{"id":112,"date":"2003-01-06T00:00:00","date_gmt":"2003-01-05T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tatisgarlata.net\/blog\/?p=112"},"modified":"2021-10-15T16:36:04","modified_gmt":"2021-10-15T14:36:04","slug":"riflessioni-e-percorsi-di-guarigione-personale-e-collettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/2003\/01\/06\/riflessioni-e-percorsi-di-guarigione-personale-e-collettiva\/","title":{"rendered":"Riflessioni e percorsi di Guarigione personale e collettiva"},"content":{"rendered":"<p>Il mio percorso di Fede, la mia analisi personale, l&#8217;esperienza meditativa, la Storia dei nostri giorni, lo spettacolo di Benigni su Dante ed infine l&#8217;articolo di Umberto Galimberti del 24 dic. sul cambiamento radicale di senso del Natale, hanno messo in moto dentro di me una serie di domande e riflessioni che hanno fatto scoppiare le contraddizioni che ho dentro ed ho sentito il bisogno di scrivere e di capire dove sto e dove posso arrivare, per capire dove stiamo e dove possiamo arrivare.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 \u00e8 venuto per dirci essenzialmente due cose:<br \/>\n1) Dio \u00e8 anche Uomo<br \/>\n2) L&#8217;essenza ultima della Vita \u00e8 il Dono e l&#8217;Amore<br \/>\nDante quando vuole vedere il volto di Dio intravede tra la Luce senza fine il suo volto, nel senso che dentro l&#8217;essenza di Dio ci siamo tutti noi, per questo Ges\u00f9 \u00e8 nato, per questo tutto verr\u00e0 ricapitolato in Ges\u00f9.<br \/>\nChe responsabilit\u00e0, che dono, che gioia!<!--more--><br \/>\nL&#8217;unica differenza tra noi e Dio \u00e8 che Dio non pu\u00f2 che Amare, noi invece siamo anche liberi di non Amare perch\u00e9 non sarebbe esistita creazione senza libert\u00e0 di fare il Male. E&#8217; stato il prezzo da pagare affinch\u00e8 il Dialogo Trinitario non restasse chiuso in s\u00e9, cosa possibile ma cosa che avrebbe fatto venire meno una delle propriet\u00e0 fondamentali di Dio: l&#8217;apertura.<br \/>\nDio \u00e8 sicuramente contro la clonazione, lo dimostra l&#8217;inevitabilit\u00e0 della creazione, della diversit\u00e0, della libert\u00e0.<br \/>\nSe Dio ha amato rischiando fino in fondo (ma fino a che punto sta rischiando?), vuol dire che l&#8217;essenza ultima della vita \u00e8 il Dono e l&#8217;Amore ed a questo noi siamo chiamati.<br \/>\nSiamo chiamati ad un Amore totale, ad una donazione piena, a lasciare tutto per andare alla Sua sequela: ricordiamoci la storia del giovane ricco che se ne and\u00f2 via da Ges\u00f9 sconfortato perch\u00e9 non si sentiva capace di fare la scelta radicale di lasciare tutto per seguirlo.<br \/>\nIo mi sento molto nella posizione del giovane ricco non solo e non tanto perch\u00e9 ho un buon stipendio, una buona posizione e posso realizzare generalmente i bisogni che provo, ma anche perch\u00e9 vivo in una societ\u00e0 dell&#8217;apartheid, fatta di privilegiati che consumiamo a dismisura alla faccia di miliardi di persone che vivono nella precariet\u00e0, indigenza e sofferenza pi\u00f9 assolute.<br \/>\nAddirittura organizziamo guerre per potere controllare le fonti di produzione energetica e potere continuare a controllare tutto il mondo nei prossimi anni, anche a costo di vivere sempre pi\u00f9 come da anni si vive in Israele, cio\u00e8 con il terrorismo, inevitabile, in casa.<br \/>\nDa qui scaturisce l&#8217;inevitabile scelta etica di &#8220;dare a tutti sempre pi\u00f9 oltre&#8221; fino all&#8217;annullamento dell&#8217;Io ed all&#8217;immersione pi\u00f9 totale nel S\u00e9.<br \/>\nMa qui casca l&#8217;asino, perch\u00e9 vista cos\u00ec ed assolutizzata cos\u00ec, la vicenda diventa generalmente invivibile, fonte spesso di coercizioni, blocchi, controlli con il rischio per ognuno di noi di diventare un novello Savanarola o il monaco Jorge de &#8220;Il nome della rosa&#8221; o uno di quei preti pedofili statunitensi e via discorrendo.