{"id":186,"date":"2003-05-06T12:50:00","date_gmt":"2003-05-06T10:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tatisgarlata.net\/blog\/?p=186"},"modified":"2021-10-15T16:20:52","modified_gmt":"2021-10-15T14:20:52","slug":"responsabilita-penale-del-minore-quel-complesso-mondo-psichico-da-scoprire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/2003\/05\/06\/responsabilita-penale-del-minore-quel-complesso-mondo-psichico-da-scoprire\/","title":{"rendered":"Responsabilit\u00e0 penale del minore: quel complesso mondo psichico da scoprire"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Penso che il compito che mi \u00e8 stato assegnato stasera \u00e8 di cercare di delineare quale deve essere il contributo che lo psicologo e lo psichiatra possono dare davanti ad un minore che ha commesso un reato.<br \/>\nLa societ\u00e0 tutela il minore considerandolo sempre non imputabile sotto i 14 anni e da valutare caso per caso tra i 14 e i 18 anni, perch\u00e9 risulta evidente dallo studio della psicologia dell&#8217;et\u00e0 evolutiva, che fino ai 14 anni manca sicuramente una sufficiente capacit\u00e0 di intendere e di volere, mentre tra i 14 e i 18 questa capacit\u00e0 deve essere valutata.<br \/>\nDove capacit\u00e0 di intendere e di volere vuol dire essere consapevoli delle conseguenze che l&#8217;atto pu\u00f2 produrre.<br \/>\nQuello che viene valutato \u00e8 quindi il livello di maturit\u00e0 affettiva che \u00e8 insufficiente quando continua a prevalere il principio del piacere su quello di realt\u00e0 e quando l&#8217;individuo non \u00e8 riuscito ad introiettare un vero codice morale.<br \/>\nQuesto vuol dire che il minore ha un&#8217;affettivit\u00e0 ancora fortemente egocentrica, che \u00e8 indifferente a quanto non lo riguarda direttamente, che presenta una profonda insicurezza e dipendenza in maniera inconsapevole, che \u00e8 incapace di posporre la gratificazione di un bisogno o di una pulsione con azioni a corto circuito, che vive alla giornata e che presenta un grave ritardo nella formazione di validi parametri etico-sociali di riferimento.<!--more--><br \/>\nQuesta attenzione per il minore deriva dal fatto che gradualmente in ogni individuo si crea una struttura psichica che tende a farlo uscire dall&#8217;indifferenziazione dell&#8217;inconscio ed a cominciare a definirlo come individuo cosciente che costituisce un Io ed un Super Io.<br \/>\nQuesta operazione nella norma si conclude durante la prima adolescenza e, se ci\u00f2 non avviene, la societ\u00e0 ne tollera il rinvio fino al compimento della maggiore et\u00e0, dopodich\u00e8 qualsiasi motivazione non trova giustificazione, tranne se si \u00e8 venuta a creare una patologia psichiatrica che si pu\u00f2 mettere in stretta relazione con il reato commesso.<br \/>\nMa torniamo al minore. Quando nasciamo la nostra psiche \u00e8 totalmente inconscia e dato che, secondo Jung, non c&#8217;\u00e8 solo un inconscio personale, ma anche uno collettivo, il soggetto \u00e8 totalmente immerso, direi senza alcuna barriera, nell&#8217;inconscio collettivo perch\u00e9 noi non abbiamo la psiche, ma siamo nella psiche.<br \/>\nQuesto comporta non solo la irresponsabilit\u00e0 assoluta del neonato, ma anche il fatto che le sue reazioni sono fortemente influenzate dalle azioni pi\u00f9 o meno coscienti delle persone che lo accudiscono.<br \/>\nQuesto passaggio \u00e8 importante per quanto riguarda l&#8217;imputabilit\u00e0 di un minore, perch\u00e9 non solo passando gli anni il minore riesce gradualmente a creare una sua coscienza, a crearsi un Io ed un Super Io, a sapere trovare un equilibrio tra le istanze inconsce egocentriche che non pensano ad altro che all&#8217;appagamento del piacere nella maniera pi\u00f9 rapida e totale, ma nel caso in cui questi processi ritardano, la societ\u00e0 ne tollera il ritardo perch\u00e9 il responsabile di questo ritardo non \u00e8 il minore, ma la societ\u00e0 stessa.