{"id":117,"date":"2003-05-06T16:47:25","date_gmt":"2003-05-06T14:47:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tatisgarlata.net\/blog\/?p=117"},"modified":"2021-10-15T16:37:21","modified_gmt":"2021-10-15T14:37:21","slug":"sila-20-28-agosto-02","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/2003\/05\/06\/sila-20-28-agosto-02\/","title":{"rendered":"SILA 20-28-AGOSTO-02"},"content":{"rendered":"<p>Dalla nostra esperienza in Sila sono venute fuori troppe cose interessanti per non tentare di farne una sintesi che potrebbe essere arricchita, con il contributo di tutti, nelle prossime settimane.<br \/>\nInnanzitutto i partecipanti. E&#8217; stata fatta la scelta di riservare il campo ai membri dei gruppi Ad Gentes e Korogocho ed alle persone che pi\u00f9 strettamente ruotano attorno a queste esperienze all&#8217;interno di un progetto, che non mi stancher\u00f2 mai di dire, comune. Penso che la scelta abbia pagato bene, il clima del campo \u00e8 stato caldo(non per la temperatura, si capisce!) e tenero ed ha rispecchiato i contenuti delle discussioni e le intenzioni dei momenti di preghiera.<br \/>\nI libri. E&#8217; stato dato quest&#8217;anno ampio spazio alla riflessione sul nostro essere credenti ed uomini e donne alla scoperta del proprio cammino e della propria vocazione. Felice ha animato (non utilizzo aggettivi del tipo stupendamente, magistralmente etc. perch\u00e9 senn\u00f2 si secca) e coordinato la lettura di due libri: Incipit di Maurice Bellet e Il sentiero del potere di Henry Nouwen.<!--more--><br \/>\nIl primo libro tramite una lettura spesso intuitiva del testo ha permesso di affrontare la radice del nostro esistere e ci\u00f2 che \u00e8 essenziale nella nostra vita.<br \/>\nIl secondo ha permesso di confrontarci con il modo di gestire il potere che ognuno di noi utilizza.<br \/>\nPer questa breve sintesi di ci\u00f2 che \u00e8 emerso dal campo non svilupper\u00f2 un discorso ma riferir\u00f2 di suggestioni e provocazioni che sono via via emersi.<br \/>\nDomande di base:cosa resta quando tutto pare andare in rovina o funziona in maniera molto diversa da come noi ci aspetteremmo e desidereremmo? Cosa ci fa veramente uomini, cosa ci fa veramente cristiani?<br \/>\nO troviamo l&#8217;essenziale o diventiamo sempre pi\u00f9 estranei a noi stessi. Dobbiamo immergerci nel profondo di noi.<br \/>\nIl &#8220;fra noi&#8221;, la tenerezza, sono la forza primordiale.<br \/>\nL&#8217;essenziale, l&#8217;incipit \u00e8 il riscoprire il &#8220;fra noi&#8221; e la tenerezza che vivifica questo &#8220;fra noi&#8221;. Questo &#8220;fra noi&#8221; per essere veramente l&#8217;incipit \u00e8 anche unidirezionale e si manifesta pure con le persone pi\u00f9 difficili e lontane dal &#8220;fra noi&#8221;: Tot\u00f2 Riina, il nostro superiore &#8220;geneticamente bastardo&#8221; e cos\u00ec via.<br \/>\nIl &#8220;fra noi&#8221; prescinde dal risultato della relazione, \u00e8 cosa mia, \u00e8 unilaterale.<br \/>\nGes\u00f9 riusc\u00ec a percepire il &#8220;fra noi&#8221; anche con coloro che lo avevano abbandonato!<br \/>\nPer fare questo bisogna avere la capacit\u00e0 di riconoscere &#8220;l&#8217;altro&#8221; nella sua profonda umanit\u00e0 anche se cos\u00ec radicalmente lontano dal &#8220;fra noi&#8221;.<br \/>\nMa bisogna anche sapere riconoscere noi stessi come esseri capaci di Amore e di tenerezza. Capita per\u00f2 che abbiamo paura di questa scoperta: perch\u00e9? Per problemi psicologici profondi che forse tutti dovremmo analizzare.(Da qui \u00e8 partito anche un discorso sulla felicit\u00e0, il senso di colpa e la possibilit\u00e0 di essere felici anche nel dolore -svolta mistica della vita- che comunque non abbiamo approfondito).