Seminario su: Vuoto relazionale e depressione

Siracusa 14-10-2010 

Il disturbo narcisistico: dalla psicopatologia della normalità alla depressione

Il sentimento depressivo, che può diventare disturbo psicopatologico vero e proprio, è un fenomeno che diventa sempre più diffuso soprattutto nel mondo occidentale per due cause che si rinforzano reciprocamente:

  1. da una parte una dimensione collettivo-sociale che ha risolto sostanzialmente il problema dei bisogni primari e che a causa di uno sviluppo tecnologico e scientifico tumultuoso coltiva il mito dell’onnipotenza;
  2. dall’altra una dimensione individuale-dell’Io che si è progressivamente indebolito per l’illusione di potere avere tutto e subito. L’Io diventa poco capace di nutrirsi delle cose positive ed essenziali che ha a disposizione e si pone invece con modalità sempre più compulsive davanti al soddisfacimento dei propri bisogni spesso effimeri.

Questi fattori aumentano la vulnerabilità genetica del soggetto alla Depressione come dimostrano gli studi odierni di epigenetica a causa della frustrazione dell’onnipotenza, a causa dell’insoddisfazione che deriva dall’appagamento dei bisogni effimeri e a causa dell’inevitabile incontro con le esperienze di perdita.
Non dimentichiamoci comunque che la Depressione (1) è anche un sentimento normale che nasce dal binomio attaccamento-perdita in occasione di separazioni, abbandoni e lutti: basti pensare alla nascita e alla morte. Quando la depressione si protrae per lungo tempo anche per fatti gravi o quando si viene a creare per eventi di secondaria importanza, si parla di depressione vera e propria.
Dal punto di vista psicodinamico la Depressione si instaura quando la personalità assume caratteristiche di tipo narcisistico o perlomeno quando queste caratteristiche diventano rilevanti. La struttura tripartita della personalità narcisista presenta un Super-Io che prende le caratteristiche di onnipotenza o di svalutazione che causano una disfunzione dell’Io mediatore tra il Super-Io e gli istinti che provengono dall’Es. Questa disfunzione dell’Io provoca una frustrazione o ferita narcisistica per la incapacità di dare una risposta adeguata alle prorompenti pulsioni che provengono dall’Es.
Una larga fascia di soggetti con personalità narcisista non arriva all’osservazione dello psicoterapeuta o dello psichiatra sia perché sta diventando sempre più normale vivere vite fondate sul narcisismo, quella che gli psicologi trans-personali chiamano psicopatologia della normalità(2), sia perché i farmaci serotoninergici hanno rivoluzionato l’approccio alla depressione per cui anche i medici di base riescono a migliorare, almeno superficialmente, la qualità della vita di tanti loro pazienti con poche gocce di prodotto.

  1. La psicopatologia della normalità si manifesta in soggetti con una forma moderata di narcisismo e si può esprimere in due maniere diverse in soggetti diversi o in momenti diversi in uno stesso soggetto:
  2. Inflazione narcisistica: la causa principale è un bambino che nasce viziato non solo dai genitori, ma da tutto il sistema di accudimento e dal sistema sociale.

La struttura tripartita è:
Super-Io onnipotente
Es: forti spinte pulsionali
Io incapace di mediare e vengono fuori soggetti provocatori, esibizionisti, incapaci di amare ed incapaci di riconoscere i propri limiti, prevale l’istinto di autoaffermazione e di sesso.
Risvolti sociali: tutto mi è dovuto,scarso senso di responsabilità nei ruoli più o meno importanti che si ricoprono nella società, ogni mezzo è permesso per primeggiare.

  1. Svalutazione narcisistica: la causa principale è un bambino non accudito e rispecchiato non solo dai genitori, ma da tutto il sistema di accudimento e dal sistema sociale.

