Al Segretario Nazionale DS On. Walter Veltroni
Al Segretario Regionale DS On. Claudio Fava
Al Coordinatore Segreteria Provinciale DS di
Siracusa On. Nino Consiglio

Partecipazione e democrazia

Cari compagni,

con le dimissioni di Mario Blancato da segretario provinciale dei DS, si è aperta nel partito una fase di grande incertezza e confusione che la Direzione provinciale, riunitasi circa 20 giorni fa alla presenza di due membri della segreteria regionale, ha individuato ed ha per questo deciso di arrivare in tempi medi – il 7 maggio – ad una Assemblea congressuale per eleggere un segretario che potesse essere espressione di tutto il partito e che potesse essere capace di coniugare stabilità e innovazione.
Per questo motivo si è scelta una data non prossima, per permettere che una seria, ampia e rigorosa analisi-dibattito in tutto il partito, potesse riuscire ad individuare un percorso, un progetto ed una figura che potesse riuscire ad incarnare tutto ciò.
D’altra parte le elezioni al comune capoluogo con il disastroso risultato elettorale per il partito e con la sconfitta del candidato del nostro schieramento, il penoso, scontato ed inevitabile epilogo della crisi alla Provincia regionale, la condizione di grave conflittualità in cui versa la coalizione a Siracusa, debbono pure significare qualcosa. Solo cercando di dare una risposta a tutto questo si può programmare qualcosa di positivo per rilanciare il partito e la coalizione di centro-sinistra.
Oltre tutto la necessità di un’articolata analisi-dibattito è diventata ancora più impellente dopo la caduta del governo D’Alema che prefigura una fase di notevole difficoltà sia per riuscire a tenere unita e ad alto livello la coalizione di centro-sinistra, sia per i rigurgiti di emarginazione che il nostro partito potrebbe subire.
Invece cari compagni quasi alla vigilia dell’Assemblea congressuale il nulla, il silenzio, la stasi, la mancanza di convocazione degli organismi dirigenti e delle sezioni e, come in una partita a scacchi, solo strategia, aspettando la mossa dell’altro, e conciliaboli privati.
Noi, firmatari di questa lettera, siamo stupefatti !
Si può arrivare a tal punto di pietrificazione della partecipazione e della democrazia interna del partito?
Non è bastato il terremoto di Siracusa, di Catania, di Roma per capire che la strategia non paga più e che è necessario cambiare modo di fare politica?
Abbiamo voluto segnalare questa situazione anche a livello nazionale perché siamo convinti che in tal modo non può che continuare ad aumentare a Siracusa il fenomeno di mancanza di identità del partito, di erosione del suo corpo elettorale, di abbandono del partito da parte dei compagni più sensibili e meno navigati.

Siracusa 24-4-2000

Un gruppo di compagni iscritti o simpatizzanti facenti anche
parte degli organismi dirigenti

Tati Sgarlata