{"id":102,"date":"2009-10-15T12:15:05","date_gmt":"2009-10-15T10:15:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tatisgarlata.net\/blog\/?p=102"},"modified":"2021-10-15T16:40:03","modified_gmt":"2021-10-15T14:40:03","slug":"quel-che-da-valore-alla-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tatisgarlata.net\/blog\/2009\/10\/15\/quel-che-da-valore-alla-vita\/","title":{"rendered":"Quel che da Valore alla Vita"},"content":{"rendered":"<p>Quel che da Valore alla Vita<\/p>\n<p>Lo specchietto che vedete alla fine di questo mio scritto l\u2019ho elaborato ai primi di settembre dopo il campo comunitario in Sila che faccio da molti anni.<br \/>\nHo sentito che avevo fatto un altro piccolo passo in avanti nel cammino di consapevolezza, cammino che spero mi stia portando verso livelli sempre pi\u00f9 autentici di felicit\u00e0, guarigione e di capacit\u00e0 di vivere il Bene.<br \/>\nQuesto comunque non sempre avviene, anzi \u00e8 certe volte presente un sentimento di scoraggiamento, di sfiducia, di stanchezza sia perch\u00e9 mi accorgo di attaccamenti molto radicati in me, sia per una nebbia che invade il mio S\u00e9 e che non mi fa percepire in maniera distinta la ricchezza che sono e le ricchezze che ho\u2026..<br \/>\nCi\u00f2 che mi consola e che so di stare continuando un cammino sulla strada giusta della preghiera (Vieni santo Spirito: senza la tua forza, nulla \u00e8 nell\u2019uomo, nulla senza colpa), della meditazione, della consapevolezza, del confronto e dell\u2019amore.<br \/>\nMa veniamo nello specifico allo specchietto.<!--more--><br \/>\nIntanto il titolo: Quel che da Valore alla Vita. Ho mutuato questo titolo da un capitolo del libro del Cardinal Martini: Considerazioni notturne da Gerusalemme (Ed. Mondadori 2008). In questo libro, molto bello, c\u2019\u00e8 un capitolo dal titolo: Quel che sostiene la Vita. Il termine \u201csostegno\u201d mi sapeva troppo di dipendenza, ho cos\u00ec preferito il termine \u201cValore\u201d pi\u00f9 adeguato allo spirito di ricerca che cerco di vivere: Valore al di l\u00e0 del beneficio che me ne viene, del bisogno che provo\u2026della necessit\u00e0 di un vuoto da colmare che comunque c\u2019\u00e8, non lo nascondo. Il Valore \u00e8 invece dare ricchezza, spessore, profondit\u00e0 alle nostre Vite, umili ma ricche, semplici ma straordinarie, normali ma uniche.<br \/>\nI punti centrali dello specchietto, dai quali si sviluppano altre considerazioni specifiche e che a sua volta sono inglobati in considerazioni generali, sono 4.<br \/>\nIl primo punto che da Valore alla Vita \u00e8 l\u2019Abbandono in Lui. Ho scritto questi 4 punti di getto e li ho scritti nell\u2019ordine che leggete, per cui \u00e8 un\u2019opera anche dell\u2019inconscio che prospetta delle urgenze, delle priorit\u00e0. La mia priorit\u00e0 \u00e8 quindi chiaro che \u00e8 Dio, l\u2019incontro con Lui, l\u2019abbandono in Lui, la fiducia in Lui. Ma \u00e8 il Dio incarnato, infatti un Dio senza il dialogo trinitario dell\u2019Amore da cui inevitabilmente viene fuori la creazione, la libert\u00e0 e la condivisione, quindi Ges\u00f9 Cristo, non \u00e8 un Dio a cui mi abbandonerei, con cui avrei voglia di incontrarmi, di cui avrei fiducia.