Articolo pubblicato negli annali del Liceo Classico “Gargallo” di Siracusa
Ma chi l’avrebbe mai detto……
…..ma chi l’avrebbe mai detto che un giorno il Preside ( per piacere non mi fate dire dirigente scolastico, per forza tutto deve diventare una azienda!) del mio Liceo mi avrebbe chiesto, con tanto di lettera, di scrivere un articolo per gli annali del glorioso Gargallo, a me che sono andato avanti con un modesto 6, soprattutto in Latino e Greco, per tutti gli anni dell’indimenticabile Liceo.
E’ vero, ho la scusante di avere avuto Rametta, ma se non fosse stato per il grande gioco di squadra che facevamo in classe…altro che 6!
Ma oggi sono l’Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia Regionale di Siracusa ed il Preside Sirena, oltre che un gruppetto di amici professori, mi hanno voluto dare questo onore.
Ora si pone il problema di cosa scrivere, scartiamo subito la retorica delle belle parole sulla Scuola di oggi, sulla necessità della ennesima Riforma della Riforma della Riforma, sul mio massacrante impegno alla Provincia (togliamo la parola massacrante, la cosa che è cambiata nella mia vita facendo l’Assessore è che prima non riuscivo a fare tante cose importanti ma piccole, ora non riesco a fare troppe cose ancora più importanti ma grosse).
Forse posso dire qualcosa su quello che gli studi classici mi hanno dato come base per fare quello che faccio nella vita con maggiore passione, lo Psichiatra.
Sono arrivato alla Psichiatria un po’ per caso, ora che ci penso tutte le cose belle della vita arrivano un po’ per caso, ma poi è diventato il lavoro insostituibile della mia vita.
Se vuoi fare lo Psichiatra con un’attenzione all’uomo e alla persona e non solo alle sue cellule ed alle sue molecole, penso che sia indispensabile cibarsi della sensibilità e della conoscenza dell’essere umano che la cultura classica aiuta a maturare.
Non a caso Freud ha fatto proprio riferimento ai miti greci per sviluppare le sue teorie psicoanalitiche, perché tramite lo studio dei personaggi mitici che nascono dai sogni e dalle immaginazioni attive che emergono dall’inconscio collettivo, è riuscito ad individuare i bisogni profondi ed i conflitti dell’animo umano che risuonano così potentemente dentro di noi perché corrispondono ancora oggi ai nostri bisogni ed ai nostri conflitti.
Così nel tempo ho cominciato a capire che la conoscenza e la consapevolezza del Sé erano il vero e principale compito della mia vita.
Quante cose cambierebbero nel mondo se avessimo una maggiore attenzione ad un lavoro interiore costante, silenzioso, profondo e se fossimo maggiormente capaci di capire a cosa dobbiamo alcune reazioni che sembrano a noi stessi certe volte così inspiegabili ed inevitabili e che invece sono frutto di precisi meccanismi psichici che abbiamo selezionato diligentemente nel corso degli anni di tutta la nostra vita.
L’interesse sempre minore per tutto ciò, associato ad una disponibilità sempre maggiore e sempre più facile alla acquisizione di beni di consumo sempre più superflui, ha fatto sì che il mondo occidentale, culla della cultura classica, entrasse in una crisi quasi irreversibile, nella quale i valori dominanti del consumismo, della possessività e dell’appagamento senza limiti dei bisogni dell’Io, stanno minando fin dalle basi le nostre radici così nobili.
Le trappole narcisistiche oggi più di ieri costellano il nostro cammino, necessita quindi un grande ripensamento ed un grande sforzo per cambiare radicalmente il modo di pensare, di sentire e di vivere, le sfide mondiali dell’incontro-scontro tra culture diverse e il rischio sempre più concreto di catastrofi ambientali lo impongono.
Alla luce di tutto ciò non posso non augurare al corpo docente, ai genitori ed agli studenti di fare in modo che il nostro Liceo rappresenti un segno concreto di cambiamento e di trasformazione per una società che sappia trovare il piacere di Essere e non di Avere, che sappia fare attenzione a tutto quello che è Interno piuttosto che affannarsi alla ricerca di tutto ciò che è Esterno, che sappia ritrovare il gusto del Silenzio per riscoprire il vero senso della parola, della comunicazione e della relazione.
Siracusa Gennaio 2007
Tati Sgarlata