{"id":144,"date":"2003-05-06T10:51:20","date_gmt":"2003-05-06T08:51:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tatisgarlata.net\/blog\/?p=144"},"modified":"2021-10-15T16:25:16","modified_gmt":"2021-10-15T14:25:16","slug":"il-racconto-della-mente-il-mito-nella-relazione-psicoanalitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/2003\/05\/06\/il-racconto-della-mente-il-mito-nella-relazione-psicoanalitica\/","title":{"rendered":"Il Racconto della Mente: il Mito nella Relazione Psicoanalitica"},"content":{"rendered":"<p>Nel mio percorso analitico e meditativo mi sono oggi incontrato con questo Convegno e sono contento perch\u00e9 penso che oggi abbia un senso raccontarvi qualcosa.<br \/>\n14 anni fa lavoravo all&#8217;Ospedale Neuropsichiatrico, l&#8217;ONP di Siracusa, e capii che la depressione mi avrebbe vinto se non avessi trovato un modo di fare comunicare il dentro ed il fuori dell&#8217;Ospedale.<br \/>\nVennero gli scout, vennero gli obiettori di coscienza, venne Sebastiano Anastasi.<br \/>\nL&#8217;esperienza cre\u00f2 il sogno e quindi il Mito della chiusura dell&#8217;ONP, vergognosa testimonianza di un mondo fermo a 20 anni prima e che basava la sua sopravvivenza sull&#8217;idea mitica che \u00e8 impossibile modificare alcunch\u00e8 in Sicilia.<!--more--><br \/>\nCreammo la prima Comunit\u00e0 Alloggio in Sicilia per dimessi dall&#8217;ONP e dimostrammo che si poteva vivere e vivere bene fuori dall&#8217;Ospedale.<br \/>\nDopo arriv\u00f2 Carmela Carbonaro che muovendosi tra il Mito del Barbiere di Siviglia e di Don Chishotte, cominci\u00f2 a far scricchiolare veramente le mura dell&#8217;ONP.<br \/>\nMa sapete perch\u00e9 si chiuse veramente l&#8217;Ospedale, al di l\u00e0 della Finanziaria del 1994, perch\u00e9 un Direttore Generale si fece i conti e cap\u00ec che non conveniva economicamente tenerlo aperto e quindi anche contro il parere del Capo Settore, che aveva ed ha la missione di dimostrare al mondo il Mito del malato di mente pazzo irreversibile, incomprensibile ed incurabile, e contro il parere di gran parte del personale, l&#8217;ONP si chiuse.<br \/>\nMa mi chiedo: \u00e8 possibile che in questo mondo occidentale senza il fattore economico non si fa pi\u00f9 niente?<br \/>\nMi rendo conto che le radici di questa nostra mentalit\u00e0 sono lontane, che stanno negli anfratti della nostra storia e della nostra psiche e mi chiedo spesso se ci\u00f2 sia ineluttabile.<br \/>\nUltimamente ho letto e commentato il Caligola di Camus ed il narcisista-borderline imperatore scatena tutta la sua &#8220;logica&#8221; aggressiva e perversa quando si rende conto che non solo ha perso il suo Amore simbiotico ed appagante che lo rendeva capace di godere della vita, dell&#8217;amore, della poesia, dell&#8217;arte e della religione, ma che quando lui, sconvolto, fa capire questo suo dramma, i cortigiani ed i senatori gli dicono che \u00e8 ora di finirla con queste debolezze e che c&#8217;\u00e8 bisogno di pensare al tesoro, all&#8217;economia, ai conti dell&#8217;Impero.<br \/>\nGoverna il Mito del Pensiero Unico e del Liberismo senza regole o meglio con le regole che convengono ad 1\/3 dell&#8217;umanit\u00e0, si vive pensando solo alle nostre sicurezze ed all&#8217;appagamento dei nostri bisogni.<br \/>\nFa bene Riccardo Romano a promuovere una rivista sul &#8220;pensabile&#8221; perch\u00e9 se solo ci fermassimo a pensare al rapporto che ha l&#8217;umanit\u00e0 con il mondo invece di essere drogati dai consumismi e dai diversivi, ci accorgeremmo subito che la situazione odierna \u00e8 una situazione di olocausto e quindi \u00e8 una situazione impensabile.