<br \/>\nPer questo il 1\u00b0 comma dell&#8217;art. 9 delle disposizioni sul processo penale a carico degli imputati minorenni recita:&#8221; Il pubblico ministero ed il giudice acquisiscono elementi circa le condizioni e le risorse personali, familiari, sociali e ambientali del minorenne al fine di accertarne l&#8217;imputabilit\u00e0 ed il grado di responsabilit\u00e0&#8221;, perch\u00e9 il problema non riguarda il minore in se, ma tutto l&#8217;ambiente nel quale \u00e8 cresciuto e vive.<br \/>\nE&#8217; chiaro che l&#8217;influenzabilit\u00e0 del minore con il passare degli anni \u00e8 sempre pi\u00f9 scarsa perch\u00e9 la psiche si struttura e crea i cosiddetti meccanismi di difesa o meglio di organizzazione psichica che gli permettono di fronteggiare le richieste impellenti dell&#8217;inconscio e le stimolazioni esterne: rimozione, razionalizzazione, altruismo, formazione reattiva, sublimazione per es.<br \/>\nNon sempre il minore riesce a fronteggiare le istanze interne e quelle esterne creando un equilibrio fecondo e dinamico che riesce a soddisfare i propri bisogni primari e secondari, ma pu\u00f2 capitare che si creano dei complessi autonomi che non riescono ad essere elaborati e capiti dall&#8217;individuo e che lo fanno agire in maniera non conforme alla sua stessa volont\u00e0.<br \/>\nQuesto per un minore \u00e8 ancora in parte comprensibile e ne deriva il trattamento giuridico ricordato, per un maggiorenne no, tranne nei casi gi\u00e0 ricordati di infermit\u00e0 mentale.<br \/>\nTutto questo discorso diventa interessante perch\u00e9 rimette in discussione noi adulti che incidiamo fortemente nella formazione della psiche dei nostri figli, non solo nella relazione diretta che abbiamo con loro, ma anche nel tipo di societ\u00e0 che abbiamo costruito.<br \/>\nLeggendo delle statistiche sui reati dei minori, si vede come questi vengono consumati soprattutto nelle aree urbane delle citt\u00e0 del sud e questo accade sia perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 in queste aree un&#8217;alta percentuale di famiglie destrutturate e multiproblematiche, sia perch\u00e9 questi ragazzi sono cresciuti in quartieri ghetto, hanno abbandonato presto la scuola, hanno la percezione di una societ\u00e0 ostile e menefreghista.<br \/>\nAltro discorso per vicende come quella di Novi Ligure che si sviluppano in ambienti benestanti ed in famiglie strutturate ed all&#8217;apparenza coese ed armoniche.<br \/>\nE&#8217; chiaro che anche l\u00e0 qualcosa non va, per ragioni totalmente diverse, ma che ci interpellano fortemente come societ\u00e0. A noi probabilmente ci interpellano di pi\u00f9 perch\u00e9 Omar ed Erika potrebbero essere nostri figli, mentre Tot\u00f2 e Maria cresciuti in Via Italia 103 no.<br \/>\nFacciamo quindi delle ipotesi: intanto l&#8217;ambiente intrafamiliare che pu\u00f2 nascondere trascuratezze, incapacit\u00e0 di capire il cambio generazionale, passioni e conflitti non risolti. Poi l&#8217;ambiente sociale odierno che offre a tutti messaggi ambivalenti, da una parte l&#8217;edonismo \u00e8 al primo posto, basta vedere Italia Uno per 10 minuti, canale preferito dai miei figli, mentre nello stesso tempo la societ\u00e0 ci porta ad essere competitivi, arroganti e potenti se vogliamo fare carriera o se vogliamo mantenere un posto di lavoro: sempre pi\u00f9 flessibilit\u00e0 sempre meno sicurezze.<br \/>\nIl tutto all&#8217;interno di un mercato che offre droga con immensa facilit\u00e0, di una politica sempre pi\u00f9 affarista e litigiosa, di una situazione internazionale violenta dove un miliardo di persone non sanno se mangeranno qualcosa in quella giornata, dove esistono sempre meno scelte serie e definitive e dove i figli assistono a separazioni violente e piene di odio e cos\u00ec via.