<br \/>\nIl secondo punto che da Valore alla Vita \u00e8 Vivere il Bene. Vivere il Bene \u00e8 il cuore della Vita, il senso primo ed ultimo, \u00e8 la possibilit\u00e0 di unirci insieme, tutta l\u2019umanit\u00e0, al di l\u00e0 del nostro credo, dei nostri dubbi, delle nostre incertezze. Vivere il Bene \u00e8 la sostanza, il sale, l\u2019essenza senza il quale nulla ha senso. Vivere il Bene \u00e8 l\u2019inno alla Carit\u00e0 di San Paolo: \u201cSe anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carit\u00e0, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna\u2026\u201d (1 Lettera ai Corinzi 13,1 e seguenti). La sera quando mi corico mi consola molto pensare a quel poco di Bene che sono riuscito a vivere e penso che questo mondo cos\u00ec contraddittorio regge per le tante persone che pregano e vivono il Bene.<br \/>\nIl terzo punto che da Valore alla Vita \u00e8 la Libert\u00e0 dalle dipendenze e dall\u2019Io. Ho sempre pensato che fossimo tutti un po\u2019 tossicodipendenti, ci fissiamo su un piacere, desideriamo qualcosa o qualcuno e non riusciamo a togliercelo dalla testa, dipendiamo da mille cose, affetti, situazioni, pensiamo di essere liberi, ma siamo degli schiavi. Ma perch\u00e9 devi liberarti dalle dipendenze, mi si potrebbe dire? Perch\u00e9 vorrei essere un uomo libero, perch\u00e9 penso che le dipendenze portano sofferenze e perch\u00e9 voglio continuare a fare un cammino di scoperta del S\u00e9, anche se so che questa lotta interiore non avr\u00e0 mai fine (San Paolo Lettera ai Romani 7,14-25).<br \/>\nI punti 2 e 3 convergono su una riflessione: L\u2019inferno esiste anche se non \u00e8 eterno e comincia su questa terra. Avevo escluso dall\u2019orizzonte della mia vita l\u2019esistenza dell\u2019inferno, l\u2019ho ripresa in considerazione dopo aver letto il libro di Vito Mancuso: L\u2019anima e il suo destino, Raffaello Cortina editore 2007 (A). L\u2019inferno su questa terra \u00e8 il vivere pi\u00f9 o meno consapevolmente il male, prima o poi ci\u00f2 genera anche sofferenza soggettiva e fa diventare, appunto, la vita, un inferno. Ma l\u2019inferno non \u00e8 eterno ed ho sposato la tesi di Origene, di Teilhard de Chardin e di tanti altri che parlano di Apocatastasi che \u201csuppone l\u2019esistenza dell\u2019Inferno e del Diavolo in esso, solo che li pensa giustamente e logicamente nel tempo e quindi assegna loro, cos\u00ec come alla dannazione meritata dai malvagi, un termine. A un certo punto essi dovranno essere reintegrati nell\u2019essere e nella sua positivit\u00e0, perch\u00e9 si compia il progetto divino di essere tutto in tutti, la ricapitolazione di tutte le cose. Questa prospettiva sostiene che, mentre il paradiso rappresenta da subito l\u2019ingresso nell\u2019eternit\u00e0, l\u2019Inferno al contrario, rappresenta uno stadio in cui si rimane legati, nella maniera pi\u00f9 dolorosa, al tempo\u201d (A pag. 267).<br \/>\nIl quarto punto che da Valore alla Vita \u00e8 La consapevolezza di essere concreatori con Ges\u00f9 Cristo. Ges\u00f9 Cristo \u00e8 veramente il figlio primogenito, noi siamo veramente suoi fratelli, noi siamo integralmente figli di Dio. Allora la creazione \u00e8 un evento continuo, quello che si definisce con il concetto di creaturalit\u00e0, a cui tutti concorriamo con la generazione di vita, di senso e di forme sempre pi\u00f9 evolute di ordine, in una parola concreando con Cristo il Regno di Dio. Questa consapevolezza mi fa accettare l\u2019inevitabile esistenza del bene e del male su questa terra e l\u2019inevitabile conseguenza della sofferenza che deriva dalla libert\u00e0 che Dio ci ha donato, dalla fiducia che ha riposto in noi e dalla dignit\u00e0 che ci ha riconosciuto. Ci\u00f2 aiuta un ragazzo in carrozzina che non pu\u00f2 correre, che \u00e8 dipendente da tutti per tutto, che non pu\u00f2 vivere la sua sessualit\u00e0 a dare valore alla sua vita? Aiuta, traccia un cammino, molto pi\u00f9 faticoso del mio, apre una prospettiva, ma non risolve il problema, come d\u2019altronde tutte queste riflessioni non risolvono automaticamente i miei dubbi, le mie debolezze, le mie contraddizioni. Quel ragazzo in carrozzina rester\u00e0 comunque in credito verso la vita, non potr\u00e0 e non dovr\u00e0 gioire per la sorte che gli \u00e8 capitata, ma avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di dare Valore alla sua vita, anche lui come me, forse pi\u00f9 di me.