<br \/>\nSono convinto che oggi governa il Mito di Narciso, ben al di l\u00e0 dei narcisisti che chiedono una terapia, e che la societ\u00e0 dell&#8217;Io-Mio, del possesso, del successo e della vanagloria a tutti i costi la faccia da padrona e penso per questo che bisogna lavorare per l&#8217;affermazione della societ\u00e0 del S\u00e9 in senso junghiano.<br \/>\nInfatti poich\u00e9 il S\u00e9 affonda le sue radici in una dimensione interpersonale, in questo \u00e8 determinante la dimensione dell&#8217;inconscio collettivo, diventano centrali le relazioni, perch\u00e9 l&#8217;individuo non \u00e8 e non pu\u00f2 essere appagato se non \u00e8 anche relazione.<br \/>\nVedi anche in questo senso il &#8220;fra noi&#8221; di Maurice Bellet che \u00e8 quella forza primordiale e scintilla preesistente che da senso all&#8217;umanit\u00e0.<br \/>\nSe passiamo da una visione antropologica generale all&#8217;uomo in particolare che viene in terapia, ritroviamo sempre la traccia di un Io inappagato, incapace di desiderare e di capire come si pu\u00f2 e si deve desiderare, un Io che ha distorto il suo rapporto col mondo e che in un modo o nell&#8217;altro si \u00e8 rinchiuso in una lotta impossibile verso un fine che non riesce a riconoscere pi\u00f9.<br \/>\nL&#8217;Io del paziente va quindi accolto ed ascoltato, il racconto della sua mente va interiorizzato e compreso, i Miti individuali, familiari e sociali, che ne hanno indirizzato l&#8217;evoluzione, vanno pensati, letti ed elaborati.<br \/>\nIn terapia dobbiamo essere capaci di porre domande che allargano gli spazi, appena invece si cerca di definire e di chiudere un discorso, capisci subito che resta solo la risposta medico-farmaco-ricovero.<br \/>\nUn individuo o una famiglia arrivano spesso nella struttura pubblica con fatti drammatici ed apparentemente immodificabili, con una richiesta spesso di delega che fortunatamente la legge n. 180 ha indebolito perch\u00e9, nella sua filosofia di fondo, aiuta tutti noi a trovare risposte interne non colpevolizzanti e quindi a non delegare ai tecnici.<br \/>\nIn quel contesto devi creare spazi di creativit\u00e0 e di pensabilit\u00e0 appigliandoti all&#8217;identit\u00e0 di tutti, e quindi anche del paziente designato, e che il problema \u00e8 riuscire insieme a pensare qualcosa di nuovo che cambi il gioco attivando energie sopite e relazioni ridondanti.<br \/>\nAllora tutti ci possiamo porre degli interrogativi e scoprire spazi nuovi, nessi di significato, interpretazioni che ci fanno uscire da un pensiero statico.<br \/>\nM. \u00e8 un giovane che soffre di psicosi e che vive con la madre un rapporto simbiotico favorito dalla separazione dei genitori, dalla latitanza del padre e dal fatto che il fratello maggiore studia fuori, costretto ad un ricovero dopo l&#8217;ennesima violenza fatta subire alla madre, capisce, durante la permanenza in struttura residenziale, che la casa \u00e8 &#8220;pericolosa&#8221; per lui perch\u00e9 gli fa scattare pulsioni e bisogni incontrollabili. Ma questo accade non negando l&#8217;importanza del rapporto con la madre, ma capendo che va vissuto in maniera diversa.<br \/>\nA. \u00e8 un paziente che soffre di disturbo borderline, che sente tutto il peso del fallimento e del vuoto e che si aggrappa disperatamente al Mito del padre conquistatore, sprezzante, padre padrone mettendogli sopra delle etichette che nascondono invece l&#8217;isolamento, il fallimento ed il vuoto del padre. Come pu\u00f2 A. guarire se prima il padre non riesce a soffermarsi su questo, se prima il padre non riesce a trovare uno spazio relazionale terapeutico per potere pensare ci\u00f2 ed elaborarlo? Come pu\u00f2 uscire A. dal suo narcisismo-borderline se prima non ci lavora il padre?