Quando parliamo di attivare la Coscienza osservante durante la Meditazione che cosa intendiamo?

Secondo me è la capacità di guardare le cose con l’occhio di Dio dato che la Coscienza individuale non è altro che una scintilla della Coscienza, del Sé, dell’Assoluto.

Lo sguardo della Coscienza individuale come deve essere?

  • Distaccato
  • Non identificato
  • Non colpevolizzante ma responsabile, quindi capace di mantenere la capacità di giudizio
  • Consapevole, cioè capace di portare quanti più contenuti mentali dal subconscio e dall’inconscio alla coscienza
  • Amorevole verso i propri limiti
  • Etico, cioè ispirato al Bene, al Bello, alla Verità

Ma cosa dobbiamo osservare?

  1. i meccanismi organizzativi della nostra psiche che ci fanno agire in una certa maniera: svalutazione, proiezione, colpevolizzazione, identificazione proiettiva, negazione, irrigidimento, fissazione, attaccamento etc.
  2. i limiti emotivo-comportamentali della nostra vita
  3. le nostre ricchezze interiori ed i percorsi positivi fatti
  4. i conflitti intrasistemici ed intersistemici delle sub personalità ( Io-Es-Super Io)
  5. i sentieri che possiamo percorrere per trasformarci sapendo che il percorso è complesso: pensieri, parole, opere e omissioni
  6. lo sviluppo dell’Io: l’Io adattato, l’Io centauro, l’Io Spirituale e la modifica dinamica che nel tempo avviene ( i cerchi intersecanti )

Ho sentito l’esigenza di specificare ciò perché la Meditazione senza la trasformazione non ha senso e la trasformazione avviene non solo osservando ma facendo attenzione a tutti i complessi punti sopra elencati nella vita di tutti i giorni.

Questo percorso ci accompagnerà fino alla morte, ma come valutare e il nostro cammino realizzativo?

Con la Meditazione, con il confronto individuale e di gruppo, cogliendo i feedback che la vita ci offre, con l’eventuale aiuto di uno psicoterapeuta e con il necessario aiuto di una guida spirituale.

In questo modo si creano le condizioni per allargare sempre più il nostro livello coscienziale e di consapevolezza che permette la progressiva elaborazione dei conflitti, la trasformazione dei “pensieri, parole, opere ed omissioni” e quindi la possibilità di vivere con e nell’Amore cioè facendo parte sempre più del dialogo Trinitario.