{"id":354,"date":"2005-03-15T19:33:49","date_gmt":"2005-03-15T18:33:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tatisgarlata.net\/blog\/?p=354"},"modified":"2021-10-15T16:01:16","modified_gmt":"2021-10-15T14:01:16","slug":"scoprire-gli-altri-per-scoprire-noi-stessi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/2005\/03\/15\/scoprire-gli-altri-per-scoprire-noi-stessi\/","title":{"rendered":"Scoprire gli altri per scoprire noi stessi"},"content":{"rendered":"<p>Quando parliamo di integrazione o di intolleranza, al di l\u00e0 del gruppo sociale, religioso o etnico di cui parliamo, entrano in gioco fattori psichici profondi molto simili.<\/p>\n<p>Ho particolare esperienza, essendo psichiatra, dello stigma che connota ancora il paziente psichiatrico, ma il discorso non \u00e8 molto diverso per l\u2019immigrato.<\/p>\n<p>In tutti i casi scattano meccanismi di paura della diversit\u00e0 e del non noto che denotano una particolare inconsapevolezza e non conoscenza di noi stessi.<\/p>\n<p>E\u2019 per questo che \u00e8 stata creata una legge, la Bossi-Fini, che rileva paura per la contaminazione culturale e diffidenza per l\u2019altro.<\/p>\n<p>Infatti la legge con le sue procedure e la sua logica:<\/p>\n<ul>\n<li>Autorizza flussi migratori ridotti rispetto alla necessit\u00e0 del territorio;<!--more--><\/li>\n<li>Rende difficile l\u2019ottenimento dei permessi e dei visti;<\/li>\n<li>Interna gli immigrati clandestini in strutture, i CPT ( centri di permanenza temporanea), senza diritti e tutele;<\/li>\n<li>Non affronta con determinazione il problema del diritto di asilo;<\/li>\n<li>Rende possibile dei rimpatri degni di delinquenti e non semplicemente degli uomini disperati;<\/li>\n<li>Di fatto crea le premesse per il commercio dei trafficanti di immigrati e per viaggi disumani che culminano regolarmente in naufragi e in morte.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p>La legge \u00e8 solo l\u2019aspetto pi\u00f9 eclatante ed esteriore di come consideriamo l\u2019immigrato: inferiore, pericoloso e diverso.<\/p>\n<p>Anche i servizi inesistenti che i comuni come il nostro non forniscono, denota la logica e la filosofia della nostra cultura.<\/p>\n<p>Dobbiamo difendere la nostra cittadella del benessere, rendendo difficile e lento il processo di accoglienza e di integrazione, la qualcosa favorisce la marginalit\u00e0 dell\u2019immigrato e quindi la facilit\u00e0 con la quale cade nella rete della nostra delinquenza organizzata e favorisce altres\u00ec la sua diffidenza ed il suo senso di rivalsa.<\/p>\n<p>Per esempio non \u00e8 un caso la difficolt\u00e0 che abbiamo a concedere il voto perlomeno amministrativo agli immigrati regolari dopo un certo numero di anni di residenza in Italia. Alla provincia regionale stiamo lavorando per la creazione della figura del consigliere provinciale immigrato sullo stile dell\u2019esperienza romana.<\/p>\n<p>Necessita allora una rivoluzione culturale che sar\u00e0 favorita anche dai cambiamenti legislativi.<\/p>\n<p>Veniamo ora al punto di vista pi\u00f9 specificatamente dello psicologo ed alla tesi che voglio proporvi: la diversit\u00e0 culturale, religiosa ed etnica come una opportunit\u00e0 da non perdere per il nostro essere-bene, che \u00e8 qualche cosa di diverso del benessere.<\/p>\n<p>Per arrivare a maturare l\u2019idea che la diversit\u00e0 \u00e8 una opportunit\u00e0 dobbiamo produrre un\u2019analisi e proporre un percorso:<\/p>\n<ul>\n<li>Per prima cosa dobbiamo essere consapevoli che abbiamo tanta paura dell\u2019altro e della diversit\u00e0 perch\u00e9 non conosciamo noi stessi nella nostra complessit\u00e0, per cui tutto ci\u00f2 che esce fuori dagli schemi ordinari e rassicuranti che siamo abituati a vivere, ci appare pericoloso e minaccioso. Sia che la diversit\u00e0 provenga da qualche evento interno (emozione o sentimento) che non conosciamo e che quindi non comprendiamo, sia che provenga dall\u2019esterno come l\u2019immigrato. Mi spiego meglio: se provo invidia per un mio collega preferisco non analizzare il perch\u00e9 ci\u00f2 mi accade perch\u00e9 non riesco a tollerare questo sentimento, negandolo proietto sul mio collega colpe o atteggiamenti negativi che giustificano i suoi vantaggi, a questo punto non lo invidio ma lo disprezzo.<\/li>\n<li>Se cambiamo ottica accade che man mano che cresce la curiosit\u00e0nei confrontidi me stesso e della complessit\u00e0 della mia personalit\u00e0 e che cresce anche la capacit\u00e0 di accettarmi con tutte le mie emozioni e sentimenti non sempre edificanti, cresce anche la mia capacit\u00e0 di confrontarmi con la diversit\u00e0 e con il non noto che nasconde spesso tesori di sapienza, tenerezza e bont\u00e0, oltre che sicuramente parti meno nobili, e non mi sar\u00f2 cos\u00ec privato del confronto e della crescita che mi potr\u00e0 derivare dall\u2019incontro.<\/li>\n<li>A parte il fattore di base di inconsapevolezza individuale che rende difficile la scoperta e l\u2019incontro con il diverso, c\u2019\u00e8 un fattore culturale predominante che peggiora il rapporto con l\u2019immigrato: l\u2019individualismo imperante nella nostra societ\u00e0 che ci porta ad essere ostili e sospettosi perch\u00e9 l\u2019altro \u00e8 visto come qualcuno che ci pu\u00f2 togliere qualcosa. L\u2019individualismo si nutre degli istinti pi\u00f9 bassi: possessivit\u00e0 ed autoconservazione. Quando entrano in gioco gli istinti pi\u00f9 bassi, ci chiudiamo, vogliamo essere sicuri e diventiamo dei piccoli onorevole Borghezio.