<br \/>\nR. vive prigioniera dei suoi rituali e delle sue ossessioni perch\u00e9 la sua libido \u00e8 bloccata in un ingorgo causato da una nonna onnipresente ed onnipotente che soggioga il padre e la madre di R. utilizzando anche l&#8217;essere orfano psicologico del genero. R. si sente tradita, sola ed incompresa, riesce a liberarsi solo quando questo dedalo viene pensato, espresso e condiviso in Terapia familiare ed i suoi bisogni vengono riconosciuti e non coperti.<\/p>\n<p>Allora &#8220;pensabilit\u00e0&#8221; \u00e8 quello che in altri momenti abbiamo chiamato &#8220;consapevolezza&#8221; che \u00e8 la massima capacit\u00e0 in un dato momento evolutivo di essere, tenere presente ed esprimere il nostro complesso mondo psichico.<br \/>\nSono convinto che ci\u00f2 comporterebbe un cambiamento radicale dei rapporti umani in senso costruttivo perch\u00e9, chi sceglie questa strada, sceglie di confrontarsi in ogni momento della propria vita con queste evidenze:<br \/>\n&#8211; che le nostre azioni sono determinate dagli affetti e dalle passioni;<br \/>\n&#8211; che quello che interpretiamo come volontario attacco da parte degli altri \u00e8 spesso il frutto di inconsapevolezza;<br \/>\n&#8211; che le funzioni istintive, affettive e di pensiero si intrecciano continuamente nelle nostre azioni e che \u00e8 nostro compito individuarle e distinguerle;<br \/>\n&#8211; che il pensiero lineare che quasi sempre utilizziamo, va sostituito con un pensiero complesso o come dice Romano bisogna &#8220;allargare il pensiero&#8221;.<br \/>\nLa pensabilit\u00e0 \u00e8 quindi un evento psichico evolutivo e costruttivo &#8220;capace di contenere, interpretare ed elaborare i pensieri relativi ad un evento tale da produrre altri pensieri nuovi&#8221; (Romano).<\/p>\n<p>Nel lavoro clinico questo processo viene portato avanti con un ascolto consapevole, con le domande che aprono altri spazi di pensiero e con l&#8217;interpretazione che va per\u00f2 fatta emergere gradualmente all&#8217;interno del colloquio, con domande che stimolano la ricerca e l&#8217;introspezione anche relazionale, ed una volta emersa l&#8217;interpretazione va vissuta e non consumata perch\u00e9 in tal caso perde di potenza e diventa inutile.<br \/>\nEd \u00e8 cos\u00ec che lo psicoterapeuta, artigiano della mente, tenta di ascoltare, di interpretare e di elaborare il racconto della mente dell&#8217;individuo ma anche di tutta l&#8217;umanit\u00e0, per arrivare ad una guarigione capace di capire che, se di felicit\u00e0 si deve parlare, si pu\u00f2 parlare solo riscoprendo il &#8220;fra noi&#8221; e la relazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mio percorso analitico e meditativo mi sono oggi incontrato con questo Convegno e sono contento perch\u00e9 penso che oggi abbia un senso raccontarvi qualcosa. 14 anni fa lavoravo all&#8217;Ospedale Neuropsichiatrico, l&#8217;ONP di Siracusa, e capii che la depressione mi &hellip;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/2003\/05\/06\/il-racconto-della-mente-il-mito-nella-relazione-psicoanalitica\/\">Continue Reading<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-144","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-salute-mentale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=144"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":700,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144\/revisions\/700"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}