{"id":176,"date":"2002-11-10T12:32:13","date_gmt":"2002-11-10T11:32:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tatisgarlata.net\/blog\/?p=176"},"modified":"2021-10-15T16:19:36","modified_gmt":"2021-10-15T14:19:36","slug":"avo-novembre-02-come-sviluppare-una-relazione-di-aiuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/2002\/11\/10\/avo-novembre-02-come-sviluppare-una-relazione-di-aiuto\/","title":{"rendered":"AVO Novembre 02: Come sviluppare una relazione di aiuto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Voglio iniziare con una affermazione dura ma reale: aiutare \u00e8 difficile.<br \/>\nQuello che dovrebbe essere uno spontaneo atto naturale si pu\u00f2 trasformare in manipolazione dell&#8217;altro e strumentalizzazione senza che neanche ce ne accorgiamo.<br \/>\nIl mondo \u00e8 pieno di volontari e di persone che vi possono raccontare cose mirabili fatte per gli altri, ma se andiamo a fondo di questi grandi altruismi possiamo spesso trovare grandi egoismi.<br \/>\nCon questo non vi voglio scoraggiare, ma vi voglio mettere in guardia da facili entusiasmi che sono molto utili solo se vengono accompagnati da un lavoro di consapevolezza e di verit\u00e0.<br \/>\nInfatti non basta il sentimento buono e una volont\u00e0 disponibile per riuscire ad aiutare gli altri perch\u00e9 dietro questi buoni intendimenti ci possono essere nascosti bisogni inconsci dell&#8217;Io che indirizzano la nostra azione buona in altre direzioni.<!--more--><br \/>\nPremetto che parlo solo perch\u00e9 ho sperimentato su di me tali atteggiamenti e situazioni e continuo ancora oggi a stare molto in guardia da questi pericoli.<br \/>\nAllora l&#8217;Io pu\u00f2 premere inconsciamente con i pi\u00f9 svariati bisogni:<br \/>\n1) Bisogno di autoaffermazione: in alcuni momenti della nostra vita possiamo sentire molto il bisogno di affermare con azioni o gesti la nostra persona, di metterci in evidenza per avere il consenso degli altri, la loro approvazione, il loro riconoscimento. Se questo bisogno diventa forte, rischio di svolgere azioni vuote e rituali tendenti a mostrare come secondario l&#8217;apporto degli altri.<br \/>\n2) Istinto di gregge: faccio delle cose solo perch\u00e9 le fanno i miei amici, mi lascio coinvolgere senza una convinzione mia personale. Il rischio \u00e8 che tutto ci\u00f2 pu\u00f2 trasparire durante la relazione di aiuto.<br \/>\n3) Narcisismo: ho troppo bisogno di gratificazioni interiori a causa di alcune frustrazioni subite nel tempo. Tendo a prendere possesso di una relazione, non do lo spazio sufficiente all&#8217;altro per emergere, porto avanti un progetto soprattutto per gratificare il mio Io e compiacermi delle mie capacit\u00e0.<br \/>\nQuesti sono esempi di modalit\u00e0 tendenti pi\u00f9 a raggiungere obiettivi di autosoddisfazione piuttosto che obiettivi capaci di ascoltare, capire e dare risposte ai bisogni degli altri. Se prevalgono queste modalit\u00e0 mi lascer\u00f2 guidare dalle emozioni di attrazione-repulsione, negher\u00f2 i bisogni dell&#8217;altro, sar\u00f2 discontinuo, mi abbatter\u00f2 alla prima difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; chiaro che una certa dose di gratificazione (pare che oramai ci siano anche studi sulla fisiologia del sistema nervoso che avvalorano ci\u00f2) viene fuori naturalmente all&#8217;interno delle relazioni di aiuto che viviamo: \u00e8 dando che si riceve diceva San Francesco.<br \/>\nDi questo dobbiamo essere contenti perch\u00e9 l&#8217;Amore gratuito e disinteressato \u00e8 una meta irragiungibile a cui si pu\u00f2 solo tendere e quindi la gioia e la soddisfazione che riceviamo dalle relazioni \u00e8 carburante indispensabile. Il problema sopraggiunge quando la gratificazione diventa il motivo preponderante cosciente o inconsapevole delle nostre azioni. In questo caso i rischi che cercavo di spiegare sopra diventano significativi.<br \/>\nIn questo cammino ci pu\u00f2 aiutare la consapevolezza che aiutare non solo nutre il nostro Io, ma diventa indispensabile per potere trovare pace e felicit\u00e0 perch\u00e9 non siamo monadi separati dagli altri, ma siamo in profonda e continua comunicazione con gli altri. Infatti oltre a &#8220;Io&#8221;, noi siamo anche &#8220;S\u00e9&#8221; siamo cio\u00e8 una funzione corporea, psichica e spirituale che \u00e8 in stretto contatto con il S\u00e9 degli altri, oltre che con Dio per chi ha fede.<br \/>\nSe questo \u00e8 vero, come io penso, io non posso essere felice se intorno a me c&#8217;\u00e8 sofferenza e se non faccio niente per combatterla pensando solo all&#8217;appagamento dei miei bisogni egoistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per cercare di affrontare questa problematica, dobbiamo cercare di lavorare per portare alla luce questi bisogni inconsci che possono condizionare fortemente le nostre azioni: in questo ci aiuta la formazione ed il gruppo.<br \/>\nQuindi con molta semplicit\u00e0 non ci dobbiamo scoraggiare e dobbiamo cercare di avere fiducia in noi e tra di noi per una progressiva conoscenza di noi stessi: in questa maniera non frustreremo la nostra spontaneit\u00e0, ma le daremo degli strumenti per potersi esprimere con pienezza e verit\u00e0. Il tutto \u00e8 un cammino che non finisce mai, ma se lo facciamo con Amore diventa fonte di gioia e soddisfazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere volevo consigliarvi la lettura di Momo di Michael Ende, di Polyanna di cui la Walt Disney ha fatto anche il film ed infine la visione de &#8220;Il fantastico mondo di Ameli\u00e8&#8221;, tre personaggi femminili laici e moderni le cui modalit\u00e0 di aiuto ci possono aiutare nel cammino di volontariato che abbiamo scelto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dr Gaetano Sgarlata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Voglio iniziare con una affermazione dura ma reale: aiutare \u00e8 difficile. Quello che dovrebbe essere uno spontaneo atto naturale si pu\u00f2 trasformare in manipolazione dell&#8217;altro e strumentalizzazione senza che neanche ce ne accorgiamo. 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