Spettabili -Presidente della Provincia
Regionale di Siracusa
– Assessore alla Ecologia
Oggetto: Interrogazione su inceneritore presso centrale Enel Tifeo
Gentile Presidente, condividendo lo spirito dell’interrogazione orale del consigliere Musumeci durante la seduta del Consiglio Provinciale dell’11-3-04 e dopo aver partecipato alla manifestazione che si è svolta lo scorso sabato 13 marzo ad Augustasul tema dei rifiuti, che ha visto protagonisti migliaia di cittadini con in testa i sindaci di Melilli ed Augusta, i commercianti che hanno abbassato le saracinesche in segno di condivisione e financo i bambini delle scuole elementari, è emersa dalle persone che hanno partecipato a questo incontro, una nuova speranza.
E’ stata una manifestazione colorata proprio dalla speranza, non contro un termovalorizzatore che in realtà si sta tragicamente rivelando sempre di più un inceneritore, ma a favore di una politica dei rifiuti diversa, nel segno del Decreto Ronchi.
I bambini di Augusta, come i sindaci ei cittadini di questi paesi, vogliono innanzitutto produrre meno rifiuti, vogliono realizzare laraccolta differenziata, vogliono il riciclo e il riutilizzo.
Non come di recente ha fatto il Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, che in quanto commissario per l’emergenza dei rifiuti urbani ha stabilito un piano che non realizza né la raccolta differenziata ne il riciclo, ma si limita a creare nuove discariche speciali, molto più lucrose per chi le deve realizzare,eduna serie di quattro inceneritori di cui uno presso la centrale elettrica Tifeo.
Come lei certamente saprà questa centrale sorge nell’area di Augusta.
Questa zona è statadichiarata nel 1990 ad “alto rischio di crisi ambientale” ed è rimasta tale per la mancata attuazione del Piano di Risanamento Ambientale.
E’ una zona che è stata al centro dell’attenzione dei media nazionali per inumerosi casi di malformazioni prenatali e di varie forme di tumori riscontrati nei cittadini di Augusta, Melilli, Priolo e non solo.
Il commissario ha stabilito di convogliare circa 500.000 tonnellate l’anno di rifiuti prodotti dalle province di Catania, Siracusa, Ragusa e Enna in quella zona e di bruciarne circa 280.000 propriopresso la centrale elettrica Enel Tifeo.
Saremo chiamati cattivi profeti se immaginiamo che questo inceneritore porterà ulteriore dolore a tutti noi abitanti di questa zona?
Quindi le poniamo le seguenti domande:
– Che posizione intende prendere rispetto la problematica dei rifiuti in generale esull’inceneritore di Augusta in particolare;
Come si intende realizzare un piano di risanamento ambientale che coinvolga pienamente tutte le forze vive della zona del triangolo industriale;
Se in merito alla creazione del mega inceneritore sono state messe in atto tutte quelle iniziative di tutela del territorio che sono specifiche delle competenza provinciale.
Se la sua amministrazione provinciale ha avuto dalla Regione tutte le informazioni di impatto ambientale che sono previste sui temi non solo dell’inceneritore, ma anche sul transito di un così alto numero di rifiuti sul territorio.
Come la provincia intende gestire il transito di materiale pericoloso nella nostra provincia, considerando l’esiguo numero di strade che ci collegano alle Province che beneficeranno e sfrutteranno il nostro territorio per gestire i propri rifiuti.
Se la sua Amministrazione può promuovere un patto di intesa con le altre province interessate per chiedere un diverso piano di gestione dei rifiuti che metta al primo posto il riciclo e la raccolta differenziata, al fine di avere anche una azione educativa nei cittadini.
Gentile Presidente, il nostro timore è che quando finalmente attraverso anni di duro lavoro, grazie anche della sua amministrazione, la nostra provincia viene conosciuta nel mondo non solo per la sua bellezza, per la sua storia,ma anche per la genuinità dei suo prodotti (la nostraprovincia in Italia è il maggior produttore di agricoltura biologica), venga conosciuta come il più grande cestino dell’immondizia della Sicilia.
La nostra speranza è che non si continuino a fare gli stessi errori di 50 anni fa, errori nel creare un polo chimico senza le necessarie tutele per la salute dei cittadini e che ha favorito una “monocultura” industriale che ha distrutto la nostra economia che ancora oggi stenta a trovare veri ed efficaci volani di sviluppo.
Con osservanza
Siracusa 29-3-04
Il Capo Gruppo DS Consiglio Provinciale
Tati Sgarlata