Estate a Cavagrande 8 luglio 2016: L’amore di coppia
Chicca e Tati
Iniziare con 5 minuti di silenzio: armonia con la natura e ringraziamento a Dio per essere qui stasera.
Per noi questa è stata un’ulteriore opportunità di crescita per il nostro rapporto e quindi grazie.
Ogni uomo è alla ricerca dell’Amore, cioè di quella esperienza di appagamento profondo dei nostri bisogni al fine di trovare pace e felicità.
Ognuno di noi vive un rapporto d’amore con i genitori, nell’essere madre e padre, nell’amicizia, nel rapporto di coppia, nella vita comunitaria, nel servizio e nel rapporto con Dio.
Ma questo Amore può essere centrato sull’Io o sul Sé, nel primo caso si caratterizza per l’appagamento narcisistico dei propri bisogni, nel secondo caso si caratterizza per la libertà che si acquisisce dai propri bisogni con il distacco e la disidentificazione e questo porta all’Amore donativo e gratuito.
Rapporti particolari sono soprattutto il rapporto madre-neonato e il rapporto di coppia nei quali entrano in gioco tutte le dimensioni dell’essere e il rapporto con Dio che può toccare vette mistico-contemplative di piena identificazione e di completa liberazione dall’Io.
Stasera il compito è quello di parlare del rapporto di coppia che indubbiamente favorisce questo appagamento completo e profondo dei propri bisogni perché nel rapporto di coppia si può sperimentare la piena unione corporea, psichica e spirituale. Con nessuna altra persona c’è la possibilità di vivere questa intensità e questo fece dire a Freud che il matrimonio rappresenta la cura ideale delle nevrosi perché finalmente ci poteva essere quello appagamento del bisogno di amore frustrato lungo i precedenti anni e che crea appunto le nevrosi. Comunque oggi è bene parlare di Amore di coppia in generale e non solo di matrimonio perché spesso si sceglie la convivenza, ma il tema non cambia.
Intanto cerchiamo di capire perché il bisogno d’amore può essere facilmente frustrato ed inappagato nell’infanzia e nell’adolescenza. Perché al di là delle buone intenzioni dei genitori il neonato e poi il bambino ed il ragazzo sono portatori di bisogni enormi e non sempre prevedibili e comprensibili con la conseguenza che la risposta dei genitori seppure amorevole e consapevole non può mai corrispondere ad un certo risultato ottimale. Questo accade anche a causa delle interferenze che sono causate dalla società ( TV, internet, scuola, amicizie etc) e dalla famiglia allargata.
Alla fine le biografie dei figli possono essere segnate o da storie sostanzialmente belle e nutrienti o all’estremo opposto da storie brutte e aride se non violente e di abbandono.
Ma anche all’interno di tale variabilità possiamo dire in sintesi che, chi più e chi meno, arriva ad essere giovane adulto bisognoso di amore che cerca nel rapporto di coppia una risposta a questi bisogni e la fase dell’innamoramento può illudere che ciò possa avvenire completamente e per sempre.
Per cui se pure è vera la tesi di Freud appare comunque debole perché il matrimonio, se resta solo una risposta a bisogni più o meno forti, all’opposto può essere fonte di ulteriori frustrazioni e delusioni se non si sviluppa un certo cammino di cui parleremo.
Quindi 2 carichi di bisogni che si incontrano e che porta la coppia a:
– Assolutizzare l’illusione dell’innamoramento, epoca in cui si vedono solo i pregi dell’altro e la sua capacità di corrispondere ai propri bisogni sempre e comunque;
– L’aspettativa che tutto sia rose e fiori;
Se le premesse sono queste e non si fa un cammino verso l’amore maturo tendenzialmente libero da bisogni ed aspettative, le difficoltà a cui si andrà incontro saranno molto grandi fino alle separazioni più o meno precoci. Si racconta anche di coniugi che sono tornati a casa dal viaggio di nozze su due aerei diversi. O alle separazioni in casa che forse è anche peggio.
Passare quindi da un Amore centrato sull’Io ad un Amore centrato sul Sé, cioè un Amore che non può essere tale se non si centra sui bisogni dell’altro.
Allora l’Amore diventa un dono reciproco spesso silenzioso, ma questo non deve voler significare diventare lo “scendiletto” dell’altro perché le disarmonie che vengono fuori nel rapporto possono diventare nel momento opportuno motivo di dialogo, comprensione e crescita.
Allora per portare avanti questo passaggio da 2 carichi di bisogni che si incontrano ad un amore maturo tendenzialmente libero da bisogni ed aspettative cosa abbiamo cercato di fare?
Abbiamo posto alla base del nostro rapporto dei valori in comune ed un progetto in comune. Per noi questi valori e progetto comune hanno preso il nome di Gesù e quindi:
1) la costruzione di una coppia e di una famiglia aperta alle esigenze ed ai bisogni degli altri e non chiusa ed asfittica ;
2) La ricerca della conoscenza e della consapevolezza della nostra individualità con un cammino personale ma di crescita comune: poesia di Gibran e percorso meditativo;
3) Il rispetto dei tempi e delle modalità di essere dell’altro anche nella sessualità;
4) Il far parte di una comunità in cammino, il gruppo Ad Gentes;
5) Il coltivare la fiducia, l’ascolto, la pazienza e l’umiltà tra di noi;
6) Il saper chiedere scusa ed il sapersi guardare negli occhi.
Non immaginatevi che siamo sempre ed in maniera completa riusciti a realizzare tutto ciò, ma siamo fiduciosamente in cammino per scoprire sempre più dentro di noi l’Amore gratuito e compassionevole che Gesù ci ha fatto intuire e che noi crediamo essere alla base della vita che Dio ci ha donato condividendola con noi.
Lo stesso sigillo sacramentale o è inserito in questo cammino o rischia di diventare ben poca cosa. Il sigillo sacramentale è stato presentato come capace in sé, invece che capace solo attraverso una consapevolezza di questo cammino che il sacramento comunque illumina e guida.