<br \/>\nCerto, mi si potr\u00e0 contestare che esistono pure Madre Teresa di Calcutta ed i milioni di uomini e donne che in silenzio e con grande Amore sono a servizio del mondo in un percorso meraviglioso di superamento dell&#8217;Io. Pure questo \u00e8 vero e se \u00e8 vero \u00e8 possibile, ma pur tuttavia \u00e8 un percorso che pu\u00f2 e deve essere proposto ma che generalmente non pu\u00f2 essere vissuto.<br \/>\nServe divaricare sempre pi\u00f9 la forbice tra servitori del Bene e servitori del male, tra angeli e diavoli? E&#8217; possibile pensare ad un percorso praticabile e proponibile che permetta il superamento dell&#8217;egoismo individuale e collettivo nel rispetto dei limiti e dei bisogni dell&#8217;Io consapevolmente accettati? Per modificare questo verso della storia cos\u00ec intriso di male, di morte, di sofferenza e di ingiustizie c&#8217;\u00e8 bisogno solo di Santi o anche di persone normali capaci di barcamenarsi tra i propri limiti, la misericordia di Dio ed il dono verso gli altri?<br \/>\nFaccio una professione che mi costringe a tenere presente i limiti della psiche umana, una professione che lavora sostanzialmente per aiutare la gente a capire come desiderare e come cercare di soddisfare in maniera sana i propri bisogni. Entro in contatto con centinaia di persone che non sanno pi\u00f9 vivere, non sanno godere di niente, bloccati come sono in meccanismi psichici che fanno loro inventare mondi alternativi, paure paralizzanti, confini sempre pi\u00f9 angusti di vita o perversioni sempre pi\u00f9 sofisticate. Faccio una professione che mi ha fatto capire che in forma graduale e differenziata siamo tutti sulla stessa barca e se il problema esiste in maniera eclatante per colui che manifesta grande malessere, non \u00e8 certo un problema superato per gli altri.<br \/>\nVoglio dire che il superamento dell&#8217;Io non pu\u00f2 essere scambiato con la repressione o con l&#8217;annullamento dei bisogni dell&#8217;Io o con tutti quegli altri mezzi di organizzazione psichica chiamati meccanismi di difesa che tendono a disconoscere la nostra &#8220;Ombra&#8221; con tutto quello che ne pu\u00f2 scaturire in termini di patologia.<br \/>\nLa via cristiana al superamento di questi problemi \u00e8 la Preghiera, la preghiera fino alla sofferenza fisica delle stimmate, e ci\u00f2 \u00e8 sicuramente vero perch\u00e9 se crediamo che Dio c&#8217;\u00e8, dobbiamo pur credere che appigliarsi a Lui con tutte le forze possa portare a splendidi risultati, ma \u00e8 pur vero che la stessa Chiesa crede alla misericordia di Dio come cammino parallelo e significante.<br \/>\nAllora forse \u00e8 possibile pensare ad un progressivo superamento dell&#8217;Io e dell&#8217;egoismo individuale e collettivo in un percorso armonico e donativo che ci faccia incontrare sempre di pi\u00f9 con la dimensione del S\u00e9, dell&#8217;Amore, dell&#8217;Assoluto.<br \/>\nIl problema \u00e8 che questo percorso mi appare a momenti debole, incapace di modificare il verso della Storia, in fondo mi appare un percorso narcisistico ed a tratti furbo, pieno di compromessi e di mezze vie, di messaggi spesso non chiari e decisi.<br \/>\nS\u00ec, \u00e8 vero, a tratti \u00e8 cos\u00ec, ma se faremo un cammino di Comunit\u00e0 e di gruppo (penso alle varie realt\u00e0 nelle quali il Signore mi ha dato la grazia di essere: il gruppo Ad Gentes, l&#8217;Amaca, il gruppo di Psicodramma, Agire Solidale, la Parrocchia di Bosco Minniti) forse riusciremo in qualcosa di diverso. Condizione \u00e8 per\u00f2 avere il coraggio di dire chiaramente quello che pensiamo, di ascoltare con fiducia gli altri, di essere disponibili al cambiamento.<br \/>\nSarebbe importante prima di tutto accettare con benevola compassione la nostra lotta interna tra il soddisfacimento dei bisogni egoistici ed il soddisfacimento del bisogno di dono. Infatti in un&#8217;ottica del S\u00e9 non ci pu\u00f2 essere felicit\u00e0 senza la felicit\u00e0 di coloro che ci circondano, senza armonia con coloro che ci circondano, senza giustizia e pace nel mondo. In quest&#8217;ottica il dono diventa un&#8217;esigenza della psiche umana, esigenza spesso dimenticata dal prevalere delle forze pulsionali egoistiche. Forze pulsionali egoistiche che vanno per\u00f2 accettate e considerate, non rimosse, forze pulsionali ed egoistiche che ci faranno pure trasgredire, ma che vanno riconosciute e vissute, pena la patologia.