<br \/>\nPer dirla con Umberto Galimberti in un commento all&#8217;episodio di Novi Ligure: &#8220;Sono gesti che mettono in crisi la giustizia e, con la giustizia, la societ\u00e0 che per tranquillizzarsi \u00e8 sempre alla ricerca di un movente. E il movente in effetti non c&#8217;\u00e8, o se c&#8217;\u00e8 \u00e8 insufficiente, comunque sproporzionato alla tragedia, persino ignoto agli stessi autori. Cercarlo ci porta lontano, tanto lontano quanto pu\u00f2 essere l&#8217;avvio della nostra vita, dove ci \u00e8 stato insegnato tutto, ma non come mettere in contatto il cuore con la nostra mente, e la nostra mente con il nostro comportamento, e il comportamento con il riverbero emotivo che gli eventi del mondo incidono nel nostro cuore. Queste connessioni che fanno di un uomo un uomo, non si sono costituite, e perci\u00f2 sono nate biografie capaci di gesti tra loro a tal punto slegati, da non percepirli neppure come propri. Questo \u00e8 il nostro tempo, il tempo che registra il fallimento della comunicazione emotiva e quindi la formazione del cuore come organoche, prima di ragionare, ci fa sentire che cosa \u00e8 giusto e che cosa non \u00e8 giusto, chi sono io, e che ci faccio al mondo.&#8221;<br \/>\nDiciamo che i motivi di malessere non mancano, senza che la societ\u00e0 abbia saputo trovare dei validi sostituti a valori come la famiglia, la patria, le ideologie e la religione, che creavano comunque un collante seppure con tutte le critiche che vogliamo fare.<br \/>\nMi pare quindi corretto che la societ\u00e0 abbia creato una legislazione che tuteli il minore cos\u00ec genericamente maltrattato, ma \u00e8 anche doveroso indicare una pista di lavoro per cambiare le cose.<br \/>\nIntanto non dobbiamo cadere nel discorso del giustificazionismo ad ogni costo e che sia giusto lavorare anche perch\u00e9 il minore riconosca la sua responsabilit\u00e0.<br \/>\nNello stesso tempo dobbiamo riuscirea risolvere la difficile sfida di coniugare il necessario diritto di una giustizia giusta ( per il ragazzo, la vittima, la societ\u00e0) con la fondamentale esigenza di non nuocere, ostacolare, sviare,ma anzi riaffermare il processo di crescita personale e sociale del minore.<br \/>\nVorrei comunque finire con un discorso pi\u00f9 ampio di prevenzione primaria che, oltre a prevedere la lotta a tutte quelle cause sociali ricordate, ci rid\u00e0 anche una responsabilit\u00e0 diretta pi\u00f9 personale.<br \/>\nInnanzitutto penso che il minore si debba accorgere che ci sono adulti, speriamo i genitori innanzitutto, che sono disponibili a mettersi in discussione, che sono aperti al dialogo, che cercano di appagare i propri bisogni all&#8217;interno di un rispetto per gli altri, che cercano di essere coerenti e responsabili, che cercano di vivere in armonia con il proprio S\u00e9.<br \/>\nSe quindi riusciamo ad armonizzare il nostro S\u00e9, contribuiamo fortemente ad inondare la Psiche, nella quale siamo tutti inseriti come abbiamo detto prima, di energia positiva che si ripercuote fortemente nella vita di tutti.<br \/>\nPer fare questo dobbiamo riuscire a lasciare il pensiero lineare e dobbiamo riuscire a ragionare con il pensiero complesso e dobbiamo riuscire a lavorare per il nostro Essere-bene e non per il nostro ben-essere.<br \/>\nA quanto pare l&#8217;avventura che ci aspetta \u00e8 molto difficile, ma anche molto entusiasmante. Buon lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Penso che il compito che mi \u00e8 stato assegnato stasera \u00e8 di cercare di delineare quale deve essere il contributo che lo psicologo e lo psichiatra possono dare davanti ad un minore che ha commesso un reato. 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