<br \/>\nLa consapevolezza di essere concreatori con il Cristo porta anche a credere che ognuno di noi pu\u00f2 cambiare e quindi anche il mondo pu\u00f2 evolvere verso forme pi\u00f9 ordinate. Anche se certe volte siamo stanchi, affaticati e delusi ed anche se la possibilit\u00e0 della condivisione della stessa sorte di Cristo ci fa paura, la coscienza del cambiamento che possiamo vivere e sperimentare e la coscienza dell\u2019evoluzione del mondo verso forme pi\u00f9 ordinate, anche se in forma spesso molto contraddittoria, mette in moto nuove speranze e nuove energie\u2026ogni giorno in una ricerca disciplinata piena di attenzione e di umilt\u00e0.<br \/>\nMa perch\u00e9 alla fine continuiamo ad essere cos\u00ec ben disposti a fare questo cammino a volte cos\u00ec difficile e contraddittorio? Perch\u00e9 l\u2019armonia, la pace, la soddisfazione profonda, la gioia, la conoscenza e la sapienza che ne deriva, ci aiutano nel cammino della identificazione con Dio e ci fanno pregustare l\u2019eterno. Nei momenti pi\u00f9 o meno rari in cui viviamo tutto ci\u00f2, percepiamo che \u00e8 l\u00ec che sta la Verit\u00e0, quando nelle tribolazioni, nelle incomprensioni, nel dolore, riusciamo pur tuttavia a sentirci in pace, sereni, pieni, sazi di vita, pronti a morire in qualsiasi momento perch\u00e9 riusciamo a pregustare l\u2019eterno. Se rileggiamo o meglio riascoltiamo l\u2019ultimo discorso di Tonino Bello il Gioved\u00ec santo del 1993 pochi giorni prima di morire, risulta molto pi\u00f9 chiaro quello che voglio dire. Tonino Bello con la sua voce calda, piena di sofferenza e di pace riesce a trasmettere l\u2019idea che l\u2019Amore avr\u00e0 l\u2019ultima parola ora, nell\u2019eternit\u00e0 del momento presente.<br \/>\nE veniamo alla conclusione: Il tutto in una dimensione di silenzio e di solitudine spirituale. Il silenzio interiore forse lo si consegue pi\u00f9 facilmente in una dimensione di ritiro, ma di sicuro lo dobbiamo vivere nella dimensione del quotidiano, il silenzio insegna\u00a0ad ascoltare la vita, i fratelli e quindi Dio. Ci vuole disciplina, umilt\u00e0 ed attenzione. Ed infine dobbiamo accettare e vivere pienamente la nostra solitudine spirituale (B) cio\u00e8 la consapevolezza della nostra individualit\u00e0 e della centralit\u00e0 del rapporto con il S\u00e9 anche nelle sue dinamiche misteriose ed inconsce, la consapevolezza della difficolt\u00e0 di comunicare il nostro mondo interiore, ma anche la gioia della percezione di un cammino attraverso il quale \u00e8 possibile irradiare la nostra capacit\u00e0 di Amare.<br \/>\n(B) Vedi per un approfondimento\u00a0Laura Boggio Gilot: Sulla Via del Ritorno, parte IV.\u00a0Satya edizioni AIPT (Associazione Italiana Psicologia Transpersonale).<\/p>\n<p>\u00a0Tati ottobre 2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quel che da Valore alla Vita Lo specchietto che vedete alla fine di questo mio scritto l\u2019ho elaborato ai primi di settembre dopo il campo comunitario in Sila che faccio da molti anni. 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