A questo incontro abbiamo dato un titolo: Dai movimenti ai democratici di sinistra per rafforzare la politica dei valori e dei progetti. In origine il titolo era un po’ diverso e precisamente: Per una politica dei valori e dei progetti: dai movimenti ai democratici di sinistra da…movimentare.
I più prudenti hanno consigliato che il titolo poteva dare adito a cattive interpretazioni, ma io voglio, all’inizio di questo incontro, riprenderlo, perché penso che veramente tutta la politica ed i partiti siano da movimentare, cioè che sia importante riscoprire il gusto di affrontare grandi tematiche e grandi battaglie ideali che interessano veramente il futuro e la vita di tutti noi, stimolando la partecipazione ed il protagonismo della gente.
Quel poco o quel molto che in questi 20 anni abbiamo costruito nel volontariato, nell’associazionismo, nel campo della pace, dei diritti umani, della solidarietà, nel campo politico con una presenza seria ed apprezzata nelle istituzioni, lo abbiamo fatto utilizzando sempre gli strumenti del confronto e della partecipazione.
Ma, per fortuna, che bisogna movimentare i partiti, anche quello dei democratici di sinistra, non lo dico solo io, ma lo dice anche Walter Veltroni che proprio in questo senso parlava sabato scorso a dirigenti di partito.
Ma perché continuare a fare politica ed a farla all’interno di una Associazione, Agire Solidale, federata ai Democratici di sinistra?
Innanzitutto perché vale sempre il famoso detto: Se tu non ti interessi di politica, la politica si interessa di te. Quindi continuiamo a fare politica e continuiamo a farla non solo nelle forme che ci hanno sempre caratterizzato, ma anche inserendoci in un partito che è di per sé una struttura democratica capace di raccogliere e di interpretare i bisogni reali della gente per farsene portavoce non solo a livello locale ma anche a dimensione nazionale.
Noi costituiamo Agire Solidale e ci federiamo ai Democratici di sinistra perché vogliamo dare forza al più rappresentativo partito della sinistra, perché crediamo che questo partito possa al meglio rappresentare le istanze di cui siamo portatori, perché vogliamo inserirci in una dinamica capace di portare all’attenzione di tutta la politica problematiche troppo trascurate e sottovalutate, perché crediamo nell’Ulivo e nell’incontro a lungo respiro tra la sinistra riformatrice ed il cattolicesimo democratico nelle loro espressioni migliori, perché pensiamo, infine, che i Democratici di sinistra abbiano una base di persone che credono in un modo onesto e gratuito di fare politica e che credono in una reale democrazia che noi non ci stancheremo mai di sollecitare e di stimolare.
Ma entriamo nelle ragioni più intrinseche di questa scelta e partiamo per questo da un minimo di analisi della situazione attuale.
Il nostro modello di sviluppo basato sul neo – liberismo, sul Mercato senza regole, sui processi ingovernati di globalizzazione e di finanziarizzazione dell’economia, sullo sfruttamento dissennato delle risorse, delle materie prime e dell’ambiente in genere, ha portato e porta sempre di più un Sud del mondo sottosviluppato e sempre più pieno di derelitti umani senza voce e senza speranza, un Sud del Nord del mondo che diventa sempre più Sud del mondo dal punto di vista ambientale, vedi i processi climatici e di desertificazione, oltre che dal punto di vista sociale con sacche sempre maggiori di disoccupazione, di emarginazione e di povertà, ed infine un Nord del mondo che diventa sempre più oppressivo, violento, drogato ed anch’esso disoccupato, anche la grande Germania paga questi prezzi.
Pensiamo che l’Europa che va a sinistra si sia accorta in qualche modo di tutto ciò, dobbiamo però essere coerenti con questa breve analisi e vanno quindi programmate tutte le iniziative necessarie per dare risposte a questi terribili problemi.
E’ per questo che nel programma che vi è stato distribuito, si da risalto alla ricerca politica e collettiva di un nuovo modello di sviluppo che non si può più basare sull’aumento di produzione e di consumi con conseguente sfruttamento di risorse ed inquinamento, ma che deve coinvolgere progressivamente tutti noi in una critica della società dei consumi e nella creazione di una società più sobria.