<br \/>\nAbbandoniamoci quindi al &#8220;fra noi&#8221; ma in maniera autentica: anche in un regalo che fai o c&#8217;\u00e8 il &#8220;fra noi&#8221; o non c&#8217;\u00e8 niente. Tutto pu\u00f2 avere significato solo a partire dal &#8220;fra noi&#8221;, non ha importanza il contenuto in s\u00e9, ha importanza il come viene vissuto, perch\u00e9 solo cos\u00ec ci sar\u00e0 un possibile risultato vivificante.<br \/>\nAbituiamoci ad ascoltare radicalmente gli altri. Amiamoli cercando di leggere i loro bisogni pi\u00f9 profondi, che non vuol dire sempre accoglienza ed accettazione, ma anche sapere dare limiti e sapere dire no, se non vogliamo pi\u00f9 o meno consapevolmente solo bambolotti dipendenti e accondiscendenti vicino a noi. Non possiamo, cio\u00e8, distinguere il problema dell&#8217;Amore da quello della definizione del S\u00e9, dell&#8217;autonomia e del processo di individuazione di ognuno di noi.<br \/>\nInoltre ricordiamoci che amare non pu\u00f2 volere significare spersonalizzarsi o farsi mettere i piedi addosso(identificazione proiettiva nel linguaggio psicologico). Chiaramente il discorso vale anche in senso inverso.<br \/>\nNon mi pare che Ges\u00f9 davanti al male si piegasse o restasse inerme, ribadiva il bene e mostrava comunque la possibile salvezza, per chiunque.<br \/>\nNon \u00e8 certo facile trovare il giusto equilibrio tra il vivere il &#8220;fra noi&#8221; ed il riconoscimento del bene che c&#8217;\u00e8 negli altri ed il difendersi dalle sopraffazioni del collega, del superiore o peggio del datore di lavoro che ci pu\u00f2 anche costringere certe volte a fare delle cose immorali.<br \/>\nLa risposta certe volte potrebbe essere anche il cambiamento radicale di un lavoro, per es., ma in questo caso dovrebbe intervenire con tutta la sua forza una comunit\u00e0 che, oltre il nucleo familiare, sceglie e sostiene anche economicamente certe scelte.<br \/>\nIl tutto deve essere vissuto all&#8217;interno di un cammino progressivo che ci deve permettere di raggiungere livelli sempre pi\u00f9 grandi di libert\u00e0 interiore, ricordandoci che anche i santi sbagliano.<br \/>\nBisogna comunque essere molto onesti con noi stessi per mantenere una dinamica positiva nella vita e non regredire magari inconsapevolmente.<br \/>\nAlimentiamoci, d&#8217;altronde, di una sana inquietudine che ci permette di non accontentarci e di ricordarci che le nostre potenzialit\u00e0 di dono in tutti i sensi, economico e psichico, sono spesso di gran lunga maggiori di quelle che mettiamo in atto.<br \/>\nNasce una vita spirituale quando ci si accorge che la vita non \u00e8 quella che dovrebbe essere. Se pensiamo che la vita \u00e8 questa, ci adeguiamo e facciamo come gli animali.<br \/>\nD&#8217;altronde l&#8217;annuncio di Ges\u00f9 scatenava il conflitto(&#8221; sono venuto a portare la spada&#8221;) e quindi chi segue Ges\u00f9 si deve aspettare presumibilmente la croce, perch\u00e9 quando la bont\u00e0 appare in questo mondo scatena lotta e violenza attorno a s\u00e9.<br \/>\nMa ricordiamoci che la proposta di Ges\u00f9 non \u00e8 la croce, la croce viene dal mondo.<\/p>\n<p>Una esperienza ci ha permesso di gustare dal vivo il &#8220;fra noi&#8221; in una dimensione che andasse oltre la condivisione che ogni giorno abbiamo fatto del lavoro, degli spazi, dei tempi. Questa esperienza \u00e8 stato un gioco &#8220;La visita degli angeli&#8221;, gioco che, nel clima meraviglioso del bosco, ci ha permesso di rilassarci e di comunicare pi\u00f9 profondamente con noi stessi e con gli altri le emozioni profonde legate all&#8217;esperienza dell&#8217;accudimento, della tenerezza, dell&#8217;amore, alternativamente come donatori o recettori, alternativamente nel pensiero o con gesti concreti, con la possibilit\u00e0 pure di fare escursioni temporali e dinamiche che hanno toccato tutti profondamente.