella che noi avevamo in mente
In sintesi: essere capaci di entrare nel loro vissuto dato che siamo capaci di entrare nel nostro vissuto.