 La struttura tripartita è:
Super-Io svalutativo, autoritario e coercitivo
Es: forti spinte pulsionali
Io: meccanismi di difesa secondari come la rimozione che porta a soggetti dipendenti, sterili, auto conservativi, paurosi, intolleranti ed ipercritici, prevale l’istinto di gregge e di autoconservazione.
Risvolti sociali: si vive sempre all’ombra di qualcuno, massificazione e mancanza di senso critico, vite passive e non colorate.

  1. La depressione nevrotica si manifesta in soggetti con una forma più grave di narcisismo. Il meccanismo di base è lo stesso della svalutazione narcisistica solo che si presenta in maniera più intensa per cui vengono fuori i sintomi classici della depressione: abbassamento del tono dell’umore, disturbi del sonno e dell’alimentazione, abulia, apatia, somatizzazioni, sintomatologia ossessiva etc.
  2. La Depressione borderline-psicotica(3): la struttura psichica di questi soggetti deriva da una relazione oggettuale indifferenziata, dall’utilizzo di meccanismi di difesa primitivi ( scissione, identificazione proiettiva, acting-in e acting-out ), scarso senso di identità, Super-Io debole.

Da qui derivano sintomi quali: disforia, impulsività, ambivalenza affettiva, senso di vuoto, disturbi del pensiero fino al delirio di annientamento.
A queste forme corrispondono genitori, sistema di accudimento e sistema sociale imprevedibili, possibili imbrogli, abusi psicologici o sessuali.
In questi casi se invece della svalutazione narcisistica prevale l’inflazione narcisistica, vi sono gli episodi ipomaniacali o maniacali veri e propri.
Il Trattamento può essere:

  1. di tipo medico con efficaci terapie psicofarmacologiche che ovviamente non possono però risolvere i problemi psicologici e di personalità di base;
  2. di tipo psicoterapico individuale nel quale è sempre importante lavorare sulla consapevolezza del paziente, sull’analisi del transfert e controtransfert, sull’analisi dei meccanismi di difesa. Fondamentale l’autenticità del terapeuta;
  3. di tipo psicoterapico familiare: quando il paziente è adolescente, è un momento fondamentale;
  4. di tipo psicoterapico comunitario nei casi più gravi ove la componente del sistema sociale più ampio può avere un’importanza centrale.

 La Prevenzione:
I tre luoghi privilegiati della prevenzione sono la famiglia, la scuola, i medici di famiglia.
Le scuole per genitori, i gruppi di confronto nei consigli di classe, i gruppi Balint per i medici di famiglia, sono solo alcune delle cose a cui non potrebbe rinunciare una moderna psichiatria che volesse promuovere la salute mentale nella comunità.
Il tutto volta ad aiutare i giovani a rivolgersi maggiormente alle cose interiori piuttosto che al soddisfacimento compulsivo di cose materiali. I giovani, e noi adulti prima, dovrebbero maturare un modo più maturo di affrontare la vita, modo capace di mettere al centro lo sviluppo della propria personalità, una maggiore attenzione al senso critico, una maggiore propensione alla partecipazione.
Anche le religioni in questo senso dovrebbero fare la loro parte promuovendo meno una visione miracolistica e spesso superstiziosa della fede e promuovendo maggiormente una visione della fede come cammino di responsabilità, crescita e fiducia nell’Uomo e in Dio.

L’Organizzazione:
I servizi pubblici di promozione della salute mentale per bambini, adolescenti e adulti ed i servizi per il recupero dei tossicodipendenti non dovrebbero possedere solo un hardware, ovviamente essenziale, cioè strutture, servizi ed operatori in numero sufficiente, ma anche un software, cioè servizi in cui ci siano operatori preparati, disponibili alla messa in discussione, alla comunicazione ed all’impegno personale volto al bene del paziente e non all’autoaffermazione personale.

Bibliografia:

  • La depressione: un approccio integrale. A cura di Laura Boggio Gilot. Ed. AIPT Satya
  • Curare mente e cuore nei disturbi dello sviluppo dall’es all’io all’Anima. Laura Boggio Gilot. Ed. AIPT Satya
  • L’oceano borderline. Racconti di viaggio. Luigi Cancrini. Raffaello Cortina Editore