<\/p>\n<p>La forza di Dio sta nella debolezza, debolezza che \u00e8 la vera chiave di volta del messaggio cristiano, a tal punto che alcuni di noi siamo rimasti sconvolti dal doverci confrontare anche con i limiti di Dio e con la Sua non Onnipotenza. L&#8217;Onnipotenza di Dio ha dovuto fare i conti con la libert\u00e0 che ha donato agli uomini, Dio si autolimita liberamente nella creazione.<br \/>\nMa quando ci sar\u00e0 il cielo nuovo e la terra nuova? Il tempo e l&#8217;ora non la sa nemmeno il Figlio dell&#8217;uomo.<br \/>\nBisogna andare sempre oltre, non bisogna accontentarsi.<br \/>\nIntanto Cristo dice che la Salvezza \u00e8 gi\u00e0 arrivata, la Verit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 stata proclamata. La miccia \u00e8 stata accesa, realmente noi abbiamo la Salvezza.<br \/>\nAbbiamo il diritto ed il dovere di questa Speranza.<br \/>\nLa Pira: la pace \u00e8 ineluttabile perch\u00e9 Cristo \u00e8 risorto.<br \/>\nMa la pienezza dei tempi ancora non \u00e8 arrivata o come dice Teiard de Chairden(come si scrive?) non ci siamo ancora sufficientemente Cristificati. Ma questo processo \u00e8 in corso: ha una tendenza positiva o negativa in questo momento? Si sono levate a questo proposito voci contrastanti.<br \/>\nComunque per tornare al concetto di Onnipotenza di Dio, possiamo dire che questa \u00e8 limitata dalla nostrq capacit\u00e0 di Cristificarci.<\/p>\n<p>Dalla verifica \u00e8 soprattutto emersa la gioia e la soddisfazione per l&#8217;esperienza, ma anche la paura di ritornare al quotidiano con i nostri bisogni insoddisfatti, la nostra dipendenza, la nostra solitudine e la nostra scarsa capacit\u00e0 di dono.<br \/>\nHo pensato molto a tutto ci\u00f2 in questi giorni ed ho pensato a come praticamente e materialmente non ho neanche visto o sentito se non di sfuggita molti dei partecipanti al campo con i quali avrei tanto piacere di continuare a scambiare presenza, gesti, affetti. E se anche \u00e8 vero che la qualit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 importante della quantit\u00e0, \u00e8 pure vero che l&#8217;assenza materiale rischia di farci dimenticare la ricchezza di tutto ci\u00f2.<br \/>\nIo penso che il problema \u00e8 che noi siamo fondamentalmente &#8220;soli&#8221;, ma che siamo fondamentalmente &#8220;insieme&#8221;. Se non accettiamo la contemporaneit\u00e0 di questa realt\u00e0, ci sentiremo alternativamente abbandonati e dipendenti, in poche parole non accetteremo la responsabilit\u00e0 della sfida della vita.<br \/>\nMa proprio questa consapevolezza ci pu\u00f2 aiutare a riscoprire sempre di pi\u00f9 e sempre pi\u00f9 dolcemente la forza primordiale della &#8220;tenerezza&#8221; e del &#8220;fra noi&#8221;, forza unilaterale che per\u00f2 spesso ci fa assaporare il grande Amore che siamo capaci di dare e di ricevere.<br \/>\nLe nostre comunit\u00e0 o si propongono ci\u00f2 o meglio che non si propongono.<br \/>\nTanti strumenti potranno essere creati (vedi il progetto Amaca per es.) e tanti progetti sono stati creati( La Bottega, le Cooperative, i nostri impegni lavorativi e politici) ma senza la forza primordiale dell&#8217;Amore tutto non ha senso.<\/p>\n<p>In attesa di altri contributi, un abbraccio tenero<br \/>\nTati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla nostra esperienza in Sila sono venute fuori troppe cose interessanti per non tentare di farne una sintesi che potrebbe essere arricchita, con il contributo di tutti, nelle prossime settimane. 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