…in ricordo di Cinzia
Ti ho visto per la prima volta 14 anni fa.
Avevi lo sguardo perduto nel vuoto, come di chi si è perso nel deserto e vaga disperato.
Vivesti l’esperienza dell’abbandono, della solitudine, probabilmente dell’annullamento.
Tra giudici, psicologi e medici rimbalzando da una sponda all’altra del campo, ti ritrovasti di nuovo accolta da Raffaela e Vincenzo che iniziarono a capire con te cosa volesse significare RINASCERE.
Eri diventata un sacco vuoto che fremeva ogni tanto di impulsi vegetativi e la psiche sembrava essere andata via per sempre.
Il cammino è stato lungo ma loro ti sono stati sempre vicini insieme a Letizia, Nuccio e Patrizia in particolare.
Hai ricominciato a vivere, a desiderare, a capire, a ricordare, a vedere più chiaro anche se tutto ciò era spesso fonte di dolore.
Hai amato incondizionatamente i bambini perché ti sentivi come loro debole e bisognosa, con loro avevi un rapporto immediato ed intenso…ti piaceva giocare.
Ma i dubbi non si sono mai dissipati ed invano hai cercato una pace vera, completa, impossibile.
E’ per questo forse che Domenica hai capito che stavi per morire, probabilmente non ce la facevi più.
La scusa te l’ha data un cuore stanco ed affaticato, ma noi lo sappiamo che di scusa si tratta.
Ora non ci resta che pregarti di una cosa perché la tua morte non sia vana.
Cinzia, prega perché nessun bambino da oggi in poi possa vivere l’esperienza dell’abbandono, prega perché il cuore di tutti noi si possa aprire e fare in modo che tutti i bambini del mondo abbiano persone che li amano, una casa da abitare e le cure necessarie.
Tu potrai fare molto ora che sei in Paradiso, ma anche noi possiamo fare qualcosa.
Oggi, Cinzia, noi lo sappiamo c’è festa in Paradiso perché non capita di frequente che arriva un Innocente come te.
Siracusa 21 Maggio 2002