E’ per questo che non vediamo bene opere faraoniche, a forte impatto ambientale ed emblematiche del nostro modello di sviluppo come quella del Ponte sullo Stretto di Messina invece del potenziamento delle infrastrutture più necessarie ed urgenti di cui ha bisogno l’isola.
E’ per questo che vediamo con favore la legge delle 35 ore per favorire una maggiore occupazione, ma anche per dedicare risorse ed energie allo costruzione di un uomo che riscopra il valore del tempo e del gratuito. Guarda caso viene proprio dal nostro gruppo l’impegno di inserire anche a Siracusa esperienze come quella della Banca del Tempo che tende a favorire gli scambi sociali ed un cambiamento delle relazioni che vadano nel senso della reciprocità.
E’ per questo che crediamo che lo Stato si debba fare promotore di veri e propri lavori socialmente utili nel campo dei servizi, della valorizzazione delle risorse ambientali, monumentali ed artistiche, nel campo della difesa del territorio, perché sono lavori che hanno un valore aggiunto che consiste in un qualcosa di più del risultato apparente perché incidono anche a lunga distanza per il raggiungimento di alcuni obiettivi che servono a migliorare la qualità complessiva della vita e delle nostre relazioni in un mondo più equilibrato. Il privato generalmente non è stato e non è sensibile a ciò.
Ciò non vuol dire trascurare la piccola e media impresa, stimolare la capacità imprenditoriale dei giovani ed educare le nuove generazioni all’impegno ed alla ricerca di spazi originali ed innovativi nel campo del lavoro, della produzione e dei servizi. Pensiamo che sia infatti insostituibile il meccanismo di sviluppo che parta dalla creazione individuale e da un prodotto pensato e realizzato dall’uomo.
Ma pensiamo pure che vadano stimolate soprattutto le iniziative del Terzo Settore e del Non Profit perché vediamo in queste realtà, che il nostro gruppo ha sempre stimolato, se non addirittura creato, una speranza grande di potere coniugare democrazia, qualità di servizio e partecipazione.
E’ per questo che pensiamo con rinnovata preoccupazione alla situazione ambientale del pianeta che da segni sempre più chiari di non potere ulteriormente sopportare le nostre offese: l’altro giorno parlando con persone semplici, gente comune, genitori di un mio paziente, mi dicevano che secondo loro “la natura non ne può più”, e lo dicevano pensando al disastro in Nicaragua ed in Honduras ed insieme ci domandavamo che cosa altro dovesse succedere per cambiare rotta. Temo che aspetteremo ancora troppo per cambiare rotta e che sarà necessaria una forte presa di coscienza e consapevolezza che è un altro dei compiti che ci siamo da sempre presi e che oggi riaffermiamo. Per quanto riguarda la nostra realtà locale non ci stancheremo di lavorare per ricordare l’importanza della prevenzione dal rischio sismico e per aumentare la sicurezza della zona industriale.
E’ per questo che pensiamo ad iniziative internazionali che mettano ordine nell’economia e nel commercio, iniziative che tengano conto dei pericoli enormi della finanziarizzazione dell’economia che ha portato alla crisi del Messico del 1993, alla crisi dei giorni d’oggi delle economie del sud est asiatico ed all’incertezza delle nostre stesse economie, con il rischio che i poteri forti capaci di condizionare la stessa politica dei governi siano quelli delle multinazionali e dei potentati economici. Vogliamo che su tutto questo si vigili molto e che l’Associazione Agire solidale ed il partito si facciano promotori di idee praticabili- tipo la Tobin tax che serve a tassare i flussi di capitale- per combattere questi processi e per avviare un’era nuova dove prevalga una economia della solidarietà e del rispetto della vita dell’uomo.
E’ per questo, ancora, che uno dei punti fondamentali del nostro agire politico è stata l’attenzione verso le fasce di popolazione più deboli e la lotta contro l’esclusione sociale sia per le professioni che fortunatamente pratichiamo nella vita, sia perché pensiamo che il grado di civiltà di un paese si misuri dal modo con il quale affronta la situazione delle persone in difficoltà. Crediamo la persona disagiata molto spesso una risorsa per la società e crediamo che sia molto importante avere avviato a Siracusa durante la giunta Fatuzzo servizi fondamentali quali il trasporto per i disabili, l’assistenza domiciliare, le strutture intermedie per malati psichici, per avere in poche parole spostato l’ottica dell’intervento dal ricovero in Istituto al territorio per favorire il reinserimento nella società di tutte queste fasce di popolazione. Se oggi l’Ospedale Psichiatrico di Siracusa è chiuso è per noi grosso motivo di soddisfazione e di orgoglio e pensiamo che Siracusa in questo senso abbia fatto un grosso passo in avanti dal punto di vista sociale e culturale. Non a caso Peppe Lumia è qui stasera con noi, perché lo abbiamo visto lavorare con tenacia e determinazione in vicende come questa, perché servivano strumenti legislativi chiari e precisi per riuscire in questa opera che oramai sta coinvolgendo tutta l’Italia e Peppe è stato il motore nascosto ma potente di questo movimento.