<br \/>\nTorniamo alla necessit\u00e0 di un percorso di guarigione per tutti ed \u00e8 la sfida che ci siamo assunti. S\u00ec, vogliamo cambiare il verso della storia e vogliamo farlo accettando le contraddizioni dell&#8217;Uomo in un circuito virtuale di consapevolezza e cambiamento che deve diventare, per essere vero, sempre pi\u00f9 stringente e significativo.<\/p>\n<p>Veniamo ora a delle analisi pi\u00f9 concrete.<\/p>\n<p>1) Il Consumismo.<br \/>\nQuesta estate in Sila ci siamo per cos\u00ec dire &#8220;scontrati&#8221; sul modello di sviluppo occidentale. Da una parte ci siamo noi consumatori che contestiamo il Consumismo ma ci siamo infilati fino al collo, dall&#8217;altra addirittura coloro che lavorano nel commercio e quindi indirettamente sul consumo che non possono se non sperare che in Italia si possa consumare sempre pi\u00f9 per potere vivere dignitosamente.<br \/>\nMa il Consumismo \u00e8 un male, un modello di sviluppo basato sulla corsa al consumo non pu\u00f2 funzionare perch\u00e9 aliena chi c&#8217;\u00e8 dentro (Polli d&#8217;allevamento diceva Gaber) e procura fame e privazioni a chi c&#8217;\u00e8 fuori.<br \/>\nNon \u00e8 certo sufficiente a questo punto il buon proponimento di inizio anno, ci vuole un progetto molto pi\u00f9 articolato, pensato e probabilmente rischioso per le nostre sicurezze. Tati, cosa sei disposto a rischiare in questa storia?<br \/>\n-In Italia \u00e8 iniziata alcuni anni fa l&#8217;esperienza dei Bilanci di giustizia che consisteva nella registrazione precisa delle spese di una famiglia e nella loro progressiva riduzione, investendo il rimanente in progetti di sviluppo. E&#8217; stata un&#8217;ottima iniziativa di cui per\u00f2 non ho pi\u00f9 sentito parlare, noi come famiglia non l&#8217;abbiamo seguita perch\u00e9 diventava un modo un po&#8217; ossessivo di controllarsi che stressava parecchio. Ma forse l&#8217;iniziativa andrebbe rivista.<br \/>\n-Un&#8217;altra idea potrebbe essere quella di decidere ogni famiglia, in base al proprio reddito, un prelievo all&#8217;ingresso del 5-10-20 o 30% del proprio reddito per costituire un fondo comune da versare alla Banca Etica per la creazione di posti di lavoro non legati alla catena consumistica. Questa \u00e8 forte, ma abbiamo bisogno di cose forti per cambiare il verso della Storia.<br \/>\n-Ed ancora mi viene in mente il &#8220;consumare meno, consumare meglio&#8221;. Consumare meno mi pare scontato, dovremmo cercare di cambiare la macchina solo quando \u00e8 veramente necessario, dovremmo cercare di acquistare solo il necessario di tutti i generi di consumo o di accumulo (case, vestiti, giocattoli, viaggi, alimenti etc.). Ma \u00e8 importante anche Consumare meglio nel senso che dovremmo cercare di acquistare prodotti che vengono da produzioni e circuiti &#8220;puliti&#8221;. Mi sembra un po&#8217; scarsa e poco funzionale l&#8217;idea del boicottaggio, soprattutto mi sembra difficilmente esportabile al di fuori di una cerchia ristretta di persone perch\u00e9 non viene offerta l&#8217;alternativa: mi sembrerebbe pi\u00f9 importante se riuscissimo ad individuare le marche pi\u00f9 &#8220;pulite&#8221; di tutti i generi di consumo ed utilizzare solo quelle, pubblicizzando il fatto che noi acquistiamo da loro perch\u00e9 ci danno garanzie. Questo potrebbe tra l&#8217;altro motivare anche altre aziende a fornirci le prove che producono &#8220;pulito&#8221;. In vista di questo elenco (dobbiamo metterci in contatto con il Centro Nuovo Modello di sviluppo per vedere se stanno gi\u00e0 lavorando su ci\u00f2), proporrei di acquistare ove \u00e8 possibili prodotti locali, per gli alimentari forse questo \u00e8 realizzabile, oltre che potenziare sempre pi\u00f9 i prodotti del Commercio Equo e Solidale e la Finanza Etica.