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Category: Poesia

A Felicetta

A Felicetta

 

Un figlio non nasce un giorno,

nasce ogni giorno.

Da quel primo giorno, ogni giorno

corrono dentro di noi emozioni, sorprese, gioie, tristezze…

vibrazioni d’amore.

Fa parte di te, ti prende e non ti lascia più.

L’amore del compagno o della compagna della vita

lo senti da morire quando ti innamori,

ti manca da morire quando ti viene a mancare.

La ami, è parte di te, ma non è nata da te.

Un figlio nasce da te:

quando si muove, ti muovi,

quando piange, piangi,

quando ride, ridi,

quando si ferma, ti fermi…

è più forte di te e questo è sbagliato, ma per noi è così.

Felicetta,

che tu sei i nostri occhi lo hai capito,

che tu sei il nostro spirito sei troppo intuitiva per non saperlo,

che tu sei la nostra ricchezza lo senti…

ma forse non sai che ti vogliamo LIBERA, FORTE, TE STESSA

e questo è il nostro desiderio e gioia più grande.

 

In ricordo di Cinzia

…in ricordo di Cinzia

Ti ho visto per la prima volta 14 anni fa.
Avevi lo sguardo perduto nel vuoto, come di chi si è perso nel deserto e vaga disperato.
Vivesti l’esperienza dell’abbandono, della solitudine, probabilmente dell’annullamento.
Tra giudici, psicologi e medici rimbalzando da una sponda all’altra del campo, ti ritrovasti di nuovo accolta da Raffaela e Vincenzo che iniziarono a capire con te cosa volesse significare RINASCERE.
Eri diventata un sacco vuoto che fremeva ogni tanto di impulsi vegetativi e la psiche sembrava essere andata via per sempre.
Il cammino è stato lungo ma loro ti sono stati sempre vicini insieme a Letizia, Nuccio e Patrizia in particolare.
Hai ricominciato a vivere, a desiderare, a capire, a ricordare, a vedere più chiaro anche se tutto ciò era spesso fonte di dolore.
Hai amato incondizionatamente i bambini perché ti sentivi come loro debole e bisognosa, con loro avevi un rapporto immediato ed intenso…ti piaceva giocare.
Ma i dubbi non si sono mai dissipati ed invano hai cercato una pace vera, completa, impossibile.
E’ per questo forse che Domenica hai capito che stavi per morire, probabilmente non ce la facevi più.
La scusa te l’ha data un cuore stanco ed affaticato, ma noi lo sappiamo che di scusa si tratta.
Ora non ci resta che pregarti di una cosa perché la tua morte non sia vana.
Cinzia, prega perché nessun bambino da oggi in poi possa vivere l’esperienza dell’abbandono, prega perché il cuore di tutti noi si possa aprire e fare in modo che tutti i bambini del mondo abbiano persone che li amano, una casa da abitare e le cure necessarie.
Tu potrai fare molto ora che sei in Paradiso, ma anche noi possiamo fare qualcosa.
Oggi, Cinzia, noi lo sappiamo c’è festa in Paradiso perché non capita di frequente che arriva un Innocente come te.

Siracusa 21 Maggio 2002

Pulsione

Pulsione

Pulsione che sale,
che invade,
che assale,
fremito, apparentemente…
fremito, invece tempesta, vulcano, manifestazione irrazionale.
Grandi valori albergano in noi, ma la brama di possesso li può spazzare via, via, via.
Colui che c’è, l’ancora rappresenta.

Tati 2002

In ricordo di Ninetta

In ricordo di Ninetta

Ciao Ninetta, sei tornata da Gesù dopo aver tentato fino all’ultimo di restare con noi.
Dopo che Felice ti ha fatto lo “scherzetto” pensavamo che il tuo cuore capriccioso non avrebbe retto, ma tu, anche se non hai smesso per un istante di pensare al tuo sposo, hai capito che il Signore voleva che tu restassi con noi.
Ninetta, non sapevi nascondere i sentimenti e se qualcuno non ti andava giù era naturale per te farglielo capire.
Alle tue idee non rinunciavi di certo anche se diverse da quelle delle persone che amavi.
Eri caparbia, decisa, schietta!
Con i tuoi proverbi riuscivi a sintetizzare lunghi discorsi e a dipingere situazioni e sentimenti con poche parole.
Facevi anche tu parte di quella antica cultura legata alla terra, al silenzio, ai semplici gesti della vita quotidiana, alla famiglia e ti trovavi a disagio con i nostri ritmi frenetici e con gli orari disordinati.
Ai Cugni veniva fuori tutta te stessa e con Felice hai costruito un piccolo eremo pietra su pietra, con i soldi rosicchiati ogni giorno con piccoli sacrifici. Come riuscivano a crescere le fave ed i carciofi con quel poco di acqua a disposizione lo sapevate solo voi ed il buon Dio.
In Sila rinascevi, ti piaceva entrare nel nostro clima di intimità, di condivisione, di preghiera…la preghiera che è stata la tua prima compagna della vita soprattutto da quando ti è mancata la presenza fisica di Felice. Felice che hai ora finalmente rincontrato totalmente e ce lo hai voluto dire prima di andartene: “sono con mio marito”.
In questa maniera ci hai dato anche un appuntamento, di rivederci presto tutti insieme, tutti coloro che hai amato e che ti hanno amato!

20-05-07