<\/li>\n<li>C\u2019\u00e8 bisogno quindi di una scelta forte e chiara tra un conformismo comodo e regressivo che ci fa percepire pi\u00f9 sicuri perlomeno nel breve periodo e una apertura e disponibilit\u00e0 verso la scoperta di se stessi e degli altri come fattore di crescita e di essere-bene che per\u00f2 da risposte di sicurezza nel medio-lungo periodo.<\/li>\n<li>L\u2019ottica dello psicologo sistemico, junghiano e transpersonale non pu\u00f2 essere che quella dell\u2019altruismo e dell\u2019apertura perch\u00e9 \u00e8 l\u2019ottica del S\u00e9 e non dell\u2019Io. Jung ha spiegato che, tramite l\u2019inconscio collettivo, il nostro Essere \u00e8 in stretto contatto con l\u2019Essere degli altri e con l\u2019Essere-Assoluto per cui nessuna forma\u00a0di profonda soddisfazione e di essere-bene pu\u00f2 esistere se al centro della nostra vita resta l\u2019Io e non il S\u00e9. Il S\u00e9 \u00e8 immediatamente relazione, incontro, curiosit\u00e0, attenzione, amore. Dieci anni fa circa abbiamo portato alla scuola Martoglio una mostra educativa per i ragazzi, e non solo, che si chiamava \u201cGli altri siamonoi\u201d che metteva proprio il punto sull\u2019inscindibile legame tra gli altri e noi pur nel giusto riconoscimento della propria individualit\u00e0.<\/li>\n<li>Nell\u2019ottica del S\u00e9 non si pu\u00f2 guardare con ostilit\u00e0 l\u2019immigrato. Per i cristiani, senza bisogno di scomodare gli psicologi, \u00e8 assolutamente evidente capire ci\u00f2, ma quello che \u00e8 drammatico \u00e8 che proprio questa societ\u00e0 che si dice cristiana matura dentro di s\u00e9 tanto rigetto e diffidenza verso gli immigrati.\u00a0<\/li>\n<li>A questo punto se l\u2019ottica della mia vita diventa il S\u00e9 e la sua conoscenza, se questo comporta l\u2019attualizzazione del \u201cconosci te stesso\u201d di Socrate o il cammino di liberazione dall\u2019ignoranza del Buddha, contribuisco fortemente al cambiamento della nostra societ\u00e0 senza il quale prevarr\u00e0 sempre pi\u00f9 la logica dell\u2019istinto, dell\u2019esclusione, della chiusura.<\/li>\n<li>Se riusciamo ad avere consapevolezza gradualmente sempre maggiore di noi stessi, dei nostri limiti, dei nostri difetti, delle nostre modalit\u00e0 di comunicazione, delle nostre capacit\u00e0, dei nostri istinti, delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti, dei nostri pensieri, acquisteremo una maggiore capacit\u00e0 di accettare noi stessi e l\u2019altro e di aiutare anche l\u2019altro ad essere pi\u00f9 autentico. Se io do un messaggio di apertura e disponibilit\u00e0 all\u2019altro, creo le condizioni di un dialogo e di un incontro, se io do un messaggio di chiusura cosa vuoi che mi dia l\u2019altro?<\/li>\n<li>Si viene cos\u00ec a creare un circolo virtuoso dove il nostro cammino di consapevolezza ci da la possibilit\u00e0 di scoprire l\u2019altro e l\u2019altro ci rimanda altri elementi di conoscenza e di crescita reciproca: scoprire gli altri per scoprire noi stessi.<\/li>\n<li>Tutto ci\u00f2\u00a0vuole affermare la complessit\u00e0 del nostro Essere e quindi anche dell\u2019immigrato e dove c\u2019\u00e8 complessit\u00e0 ci sono i vari piani della persona che si incrociano. Questa visione quindi non nega la difficolt\u00e0 che ci pu\u00f2 essere nell\u2019incontro, ma riafferma la necessit\u00e0 di un primo passo da parte nostra essendo noi l\u2019espressione della cultura dominante.<\/li>\n<li>E facciamolo questo primo passo in particolare nelle scuole dove, sotto certi aspetti potrebbe essere pi\u00f9 facile dato che si tratta di bambini, ma sappiamo comunque che scattano meccanismi magari inconsci di rifiuto e di razzismo perch\u00e9 i nostri bambini sono bombardati da messaggi culturali che vanno nella direzione del sospetto. Una formazione del personale docente \u00e8 in questo caso indispensabile.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per finire dobbiamo allora scegliere seriamente e con consapevolezza tra l\u2019utopia costruttiva del lupo e dell\u2019agnello di Isaia o al contrario la guerra in Iraq e i CPT italiani.<\/p>\n<p>Siracusa 15-3-05\u00a0<\/p>\n<p>Tati Sgarlata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando parliamo di integrazione o di intolleranza, al di l\u00e0 del gruppo sociale, religioso o etnico di cui parliamo, entrano in gioco fattori psichici profondi molto simili. Ho particolare esperienza, essendo psichiatra, dello stigma che connota ancora il paziente psichiatrico, &hellip;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/2005\/03\/15\/scoprire-gli-altri-per-scoprire-noi-stessi\/\">Continue Reading<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-354","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=354"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/354\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":681,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/354\/revisions\/681"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}