luglio 2003
Alla Federazione Provinciale DS di Siracusa
Alla Direzione Provinciale DS di Siracusa
All’Unione Comunale di Siracusa
e p.c. Alla Direzione Nazionale DS – Roma
All’Unione Regionale DS – Palermo
Agli organi di informazione
Siracusa, 17-07-2003
Cari compagni,
il nostro partito si è da sempre caratterizzato per la presenza al suo interno di una pluralità di culture e linguaggi che, pur nella diversità, si sono riconosciuti nell’unità dell’azione e della sintesi politica. Valorizzando questa tradizione, i Democratici di Sinistra hanno puntato alla confluenza, entro un soggetto politico unitario, di una molteplicità di sensibilità e voci, protagonisti riconoscibili della variegata sinistra italiana. Il congresso di Pesaro ha dato così visibilità a un dibattito interno, a un confronto serrato e anche aspro, tra opzioni politiche diverse, che hanno trovato compiuta espressione in tre distinte mozioni, costruite attorno a contenuti e scelte strategiche ben differenziate.
Da quel congresso è però scaturita, a livello nazionale e locale, una modalità di gestione del partito che ha ingessato le differenze, mantenendo una distinzione permanente tra gli aderenti alle diverse mozioni congressuali, impedendo la crescita comune. Questa modalità costituisce oggi un limite, un ostacolo alla nostra azione politica, oltre ad offrire all’esterno un’immagine riduttiva del partito, della molteplicità di culture politiche che in esso trovano rappresentanza e dello sforzo costruttivo che in esso si tenta di operare affinché questa varietà e questa diversità diventino ricchezza, in una sintesi politica alta e rappresentativa.
Non si tratta dunque di annullare le differenze, che costituiscono come si è detto un valore aggiunto: sarebbe tra l’altro pretestuoso nascondere che non sono mancate e non mancheranno di certo le occasioni in cui tali differenze sono emerse ed emergeranno. Ma è altresì evidente che una forza politica che si candida al governo del paese ed opera all’interno di una coalizione non può trasformare le differenze interne in steccati, con la conseguenza di irrigidire artificialmente il dibattito, ostacolando in concreto la possibilità che dal confronto sortiscano posizioni a più alta valenza rappresentativa.
Per far ciò è necessario che il nostro partito moltiplichi le occasioni di confronto e di dibattito. Troppo rari, e spesso puramente rituali, sono stati i momenti in cui nel partito, soprattutto a livello locale, si è stati chiamati a discutere e a decidere. Esiste un deficit di confronto interno, di cui è necessario farsi carico, per consentire una forte ripresa di protagonismo e di radicamento. Il nostro partito, a Siracusa, non coinvolge né i propri iscritti né gli organismi dirigenti nel dibattito e nell’elaborazione dell’azione politica, sia a livello provinciale che cittadino. L’iniziativa politica langue e con essa la visibilità del partito e la sua capacità di proporsi come punto di riferimento e di sintesi delle istanze che è chiamato a rappresentare. Anche i parlamentari eletti sono tenuti ai margini della conduzione del partito ed esclusi dalle decisioni che in esso vengono assunte.
Per questo pensiamo che bisogna aprire una nuova fase nella vita politica del partito. Riteniamo che sia giunto il tempo di puntare a tutti i livelli ad una gestione unitaria che dia più forza alla nostra azione politica. Si registrano già segnali in questa direzione: semplici iscritti, unità di base e federazioni provinciali hanno espresso in varie occasioni questa esigenza, raccolta di recente da Antonio Bassolino e da altri esponenti del cosiddetto “correntone”. Da tempo anche noi abbiamo affermato di ritenere necessario che le varie voci, le culture e le sensibilità presenti al nostro interno si confrontino senza schemi o irrigidimenti precostituiti, e collaborino alla elaborazione delle strategie e alla gestione comune delle iniziative. Le differenze che permangono devono costituire lo strumento per elaborare una sintesi politica ampia, che rispecchi e risponda alla complessità sociale nella quale siamo chiamati ad operare.
Solo così saremo capaci di rappresentare, ad un grado più elevato, le istanze di cui siamo portatori e le politiche che le realizzano.
Roberto De Benedictis – Deputato regionale DS
Tati Sgarlata – Consigliere Provinciale DS
Giorgia Di Pasquale – Presidente Direzione Provinciale DS
Michele Accolla – Componente Direzione Provinciale DS
Salvo Adorno – Componente Direzione Regionale DS
Fabio Fazzina – Componente Direzione Provinciale DS
Riccardo Gionfriddo – Componente Direzione Regionale DS
Virgilio Gionfriddo – Componente Direzione DS di Lentini
Francesco Ortisi – Componente Direzione Provinciale DS
Mimmo Richiusa – Componente Direzione Provinciale DS
Armando Rossitto – Componente Direzione Provinciale DS