<br \/>\n-La vita comunitaria o modalit\u00e0 varie di convivenza (si parlava l&#8217;altra sera dei &#8220;condomini solidali&#8221;) che ci aiutino a mettere in comune, a vincere alcuni meccanismi di possessivit\u00e0 e a sviluppare possibilit\u00e0 di condivisioni materiali ma soprattutto relazionali ed affettive.<\/p>\n<p>2) Recuperare la funzione del gesto.<br \/>\nFrancesco nel numero 0 di Idea Solidale descrive in maniera poetica e puntuale questo punto e rimando quindi all&#8217;articolo.<br \/>\nIo volevo solo risottolinearlo perch\u00e9 mi sembra vitale per il recupero di una quotidianit\u00e0 che abbia un senso.<br \/>\nLa nostra vita \u00e8 fatta di migliaia di gesti ogni giorno, di migliaia di scelte che spesso compiamo in automatico e sono gesti che edificano noi stessi e chi ci circonda o che distruggono la percezione del nostro S\u00e9 e del S\u00e9 di chi ci circonda.<br \/>\nMi ha sempre incuriosito la facilit\u00e0 con la quale mi imbestialisco in macchina (oggi un po&#8217; meno per fortuna) o la facilit\u00e0 con la quale rimproveravo o colpevolizzavo i miei figli ( oggi faccio un&#8217;attenzione enorme affinch\u00e8 ci\u00f2 non avvenga ) o la facilit\u00e0 con la quale piegavo le relazioni ai miei bisogni pi\u00f9 o meno consapevoli.<br \/>\nPotrei continuare a lungo con gli esempi ma mi piace di pi\u00f9 parlare della bellezza e della gioia che possiamo provare quando riusciamo ad essere consapevoli dei nostri gesti, quando riusciamo a mostrare con coerenza il nostro vero S\u00e9 nel rispetto dei nostri e degli altrui limiti, quando riusciamo ad essere &#8220;attenti&#8221; a ci\u00f2 che diciamo e a ci\u00f2 che facciamo, quando riusciamo ad essere &#8220;curiosi&#8221; verso i bisogni degli altri, quando riusciamo ad essere pazienti e ad aspettare che maturi con naturalezza ci\u00f2 che abbiamo seminato, quando riusciamo a donare con gratuit\u00e0. Cominciamo a percepire cos\u00ec una sensazione di Pace e di Pienezza perch\u00e9 stiamo irradiando qualcosa di autentico, di rispettoso, di profondo, di vero.<br \/>\nGiocarsi la vita con il dosaggio minore possibile di avidit\u00e0, di possessivit\u00e0, di falsit\u00e0, di invidia, di accaparramento, di paura\u2026che vita meravigliosa per noi e per coloro che ci stanno attorno!<\/p>\n<p>3) La riscoperta della responsabilit\u00e0 individuale.<br \/>\nPrendiamoci le nostre responsabilit\u00e0, non scarichiamo sempre sugli altri o sul sistema le nostre inadeguatezze. Puntiamo su di noi, sulla nostra essenza, sulla nostra autonomia. Evitiamo i piagnistei, i vittimismi, gli attaccamenti nevrotici alle persone ed alle cose.<br \/>\nSiamo rimasti spesso dei &#8220;mammoni&#8221; che dipendiamo da tutto e da tutti, che non sappiamo rinunciare a niente, che ci circondiamo di sicurezze che la vita inevitabilmente ci fa apparire effimere ed impermanenti.<br \/>\nL&#8217;unica realt\u00e0 \u00e8 il S\u00e9, l&#8217;Amore e l&#8217;Assoluto!<br \/>\nCi\u00f2 non vuol dire non ricercare conforto, aiuto, sostegno (come potrei vivere senza Chicca, i miei figli, i gruppi di cui faccio parte, gli amici? ), ma dovremmo cercare di essere sempre pronti a vivere senza di loro perch\u00e9 con tutti loro noi camminiamo mano nella mano, disponibili s\u00ec a prendere in braccio il compagno, ma non impostando la relazione affinch\u00e8 gli altri debbono essere delle bestie da soma che ci debbono tirare comunque e dovunque.<br \/>\nResponsabilit\u00e0 delle nostre azioni, dei nostri pensieri, dei nostri desideri, dei nostri errori e dei nostri successi, questo \u00e8 l&#8217;uomo che riesce a vedere con sufficiente distacco (vedi Maestro Eckart o la Meditazione Yoga vedanta) la propria vita e ne riesce a godere con equanimit\u00e0.<\/p>\n<p>4) La valorizzazione del lavoro e della funzione dell&#8217;altro: il lavoro a rete.<br \/>\nTroppo spesso diffidiamo del vicino, non valorizziamo il suo ruolo, la funzione che in quel momento compie. Questo in gergo psicologico si chiama &#8220;invidia&#8221; ma sarebbe troppo prenderne coscienza, noi cos\u00ec perfetti e sicuri. Oppure molto spesso pensiamo che siamo solo noi che ci &#8220;facciamo un mazzo&#8221; nella vita e vorremmo tutta la considerazione da parte degli altri.