Ma, ancora, la lotta contro l’esclusione sociale l’abbiamo concretizzata con iniziative contro il lavoro minorile nel mondo e per favorire una legislazione che permetta una immigrazione non clandestina come ci ricordava Mons. Bettazzi Arcivescovo di Ivrea dalle colonne del quotidiano “Il Manifesto” di Domenica.
E veniamo infine alla questione morale, alla legalità nelle istituzioni e nella società ed alla lotta contro la mafia. L’8 ottobre, quasi due mesi fa, veniva ucciso a Caccamo Domenico Geraci, candidato di uno schieramento progressista a Sindaco di questo paese che pare essere diventato la nuova capitale della mafia, Domenico Geraci era amico di Peppe Lumia, Peppe e noi tutti continuiamo a fare politica perché la legalità venga asserita nella società e nelle istituzioni, perché vengano combattute a tutti i livelli le infiltrazioni mafiose, perché la questione morale non venga dimenticata da una politica troppo praticona e immemore dei valori forti che debbono guidare la convivenza civile.
Negli ultimi mesi anche a Siracusa sono avvenuti alcuni episodi inquietanti che ci hanno preoccupato, pensiamo da una parte alla incapacità dell’Ulivo di mantenere ai posti di responsabilità persone che avevano dimostrato di fare della lotta contro l’illegalità la loro bandiera, come dimostra la vicenda IAS, dall’altra di essersi intestarditi a mantenere in posti istituzionali rilevanti persone che si sarebbero dovute dimettere a causa delle loro pendenze penali.
Pensiamo che l’altezza della politica a cui guardiamo debba tenere in debito conto tutto ciò, così come deve tenere in debito conto l’assurdità della alleanza che si prospetta al Comune e alla Provincia con l’UDR. Pensiamo che questa alleanza abbia forti motivi di ambiguità che possono trovare delle giustificazioni a livello nazionale e regionale per motivazioni istutuzionali e costituzionali, ma non comprendiamo proprio come ciò possa avvenire a livello locale con il rischio di continuare ad allargare al centro una alleanza con soggetti che sono stati al potere decine di anni a Siracusa e Provincia con le conseguenze che tutti conosciamo.
Voglio concludere con una nota che forse parrebbe stonata, ma che io reputo centrale.
La politica deve recuperare i valori coniugati al femminile, la società deve recuperare i valori coniugati al femminile, la nostra cultura maschilista, tecnocratica, razionalistica deve recuperare i valori coniugati al femminile, valori che sono l’ascolto, l’accoglienza, la tenerezza, il nutrimento reciproco e la valorizzazione dell’altro come ci ricorda Giuliana Martirani. Ci hanno criticato dicendoci che anche noi facciamo una politica maschilista, io vorrei che questa critica non ci sia rivolta per la mancanza di firme di donne nella nostra lettera di invito, pecca comunque importante, ma ci sia rivolta per i tempi, i valori, i modi del nostro fare politica. A chi ci critica vorrei dire che questo nostro tentativo di farci interpreti dei valori coniugati al femminile ha portato molti di noi lontano dalle stanze dei bottoni e di questo siamo contenti, anzi riaffermiamo che sono questi valori di fondo che ispirano i nostri sogni, il nostro vissuto e la nostra vita quotidiana.
Per questo ci proponiamo alla città ricchi delle storie di amore e di passione che esprimono tutti i nostri amici e compagni presenti e assenti e tutti quelli con i quali condividiamo il progetto di trasformazione di questa società così contraddittoria, ingiusta e difficile.
La partecipazione ed il coinvolgimento saranno la forza che offriamo al Partito, alla nostra provincia, al nostro Paese.

Tati Sgarlata