E’ sicuramente ambizioso voler parlare della coscienza dell’Io,cioè di uno degli argomenti più affascinanti ma anche misteriosi della psicologia.
L’impresa è resa possibile solo per l’invito raccolto dal Prof.Romolo Rossi che ha accettato,con il suo solito entusiasmo,l’idea di poter coniugare la permanenza a Siracusa per assistere agli spettacoli classici,con la possibilità di intrattenerci su questo tema da me suggerito e da lui precisato.
Il Prof. Rossi svariate volte ha partecipato a Siracusa ad iniziative in occasione delle rappresentazioni classiche,iniziative organizzate dal dr.Augello,e già allora mi colpì la sua capacità di sapere coniugare tematiche tanto complesse con un linguaggio espositivo estremamente semplice ma non per questo meno profondo.
Ero stato comunque iniziato alla Psichiatria con lo studio del suo Manuale di Psichiatria che mi aveva fatto innamorare della complessità e del mistero racchiuso nella materia.
La conferma l’ho avuta negli anni successivi quando ho avuto l’occasione di leggere altri suoi scritti o di ascoltare qualche altra brillante relazione sui più svariati temi della psichiatria e della psicologia.
Ho incontrato l’ultima volta questo Ottobre il Prof.Rossi ad Amalfi ed in quella occasione in un momento informale mi disse una cosa molto bella che voglio qui ricordare per introdurmi brevemente al tema del nostro incontro:”si ricordi che fare lo psichiatra è il più bel mestiere del mondo,l’unico che ci permette di lavorare facendo continui rapporti con la letteratura,la musica,la storia e le scienze umanistiche e biologiche”.
Chiaramente su questa linea un posto particolare trovano i miti dell’antica Grecia e Freud in questo ebbe una grande intuizione che tutta la psicologia del profondo ha poi sviluppato ampiamente.
Nei libri di Jean Bolen,psicanalista Junghiana,”Le dee dentro le donne” e “Gli dei dentro gli uomini”,l’autrice presenta le figure archetipiche delle dee e degli dei greci.
Dioniso ed Apollo in particolare esemplificano il gioco dinamico tra le istanze emotive e quelle razionali,tra l’emisfero destro e quello sinistro,gioco che permette la formazione e la strutturazione della coscienza dell’Io adulto in un equilibrio che vive tappe successive di individuazione e di differenziazione.
Necessita quindi una sintesi continua tra l’apollineo ed il dionisiaco dentro di noi,anzi è tutta una cultura che vive e si sviluppa in modo equilibrato solo se queste due istanze si esprimono e trovano un loro giusto equilibrio senza paure e repulsioni per aspetti che in ogni caso fanno parte della dimensione dell’uomo e con i quali dobbiamo abituarci a convivere cercando di fare un lavoro di continua elaborazione.
Per es.Nietzsche nel suo libro”La nascita della tragedia”, vede la grandezza del mondo dell’antica Grecia proprio nella sua capacità di sintesi tra le istanze dionisiache e quelle apollinee.
Ma,professore,tra Dioniso ed Apollo c’è spazio per le istanze femminili? Ed ancora,i valori della vita coniugati al femminile quali la tenerezza,
l’accoglienza,l’ascolto,l’accettazione trovano posto in questa dialettica?
Il nostro mondo e noi stessi, chiaramente,non soffriamo per la mancanza di queste istanze? La coscienza dell’Io può fare a meno di tutto ciò se non vuole rimanere una fredda consapevolezza di pulsioni,pensieri ed affetti?
Ancora una volta torniamo al trapporto tra etica e psicologia:è possibile parlare di tutto ciò senza tenere presente questo rapporto?
Ho colto nella figura di Dioniso una tensione in questa direzione soprattutto quando recupera la madre Semele nell’Ade o ancora di più quando diventa sposo fedele di Arianna,donna abbandonata e negletta.
Ed infine le istanze spirituali. Se pure è vero,come è vero,che non possiamo fare altro che fondare sulla biologia il funzionamento della mente e quindi la coscienza,gli stessi Freud e Jung affermano ciò,come escludere,professore,le istanze spirituali dell’uomo dalla nostra ricerca,istanze che danno tanta chiarezza e direzione alla nostra vita e alla nostra coscienza? Cosa sarebbe la coscienza dell’Io senza la dimensione spirituale?
Ed ora a lei la parola Prof. Rossi,ci aiuti a districarci dentro il terreno della coscienza dell’Io con le sue componenti biologiche,psicologiche,
spirituali e mitiche-categorie che suddividiamo ancora per necessità o per comodità?-,da parte mia non mi resta che predispormi ad essere un principiante perchè come insegna la pratica Zen,è soprattutto nella mente di principiante che ci sono molte possibilità di cambiamento e di evoluzione.
La ringrazio veramente di cuore per avere accettato il nostro invito e ringrazio l’Amministrazione Comunale e la Fondazione per il Dramma Antico per la disponibilità ad accogliere la nostra idea.