<br \/>\nCerte volte penso che basterebbe solo riuscire a sostenere, aiutare, valorizzare il lavoro di coloro che ci stanno vicini o di coloro a cui facciamo riferimento nella Chiesa o in Politica o in qualsiasi altro ambiente per andare tutto di gran lunga meglio.<br \/>\nQuesto per me vuol dire per esempio sostenere Chicca nel diventare omeopata, essere solidale con le Suore Francescane nella loro esperienza di accoglienza, essere vicino alla fatica quotidiana di Carlo in Parrocchia o di Roberto alla Regione. Penso che dovremmo amare di pi\u00f9 la Politica e chi la fa, aderire e scommetterci anche se la nostra vocazione \u00e8 un&#8217;altra, ma dobbiamo avere fiducia, dobbiamo investire, dobbiamo stare vicini a chi si espone.<br \/>\nMa vuol dire anche stare accanto ai compagni che continuano a credere e a lavorare nella cooperazione sociale, oppure esserci con i familiari dei pazienti che seguo e che non si rassegnano e lottano per i loro figli, o ancora fare sentire la propria vicinanza a chi dedica tanta energia al lavoro interiore o alla guarigione psichica, o ancora fare sentire il nostro calore ai fratelli e soprattutto alle sorelle che dedicano tanto tempo e passione al Commercio Equo e Solidale, o ancora sentire dentro la meravigliosa ma difficile esperienza dell&#8217;affidamento familiare, o guardare con fiducia all&#8217;impegno dei giovani new global, o percepire la bellezza del lavoro di Libera o delle Associazioni che lottano per i diritti dei disabili e dei minori, o infine sentire l&#8217;Amore che emanano le Suore di clausura e cos\u00ec via.<br \/>\nQuesto \u00e8 il Movimento di cui mi sento parte, questo \u00e8 il lavoro di rete che vissuto, ricordato nel lavoro interiore di ognuno, tenuto presente nelle nostre preghiere, diventa una forza esplosiva che potrebbe veramente fare muovere le montagne.<\/p>\n<p>5) Boicottiamo Babbo Natale.<br \/>\nVoglio concludere con una provocazione. Tra le e-mail che mi sono arrivate a Natale ce ne \u00e8 una che fa vedere la Befana che mette fuori uso Babbo Natale con un bel colpo di carabina. Ho pensato che non sarebbe una cattiva idea riprendere la tradizione di un regalo per i nostri bimbi da fare per la Befana boicottando Babbo Natale che, se ci pensiamo bene, \u00e8 entrato da non pi\u00f9 di 20 anni nelle nostre tradizioni. Non sarebbe meglio se il Natale restasse solo la festa religiosa che \u00e8? Non sarebbe meglio che i regali fossero solo per i bambini e solo per la Befana che pu\u00f2 mettere il carbone o le leccornie?<\/p>\n<p>Riflessioni e percorsi di Guarigione personale e collettiva per cambiare il verso della Storia.<\/p>\n<p>Vi abbraccio con affetto<br \/>\nTati<\/p>\n<p>Siracusa 6-1-03 Epifania di Nostro Signore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio percorso di Fede, la mia analisi personale, l&#8217;esperienza meditativa, la Storia dei nostri giorni, lo spettacolo di Benigni su Dante ed infine l&#8217;articolo di Umberto Galimberti del 24 dic. sul cambiamento radicale di senso del Natale, hanno messo &hellip;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/2003\/01\/06\/riflessioni-e-percorsi-di-guarigione-personale-e-collettiva\/\">Continue Reading<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-112","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-spiritualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/112","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=112"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/112\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":714,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/112\/revisions\/714"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=112"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=112"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=112"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}